Il bacio della notte

Mi chiamo Juliet, sono una ragazza adolescente che quest'anno compirà finalmente i suoi diciotto anni..
C'è solo un piccolo particolare da aggiungere; sono una vampira. L'unica discente femmina in secoli e secoli di discendenti maschi. La mia famiglia difatti apparteneva ad una delle più vecchie ed importanti casate nobiliari vampire esistenti sulla terra dagli albori del tempo. Per i miei genitori non è facile trattare con una ragazza complicata come me, soprattutto adesso che ho scelto di frequentare il mondo mortale tanto odiato da mio padre e mia madre.
Non avrei mai immaginato che scegliendo questa strada, la mia vita sarebbe stata sconvolta.

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31. l'oscurità di un cuore gentile.

Non avevo occhi che per Josh ed i rivoli di sangue che scendevano a macchiargli la pelle. Jon alle sue spalle non accennava a mollare la presa ed il mio furore stava iniziando a crescere; le pantere si mossero irrequiete snudando le fauci di fronte al viso attonito dei tanti presenti. La piccola Sarah si mise a piangere fiutando l'odore forte del pericolo, sua madre la strinse al seno con fare protettivo mentre il primogenito le si parava di fronte. Lord Edwyn osservò da spaventosa vicinanza il tocco del potere che le bestie sprigionavano e la sua carnagione già pallida assunse sfumature ancor più chiare.

Non sapevo cosa fare, non avevo la minima idea di come comportarmi di fronte ad una situazione così dannatamente complicata. Tutto quello che potevo fare era ubbidire passivamente fissando impotente il mio uomo intrappolato dal bacio dell'acciaio. Lord Robert digrignò i denti mentre i servi della casa nemica si disponevano minacciosi a ventaglio attorno a loro. -Io non sono il tipo di uomo che lecca i piedi di una vile donna con infondate smanie di potere.- il suo petto si gonfiò come quello di un gallo ma ciò non contribuì a salvare la vita di uno dei suoi fedeli. In un letale guizzo, una mano si sollevò per tagliare la gola dell'uomo; solo il pronto intervento dei suoi fedeli gli impedì di morire. Il sangue esplose sul collo del servitore imbrattandogli le guance; in un gorgoglio si accasciò a terra come un sacco vuoto. Lord Robert sgranò gli occhi, cancellando con la punta delle dita le stille di vita che gli erano schizzate addosso. La rabbia esplose nelle sue iridi assieme al suo potere: il liquido contenuto in ogni bicchiere si levò sciabordando. -Tesoro!- lo richiamò inutilmente sua moglie mentre il liquido prendeva la forma di tante letali frecce insanguinate. Mia nonna lo gelò con lo sguardo, osservando con tranquillità le punte minacciose -Questo cosa dovrebbe significare, Lord Robert?- chiese ridacchiando mentre in un rombo, una vampa di calore trasformava in vapore le frecce di sangue. -Significa guerra, mio dolce lord? Mi dispiace così tanto che tu debba deludermi così.- disse la donna accarezzando con una lenta carezza il viso dell'altro vampiro ancora inginocchiato a terra. -Tu, lord Edwyn? Qual è la tua risposta?-

-Va all'inferno assieme a tutta la tua corte.- rise prima che una ginocchiata sul naso lo ribaltasse all'indietro in un orribile scricchiolare di ossa macellate. Byan fu subito al fianco di suo padre; appoggiò con delicatezza il palmo della mano contro al naso del genitore. Un'onda azzurrina dilagò tremula dalle sue dita curando il setto spezzato. Rimasi basita osservando lord Edwyn rialzarsi con il furore più cupo negli occhi, spinse bruscamente suo figlio dietro alle sue spalle. -Questa è una chiara dichiarazione di guerra mia cara lady.- dichiarò con voce chiara, sicura ed implacabile.

-Signori miei, questa è davvero una triste notizia.- sussurrò mia nonna lisciando con attenzione le pieghe del lungo vestito che quella sera aveva voluto di indossare. -Tenete così poco alle vostre misere vite? Desiderate davvero che i vostri pargoli muoiano qui sotto alle unghie dei miei fedeli?- chiese ancora alzando progressivamente la voce mentre uno ad uno i poteri esplodevano attorno alle due famiglie accerchiate. L'angoscia mi catturò le viscere, Josh era ancora immobilizzato e mio padre sembrava non aver alcuna intenzione di lasciarlo andare. Le pantere ai miei piedi si accucciarono abbassando le orecchie sui crani eterei. Lord Edwyn scoppiò in una risata tanto profonda che persino mia nonna rimase un attimo senza parole.

-Mia cara lady. Pensi davvero che io e lord Robert siamo due vampiri senza cervello? Ovviamente abbiamo preso delle precauzioni per evitare di finire come dei polli su un letto di brace.- fece una pausa allargando le braccia mentre i due piccoli gruppi si riunivano a formarne uno solo. -Lord Robert ed io siamo alleati per fronteggiare te e la sua nidiata di pazzi. I vampiri desiderano pace e noi siamo del tutto intenzionati a mantenerla. Non abbiamo di certo bisogno di un'altra scellerata a sconvolgere le nostre vite.-. D'improvviso, le porte interne della sala esplosero in una miriade di schegge taglienti che rimbalzarono a terra; di fronte ad esse un ammucchiata di soldati Bloodrose alzarono le picche gettando a terra i loro ridicoli cappelli da guardia svizzera. -Dovreste trattare meglio i vostri condottieri, mia amabile Lady.- insinuò lord Edwyn facendo cadere a terra un mucchietto di scintillanti monete d'oro. Le nostre cappe marciarono come un sol uomo battendo la base delle picche contro al terreno; tra di loro c'era lo stesso fidato capitano della guardia. Mia nonna imprecò a mezza voce in modo decisamente poco signorile; la mia vista si appannò per la stanchezza; le pantere sibilarono facendosi più incorporee.

-Vivere o morire, Lady Bloodrose??- chiese lord Robert appoggiando una mano sulla spalla di suo figlio, confuso da quell'improvviso cambio di situazione. Dovevo ammettere che i lord reggenti delle due Case avevano giocato un gran brutto scherzo a mia nonna. Ora però, dato che lei ci aveva messo nel bel mezzo di un mare di guai, tutti avremmo scontato il prezzo per le azioni sconsiderate di quella donna. Il mio sguardo corse a Josh e poi al rotondo visino di William, ora solo accanto al fratello. -Se la mettete così.. Non vedo altra alternativa.- disse in un sibilo la lady orgogliosa; un esplosione caotica di poteri differenti si materializzò nella stanza in un coro insopportabili di stridii e schiocchi. Le due fazioni vampire si fronteggiarono scoprendo minacciosamente i denti; le unghie affilate erano pronte a dilaniare assieme ai rispettivi poteri.

Dovevo fare qualcosa.. Ma cosa?

William cercò di avvicinarsi a noi e a quel punto, Jon scattò verso di lui per impedirgli di immischiarsi nel conflitto imminente. Josh mi fu al fianco in un battito di ciglia, le sue braccia mi cinsero il corpo mentre anche il suo potere affiorava sotto forma di affilatissime lame di vento. -Juliet.. Non posiamo permettere che..- la sua voce venne interrotta da un disperato grido infantile; la piccola Sarah si era svegliata nelle braccia di Cam che cercava inutilmente di tranquillizzare la sorella cullandola meccanicamente tra le braccia esili. Dovevo agire, ora. -Fermi tutti!- gridai quando i ringhi d'ammonimento tornarono a rincorrersi lungo i muri sporchi della sala da ballo. Le mie pantere, rafforzate dalla mia determinazione, spalancarono le fauci in un ruggito tanto intenso da sovrastare qualsiasi altro rumore. Tutti i presenti si voltarono stupiti verso di me; strappai la gonna fino a metà coscia per muovermi più agevolmente poi salii sul trono per far si che tutti mi vedessero.

-Lord Edwyn, lord Robert, state facendo esattamente ciò che mia nonna desidera. La guerra che per così tanti secoli abbiamo evitato sta mettendo nuove, velenose radici.. Volete davvero permettere che accada?- la mia voce suonò dura e sicura come il più forte dei metalli, eppure non mi ero mai sentita tanto vulnerabile in vita mia. -In questa stanza ci sono i vostri figli, ragazzi giovani che non conoscono minimamente cosa significhi entrare in guerra. Volete davvero mostra loro massacri senza fine? volete davvero far bere loro dalla coppa del dolore e dell'orrore?- gridai indicando con un palese cenno della mano Cam e Sarah, Brandon e Bryan. Tutti erano più piccoli di me, seppur fossero più grandi dei miei fratelli di qualche anno. Velocemente come ero salita sul trono, allo stesso modo mia madre mi sbatté giù balzandomi al collo.

-Piccola impertinente. Come osi..- la sua voce venne però interrotta dal borbottio di una pantera d'ombra. La vampira sorrise scoprendo i denti -Questa e una minaccia mia cara, adorata figliola?- i suoi occhi truccati scintillavano di un disgusto tale che il mio residuo, inconscio amore nei suoi confronti avvizzì come erba. -No madre. È una dichiarazione di guerra!- sibilai sputandole sul viso prima che le mie belve le balzassero addosso facendola rotolare sulla schiena in un coro variopinto di poco femminili imprecazioni. Jon corse in suo soccorso ma dovette ritirarsi quando i primi vampiri gli piombarono addosso con i loro taglienti poteri. -La giovane Bloodrose ha coraggio da vendere.- constatò lord Edwyn prima di correre avanti dove inginocchiata, osservavo sbuffi si velluto danzare nell'aria. La sua mano di chiuse attorno al mio mento in una poco rassicurante carezza -Eppure, malgrado le tue belle parole e la tua ribellione, il sangue dei traditori scorre nelle tue vene..- lord Robert fu al suo fianco in un battito di ciglia.

-Ci dispiace così tanto, ma devi morire, Juliet..- sussurrò lui prima di stringere ancora di più la presa ammaccandomi la pelle. Josh colpì con un poderoso calcio nel costato l'uomo che mi stava reggendo il mento; questo cadde giù dalle scale mentre lord Robert, colto di sprovvista, arretrò di colpo alzando le mani. Una poderosa folata di vento lo investi in pieno, scagliandolo a gambe all'aria. -Stai bene?- chiese preoccupato tendendomi la meno per aiutarmi. -Io..- la mia voce si ruppe come vetri quando il grido furibondo di mia nonna rimbombava nella stanza mandando in frantumi il silenzio.

-Fateli fuori TUTTI! Dal primo all'ultimo! Bruciate i bambini e date le loro viscere in pasto ai corvi!- gridò incendiando con gli occhi tutti i presenti mentre il suono del pianto terrorizzato di Sarah rimbombava come un disperato richiamo di aiuto. La puzza della guerra intasò l'aria nel momento stesso in cui i due contingenti si voltarono per affrontarsi l'un l'altro. Sibili e ringhi degni di bestie fameliche esplosero nella stanza assieme al suono orribile della carne che is slabbrava sotto alle unghie. Josh mi protesse con il proprio corpo quando avvenne il primo contatto di poteri antitetici. Una nuvola di vapore bollente fischiò accecando tutti per un lunghissimo secondo. -Che cosa ho fatto?- sussurrai guardando i vampiri massacrarsi l'un l'altro a colpi di denti, unghie e poteri vari. L'odore del sangue era soffocante, le grida dei più piccoli erano strazianti.

In quel momento la mia gola si chiuse, i miei occhi vagarono febbrili per la stanza alla ricerca di un piccolo visino sorridente; di William però non c'era nessuna traccia. Balzai in piedi gridando il suo nome mentre Josh, imprecando, si sollevava per proteggermi. Le sue lame di vento danzarono ed il sangue ne intaccò la perfetta trasparenza. Stille scarlatte scivolarono sul loro filo colando nel vuoto, ai nostri piedi. -Dobbiamo trovare William e Nicholas!- strillai terrorizzata all'idea che potesse succedere qualcosa al mio fratellino. Josh mi accarezzò il volto per poi afferrarmi i capelli dietro la nuca. -Juliet, se osi morire, verrò all'inferno per riportarti indietro. È chiaro?- i suoi occhi erano un miscuglio di preoccupazione ed angoscia. Mi aggrappai alla sua giacca, stringendo tra le dita la sua cravatta sporca di polvere e sudore. -Lo stesso vale per te, vampiro.- dissi tra i denti prima di tirare la cravatta.

Josh si chinò ed io premetti le mie labbra sulle sue. Il nostro fu un bacio disperato, tanto passionale ed intenso da mozzarmi il fiato in gola. Le labbra del vampiro divorarono le mie ed io, cercando di ricacciare indietro le lacrime, mi imprimevo a mente le sensazioni che quel bacio mi stava trasmettendo. Elettricità allo stato puro mi accese il sangue donando al mio potere una nuova, devastante potenza. Le pantere ringhiarono ingrandendosi in un sibilo colloso di tenebre. Mi allontanai appena per guardare l'uomo in viso; mai come prima di allora sentii l'amore palpitare nel mio petto con quella stessa intensità.

-Ti amo, Josh.- sussurrai a fior di labbra mentre lo stridio insopportabile del metallo si portava via le mie esili parole. Josh non mi aveva sentito; mi prese per mano tirandomi con veemenza. -Vieni, di qua.- corremmo a perdifiato tra i vampiri ingaggiati nella battaglia. Qualche scagnozzo di lord Edwyn e Robert cercarono di fermarmi ma ovviamente vennero immediatamente massacrati dai loro avversari. I ragazzi delle due case rivali se ne stavano impauriti sotto al tavolo rovesciato; la piccola Sarah strillava come impazzita mentre Cam la cullava piangendo per la sorte dei suoi genitori. -Cam!- lo chiamai sperando che non mi attaccasse. I suoi occhi da bambino si volsero straboccanti del terrore più cupo; le sue braccia si chiusero attorno al corpicino della sorella. -Non.. Non avvicinatevi...- balbettò mostrando appena i denti con pallido fare minaccioso. Byan e Brandon sedevano poco più in la, abbracciati e tremanti malgrado fossero molto più grandi rispetto a Cam e Sarah. -Siamo qui per proteggervi.- sussurrai prima che Josh richiamasse la mia attenzione. Quattro vampiri stavamo marciando verso di noi, erano sporchi di sangue dalla testa ai piedi e i loro vestiti erano ormai stracciati. Non erano scagnozzi ne di casa Whitemoon ne tanto meno di casa Nightshadow.

Quelli erano vampiri alle strette dipendenze di mia nonna. Mi sollevai traballante sentendo la stanchezza troncarmi il fiato in gola; eppure, malgrado ciò, la furia e la determinazione di salvare quei ragazzini era ancor più forte del dolore. -Toglietevi sai piedi!- tuonai scatenando ancora una volta le mie pantere che, ruggendo in tono di sfida, mostrarono le possenti zanne color catrame. I quattro non si fecero però intimorire, falciando ogni singolo nemico con l'unico obbiettivo di raggiungermi e tagliarmi la testa.

Perché quella era la punizione riservata ai traditori.

Josh allargò di colpo le braccia ed il suo potere permeò dalla pelle agglomerandosi a forma di lama ricurva sugli avambracci. I suoi occhi, generalmente comprensivi e dolci, si erano trasformate in pozze furiose degne del guerriero che era. -Finiamola alla svelta.- disse sputando in terra mentre io, imitandolo, raggruppavo le ombre nella mia mano. Una lunga spada dalla lama tenebrosa si materializzò tra le mie dita serrate; il pomolo della spada aveva l'inquietante forma di uno scheletro che gridava in modo inquietante la propria maledizione. Lo scontro con i quattro vampiri fu devastante; le mie due pantere si gettarono addosso ai primi due lacerando tutto ciò che incontravano con i loro artigli. L'uomo con cui mi dovetti fronteggiare aveva l'irritante potere di creare illusioni attorno a sé, impedendomi così di identificare il vero combattente. -Vile che non sei altro.- latrai affondando la spada di ombre nell'ennesimo sbuffo di magia colorata; una risata fastidiosa come il suono stridulo del gesso sulla lavagna riecheggiò alle mie spalle. -Sei solo una viziata ragazzina con un potere troppo grande da controllare, non mi sconfiggerai mai.- disse con un grande sorriso a solcargli le labbra piccole e sottili. 

-Dici davvero? E' un peccato, ma credo di doverti deludere.- un ghigno malefico mi sollevò gli angoli delle labbra, dipingendo sul mio volto una crudeltà profonda che ben pochi conoscevano. Quella era un letale veleno derivato da anni di soprusi, angherie e sguardi privi d'affetto. Tutti credevano di conoscermi, eppure ciascuno nasconde in sé un ombra più scura dell'abisso. -Strapperò via quel sorriso dalla tua faccia, lurido verme. Proprio come si addice ad una bambina viziata.- 

 

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