Il bacio della notte

Mi chiamo Juliet, sono una ragazza adolescente che quest'anno compirà finalmente i suoi diciotto anni..
C'è solo un piccolo particolare da aggiungere; sono una vampira. L'unica discente femmina in secoli e secoli di discendenti maschi. La mia famiglia difatti apparteneva ad una delle più vecchie ed importanti casate nobiliari vampire esistenti sulla terra dagli albori del tempo. Per i miei genitori non è facile trattare con una ragazza complicata come me, soprattutto adesso che ho scelto di frequentare il mondo mortale tanto odiato da mio padre e mia madre.
Non avrei mai immaginato che scegliendo questa strada, la mia vita sarebbe stata sconvolta.

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35. "per sempre."

Lady Bloodrose schivò il mio primo attacco con invidiabile maestria; gli anni di guerre e battaglie accumulate la stavano chiaramente aiutando. Ciò, ovviamente, non mi spaventava minimamente. Dalla mia parte avevo la voce ed il potere della notte, nostra simbolica madre generatrice; nulla ormai poteva più spaventarmi. "Sappi, che un potere così grande comporta in prezzo ancora più elevato." Disse una vocina nella mia testa diffondendo sulle mie labbra l'acre aroma del dubbio. Non mi ero di certo illusa riguardo al pagamento che poi successivamente avrei dovuto restituire alla notte, ma in quel momento un tale pensiero non poteva intaccare la mia sicurezza. La mia mano si mosse da sola, disegnando nell'aria un arco tagliente; le ombre si mossero di conseguenza colpendo la lady dritta allo stomaco. Il vestito si ruppe mettendo ben in mostra il ventre piatto della donna; sconvolta dal buco slabbrato che si apriva nel suo elegante abito, mi incenerì scoprendo i denti, affilati come pugnali. Un sorrisino irriverente mi arricciò le labbra piene -Meglio così, quel colore proprio non ti dona.- Risi prima di scagliarmi in avanti. Le ombre garrirono infilandole tra le intercapedini del terreno sconnesso, rovesciamo le zolle di marmo. La donna chinò le ginocchia preparandosi all'impatto ma ovviamente, neanche la sua forza portentosa riuscii a bloccare la mia carica. I nostri poteri si scontrarono brutalmente, generando un ventaglio di scariche elettriche e sibili sinistri. La lady mia nonna venne sbalzata all'indietro ed io rotolai per un paio di metri contro ai bordi taglienti delle pietre; fortunatamente, le ombre che mi baciavano la pelle avevano contenuto il danno. Sputai un grumo di saliva misto a sangue cancellando con il dorso della mano l'orribile sapore sulle labbra. -Ju..Juliet?- una voce titubante richiamò la mia attenzione; in piedi alle mie spalle, Josh mi guardava ad occhi sgranati indeciso sul da farsi. Le sue mani ed avambracci erano viscidi di sangue, un'altra vita era appena stata brutalmente tranciata per permettere lo sbocciare della pace. In un momento di struggente malinconia, mi chiesi quale importanza potessero avere i candidi petali della pace se questi erano zuppi delle sfumature cremisi della violenza. -Mi dispiace così tanto, Josh.- sussurrai a fior di labbra mentre con un colpo di reni mi rimettevo in piedi deviando con un fiotto di liquide ombre una pioggia di sassi. Josh cercò di chiamarmi, tentò di trattenermi, ma ovviamente le sue mani incontrarono solo un vuoto desolante. Era ormai chiaro, dopo aver ucciso mia nonna, anche la mia vita sarebbe miseramente avvizzita come quella di un fiore estivo. Le ombre stavano pian piano divorando il mio cuore affondando le unghie mortifere in tutto quello che restava della mia energia vitale.

Sarei morta non appena il mio desiderio fosse stato realizzato. "Un potere così grande non può che richiedere un prezzo altrettanto elevato." Pensai con un amaro sorriso mentre il mio corpo danzava stretto a quello della Lady. La lotta era furiosa, dolorosa, straziante eppure malgrado tutto, le sensazioni giungevano attutite al mio petto come se fossero avvolte in un imbottito strato di lana. Il viso del lupo comparve accanto al mio, evanescente come lo spirare del vento invernale. -L'hai compreso da sola, dunque?- chiese in un mezzo ringhio bestiale. Respiravo a fatica per la paura ma mi imposi di non farlo a vedere. -Non era poi così imprevedibile, non sono stupida.-

-Non sei stupida, ma sei coraggiosa, piccola. Questo devo concedertelo.- ridacchiò prima di infondere nelle mie vene un'altra scarica di energia allo stato puro. Afferrai la lady per la gola sollevandola di peso con la facilità con cui un bambino alza una matita; il viso di mia nonna divenne una maschera di sconcerto. -Hai paura della morte?- chiesi. In tutta risposta la donna mi sputò in faccia facendo ribollire la terra sotto ai miei piedi ma malgrado ciò non la lasciai andare finché i miei piedi non scivolarono scaraventandomi a terra. Rotolai indietro mettendomi in posizione difensiva mentre pietre acuminate come pugnale mi tagliavano la pelle facendo sgorgare fiotti di sangue denso. Gridai inferocita mentre le tenebre bloccavano l'emorragia, la mia pelle divenne nera come l'onice; la donna mi osservò trionfante e nel farlo, lei abbassò impercettibilmente la guardia. "Finiamola qui."

Corsi in avanti appellandomi per l'ultima volta alla potenza del lupo insediatosi nel mio petto. I suoi artigli mi straziarono il cuore mentre le ali esplodevano sulla mia schiena strappando i vestiti laceri e zuppi di sudore. La spada di ombre turbinò tra le mie dite solidificandosi a formare la guardia tagliente; la lama di ossidiana brillò sotto alla luce guizzante delle torce. Tentacoli scuri divorarono il potere della lady allacciandosi attorno ai suoi polpacci ormai nudi e coperti di tagli sanguinolenti. La lady mia nonna cercò di strapparsi di dosso il mio potere ma ovviamente le sue dita incontrarono il vuoto, nessuno poteva aspettarsi di catturare la notte. Strisce nere corsero ad attorcigliarsi addosso alle braccia e agli avambracci della nonna cristallizzandola in quella posizione. La mia spada tintinnò, i miei occhi ormai neri bruciarono di determinazione, le mie mani non ebbero la minima esitazione. La punta della lama trovò con facilità la carne del ventre di mia nonna tagliando tendini, carne e ossa come se fossero burro. Mi fermai solo quando l'elsa spuntò come il macabro stelo di un fiore dalle sfumature sanguigne. Un gemito gorgogliante spezzò le labbra della vampira che, tossendo, mi riversò addosso una pioggia di gocce viscide.

-Una nipote che uccide sua nonna.. quale disonore.- sussurrò ringhiando mentre le mie mani rigiravano l'elsa della spada per infliggere il doppio del danno. Una risata amara come fiele ruppe il mio fiato bruciante -Quale onore? Tu non sai neanche cosa significhi: onore.-. Il corpo della donna si irrigidì appena mentre la vita scorreva via lentamente dalla ferita gocciolando nella mia arma pulsante di vita. -Sei riuscita a colpirmi davvero. Sono colpita, piccola Juliet. La più debole della covata, la più timida delle vampire, sei riuscita a sconfiggere me. Lady Bloodrose.- la sua voce ebbe un tremito, si tinse di sincero stupore.

-Malgrado tu non sia veramente una Bloodrose, il nostro sangue di conquistatori scorre in te.- disse sollevando una mano una mano per carezzarmi la guancia. Quattro venature scarlatte mi incisero le guance ormai esangui -Peccato che anche tu morirai con me, saresti stata una buona guida per il resto dei nostri piccoli.- sussurrò trattenendo il fiato prima di librare in un ultimo sbuffo la residua vita che ruscellava giù per il suo stomaco imbrattando gli orli slabbrati della gonna soffice. Ritirai con un gesto deciso la spada abbandonando il corpo esanime della vampira che, toccando terra, si frantumò come se fosse stato di cristallo. Feci un paio di passi indietro osservando scioccata il corpo della donna; un conato di vomito mi rivoltò lo stomaco e chinandomi in ginocchio, vomitai.

La morte mi sussurrò all'orecchio cingendomi il collo con le braccia; un brivido corse lungo la mia schiena. Una convulsione mi scosse i muscoli ed io caddi su un fianco reggendomi il petto, straziato dalla sofferenza peggiore che avevo mai sentito bruciarmi l'epidermide. Urlai con tutto il fiato che avevo in gola provando il sapore delle lacrime sulla lingua; tutto il mio corpo era ormai un mare nero di sofferenza. -Juliet! Juliet rispondimi! Ti prego, ti prego!- un paio di mani fresche come la spuma del mare si adagiarono sulle spalle tremanti raccogliendomi da terra. Lacrime dense colarono lungo i lati del mio viso gocciolando a terra in tante lucide stille di sofferenza liquida; il mio cuore batteva impazzito contro alle costole quasi volesse fuggire dalla presa stringente della morte.

-JULIET!- la voce di Josh tremò per poi spezzarsi; strinsi i denti spalancando gli occhi per ammirare il viso del mio vampiro per l'ultima volta. -È finita.- sussurrai piangendo; maledissi silenziosamente quella vita crudele che proprio ora, aveva deciso di portarmi via ogni singolo briciolo di felicità. Forse, una creatura come me non era concesso sentire il calore della gioia sul viso. Qualcosa di umido scivolò sulla mia guancia percorrendo con triste dolcezza il contorno del mio zigomo; roteai gli occhi verso l'alto notando tante piccole stille tiepide imperlare le sensuali ciglia dell'uomo che disperato, osservava impotente la mia discesa nell'oblio. -Juliet, tesoro. Respira, ci sono io qui con te..- la sua voce divenne tanto sottile da spezzarmi il cuore. Le sue lacrime riscaldarono la mia pelle ormai insensibile, un nodo alla gola mi impedì di articolare anche la più piccola delle parole. Josh chinò la testa premendo la sua fronte contro alla mia, il suo fiato caldo mi accarezzò riportandomi alla mente i dolci ricordi dei suoi baci.

-Juliet.. per sempre, ricordi? Me l'hai promesso.- sussurrò lui a fior di labbra malgrado sapesse benissimo che quella promessa era ormai ridotta a taglienti schegge di vetro. -Per sempre..- concordai con un sorriso timido, fragile come la vita che sempre più celermente fluiva liquida tra le mie dita. La voce di William mi raggiunse ovattatale orecchie, ma Nicholas lo bloccò prima che potesse avvicinarsi troppo. Veder morire anche sua sorella sarebbe stato un colpo troppo duro per il piccolo Bloodrose. -Juliet, tesoro mio.. Non mi abbandonare.- Josh premette le sue labbra contro alla mia fronte.

-So che sarai in grado di creare un avvenire migliore.- mormorai tra le lacrime sapendo che in quel futuro, io sarei stata solo l'ombra di un ricordo. -Ma che stai dicendo? Senza di te, nulla ha più senso. Non ho intenzione di..- con le ultime energie che mi rimanevano sollevai un dito per premerlo contro alle labbra del ragazzo. -Non dirlo, Josh. Sei l'unica speranza che mi rimane, l'ultima garanzia che questo mio sacrificio sia valso davvero a qualcosa di utile..- un rivolo di sangue mi bagnò le labbra. Il lupo dentro di me ululò sollevando l'etereo capo verso quella luna che i miei occhi non avrebbero più avuto il piacere di ammirare. Le ombre gocciolarono a terra bagnando il mio corpo; fu allora che il maestoso animale si manifestò.

-Tu chi sei?- ansimò Josh, spiazzato e spaventato da quell'improvvisa comparsa. Il lupo ondeggiò la coda pelosa fissando con sufficienza l'uomo che, disperato, mi stringeva tra le braccia. -È davvero così importante per te? Sai che cos'è lei?- chiese la solita, impalpabile voce. Mi dimenai flebilmente nelle braccia di Josh, che irrigiditosi, scosse la testa mettendo però ben in mostra i denti. -No...- rantolai. La mia voce si perse nel carico silenzio che gravava sui due. -Lei è un ibrido. Per meglio dire, un essere creato in provetta.-

Le braccia di Josh si tesero come le corde di un arco. Il suo viso perse ogni colore e le sue labbra si schiusero in un'espressione di totale sconcerto. -Stai mentendo.. Juliet è..- ma la sua voce non terminò l'affermazione, affogando in quella sconvolgente rivelazione. Vidi chiaramente nei suoi occhi la confusione derivata da anni di analisi e comparazione con i tratti dei miei genitori, vidi le tante domande senza risposta che erano state mano a mano dimenticate. Josh squadrò il lupo con sospetto -Stai mentendo?-

-Perché dovrei?- ringhiò scherzosamente in risposta prima di appoggiare le zampe sulle mie gambe, ormai totalmente avvolte dalle spirali onice. Mi sarei aspettata di scorgere sul viso di Josh ogni possibile sfumatura di risentimento e disgusto, non di certo il più sincero dei sollievi. I suoi tratti si distesero ed un sorriso malinconico schiuse le sue labbra corrucciate. -Ho finalmente capito perché sei così diversa dai tuoi genitori, Juliet.-. Una breve, gorgogliante risata al sapore di sangue mi raschiò la gola, il mio fiato si spezzò costringendomi a ansimare per recuperare aria. Il viso del mio vampiro si contrasse nuovamente -Salvala.- ordinò al lupo sollevandomi tra le braccia per sottrarmi al tocco freddo della zampe d'ombra. -Non sono intenzionato a salvare un ibrido.- disse il bestione inclinando la testa di lato; le sue orecchie si mossero, conferendogli una pericolosa sfumatura innocente. -Come sarebbe a dire?- tuonò Josh in un ringhio. Il lupo gli fu addosso nel giro di un nano secondo, la zampe artigliate schiacciarono tanto forte la gabbia toracica del vampiro che un macabro scricchiolare di ossa si diffuse nella stanza. -Rivolgiti con rispetto alla Notte, vampiro. Se non sbaglio resto tua madre e padrona.- lo ammonì ritirandosi elegantemente per leccarsi un ciuffo di scuri peli neri. Josh tossicchiò con onore tentando di non far a vedere quanto l'attacco del lupo l'avesse scosse; sentire una scarica di puro potere sul petto non doveva essere esattamente piacevole. -Ci deve essere un modo!- esclamò con decisione malgrado ciò che era appena successo, Josh non si lasciava mettere i piedi in testa da nessuno. Mai.

-Sei davvero insistente vampiro. Ebbene, c'è un modo..- sussurrò l'animale in modo ferale, mettendo ben in mostra i denti d'ossidiana lucida. Josh sgranò gli occhi inginocchiandosi di fronte al lupo che, incuriosito, inclinò la testa di lato in attesa. Il vampiro sospirò appoggiando con umiltà la fronte ai piedi del mostro; il suo corpo tremava, non sapevo dire se per vergogna o per la nuova speranza che pulsava nel suo petto. -Ti prego, sono disposto a qualsiasi cosa.. Non importa che io debba uccidere, non c'è limite a quanta crudeltà o umiltà dovrò raggiungere.- i suoi occhi profondi, tormentati, si sollevarono.

-Farò di tutto ma ti prego, salva Juliet.- mormorò con voce umida di lacrime e dolore. Il lupo alzò il capo analizzando dall'alto in basso l'uomo prostrato sotto di lui. -Il prezzo per una vita si paga con la morte.- il tono di voce profondo dell'ombra era sorridente, pericoloso come un coltello. -Se vuoi salvarla, dovrai immolarmi la tua vita. È il sangue che desidero, nient'altro che linfa.-. Josh trattenne il fiato ed io gridai con tutto il fiato che avevo in gola, quelle subdole parole mi tagliarono il cuore -Non te lo farò fare! Voglio morire Josh, odio questa vita!- strillai tra le lacrime sapendo benissimo che il vampiro non mi stava ascoltando. I suoi occhi erano incollati al muso evanescente dell'animale, la determinazione bruciava come carbone nelle sue iridi. Non c'era il minimo tentennamento nei suoi gesti, aveva deciso ormai.

-Se lo farai, non ti perdonerò mai.- singhiozzai mentre lui mi raccoglieva da terra per depositarmi sulle sue ginocchia. Le dita del vampiro percorsero il mio viso con dolcezza, quasi avesse paura di rompere la mia pelle accerchiata dai neri tentacoli. -Io non potrei mai perdonarmi d'aver perso un'occasione del genere, piccola.- disse tristemente baciandomi piano la fronte. Le sue labbra esitarono per un attimo ed quel contatto così intimo, il mio amore avvizzì. -Non farlo..-

Josh sorrise mentre il vento sibilava sulle sue dita andando a creare tante piccole lame; la pelle si lacerò come se fosse burro non appena lui si accarezzò il collo. Le prime stille di sangue gocciolarono sul mio viso mescolandosi alle lacrime che mi inumidivano le guance. -Ricorda, Juliet. Per sempre.- mormorò ancora prima che una lacrima sfuggisse al suo controllo e si mescolasse alle mie. Annaspai contro al buio che sempre più oppressivamente mi offuscava la vista, combattei come mai in vita mia per restare sveglia, pregare il vampiro di guarire e non sacrificarsi per me. Alla fine però non potei far niente per impedire che le tenebre mi inghiottissero; mentre sprofondavo nell'incoscienza, il nome del vampiro che amavo rimbombò come una preghiera distante sulle mie labbra spaccate.

Da quel fatidico giorno, non vidi più l'amato viso dell'uomo che sempre mi aveva accompagnato. Da quella maledetta sera, non sentii più la carezza delle sue mani sulle guance, né il tocco umido dei suoi baci. Quel giorno perso tutto ciò che aveva illuminato la mi tetra vita di bugie e ferite. Il mio cuore appassì assieme a tutti i sentimenti dolcissimi che avevo solo da poco scoperto. Quando mi svegliai, coperta di ecchimosi e tagli ancora non rimarginati, il duro silenzio mi accolse. Le risate erano sparite esattamente come le voci conciate dei servi; mi voltai lì dove era solito fermarsi Josh di mattina. Le lacrime affiorarono da sole, ed in quel momento, mentre singhiozzavo gridando contro quel cielo crudele e senz'anima, compresi che alcune sofferenza erano persino peggiori della morte.

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