Il bacio della notte

Mi chiamo Juliet, sono una ragazza adolescente che quest'anno compirà finalmente i suoi diciotto anni..
C'è solo un piccolo particolare da aggiungere; sono una vampira. L'unica discente femmina in secoli e secoli di discendenti maschi. La mia famiglia difatti apparteneva ad una delle più vecchie ed importanti casate nobiliari vampire esistenti sulla terra dagli albori del tempo. Per i miei genitori non è facile trattare con una ragazza complicata come me, soprattutto adesso che ho scelto di frequentare il mondo mortale tanto odiato da mio padre e mia madre.
Non avrei mai immaginato che scegliendo questa strada, la mia vita sarebbe stata sconvolta.

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19. L'illusione crudele.

Divorai con avidità il ragazzo, portandogli via impietosamente la linfa vitale mentre lievi gemito si sollevavano dal suo corpo sempre più debole. Non sentivo più niente, fatta eccezione per il sangue che mi riscaldava lo stomaco risanando e rendendo infinitamente più forti le mie ombre.

-Juliet..- rantolò Adrian cercando di graffiarmi il fianco senza grande successo. Alzai lo sguardo su di lui staccando le zanne dal suo collo gonfio per sibilare infastidita.

-Se hai ancora fiato per parlare, significa che ancora nascondi da qualche parte riserve di sangue, cuginetto.- sussurrai mentre lui sbarrava gli occhi cerchiati di nero. Passò un lungo minuto prima che Adrian parlasse nuovamente.

-È finita, Juliet.-

Confusa lo guardai mentre una risata mi rimbombava sulle labbra. -Ammetti d'essere spacciato?- insinuai mentre il suo sorriso progressivamente si allargava, insinuando nel mio petto un dubbio atroce. -È finita per te, stupida impertinente.- gridò mentre le mie tenebre sibilavano come un gatto di fronte al profilo possente e massiccio di un cane. Un filamento evanescente, ma duro come l'acciaio parò il primo colpo diretto alla mia nuca, permettendomi così di rotolare a terra e rialzarmi, acquattata sul terreno.

Ero in trappola. Christopher, Niall e i gemelli si erano posizionati ai miei quattro lati, bellissimi ma austeri nelle loro tenute nere come il carbone. Il mio fratellino Nicholas si accostò al corpo martoriato del suo cugino preferito mentre guardandomi con i miei medesimi occhi color mogano, mi riversava addosso una cascata di odio bruciante.

Fece male, più di quanto immaginassi. -Buona sera.- disse Louis passandosi una mano nei capelli chiarissimi prima di chinarsi in avanti facendo pressione sui quadricipiti. -Sparite.- abbaiai mentre lasciavo scorrere lo sguardo color rubino sui miei parenti sentendo i loro poteri nascosti ghignare nei loro corpi.

-Questa è la mia battaglia contro Adrian. Toglietevi dai piedi.- ringhiai ancora sentendo l'ansia scivolarmi dentro come ferro fuso, regalandomi fitte preoccupanti allo stomaco. Quattro contro uno, non era esattamente una bella prospettiva; le ombre cominciarono a danzare attorno a me schioccando minacciose tenendo a distanza i miei cugini. Louis sibilò guardando la manifestazione del mio potere creare una specie di barriera scura attorno a me, Christopher e Niall si scambiarono una breve occhiata vibrante di significato.

-Ma che bel potere.. Non avevo mai visto nulla del genere.- disse il più grande dei vampiri snudando i denti affilati in un sorriso. L'aria attorno a me improvvisamente si raffreddò, tanto da trasformarsi in piccole particelle ghiacciate che mi ferirono il viso. Rivolsi il mio sguardo verso Louis che stava disegnando imprecisati ghirigori nell'aria dando controllato sfogo al suo potere, forse uno dei più affascinanti che avessi mai conosciuto.

Rivoli ghiacciati intarsiarono le pietre bloccando in una prigione fredda i tanti steli d'erba che spuntavano ondeggiando. Il mio potere reagì in difesa confondendosi con la mia ombra ed attorno ai miei piedi, per impedire al ghiaccio di congelare la suola delle mie scarpe basse. Scioccata guardai quella specie di pozzanghera nera che volontariamente si era formata; ma non vi prestai più di tanta attenzione, assorbita dal pericolo imminente.

-Ombre.. È davvero affascinante..- sussurrò Niall prima di farsi avanti, afferrando gli occhiali che proteggevano i suoi occhi. Un paio di iridi innaturalmente verdi per un vampiro, si allacciarono con dolcezza alle mie. Un sibilo schiumoso si sollevò dal mio corpo avvolto nell'abbraccio scuro, eppure quel suono pericoloso durò unicamente un istante. Sbattei le palpebre sentendo il mio cervello appesantirsi all'improvviso, trascinandomi verso uno stadio molto simile all'ubriacatura. Mi guardai attorno, ero avvolta nelle coperte del mio sontuoso baldacchino. Al mio fianco, steso su un fianco c'era Josh, un sorriso dolce gli arricciava le labbra, i capelli deliziosamente scompigliati mi fecero venire voglia di accarezzarli.

-Ben svegliata.- disse con la sua voce profonda regalandomi dolci brividi. -Quanto ho dormito?- chiesi mentre mi mettevo a sedere stiracchiandomi come un gatto pigro. Lui mi sorrise afferrando al volo una ciocca binda per portarsela alle labbra; Lo guardai stupita mentre lui alzava le sopracciglia, come se quello fosse il gesto più normale del mondo.

-I miei genitori dove sono?- chiesi allarmata mentre lui si scostava appena forse infastidito dal mio comportamento. Un odore pungente mi catturò ed io, rigida come un tronco abbassai il viso rendendomi conto che le coperte erano impregnate di sangue scarlatto. -Josh..- ansimai mentre lui si sollevava a sedere rivelando una ferita orribile che correva dal pettorale sinistro per sparire sotto alla cintura, sull'anca destra.

-Mi hanno ucciso Juliet. Per colpa tua.- il suo sguardo divenne vitreo mentre il senso di colpa di faceva spazio ad unghiate nel mio petto, togliendomi il fiato. Improvvisamente avvertii sulle mani qualcosa di scivoloso imbrattarmi la pelle; quando il suo odore mi raggiunse, per un attimo pensai di vomitare. Il sangue di Josh tingeva la mia pelle chiarissima; gridai tanto forte che il mio stesso urlo mi ferì le orecchie mentre il vampiro di fronte a me crollava a terra esanime. -Josh! Non morire.- pregai mentre lacrime amare come fiele ricavano il mio volto tirato. Lui però non mi rispose; per un attimo pensai di impazzire.

Improvvisamente però una voce chiamò il mio nome, era lontana anni luce, ovattata e all'apparenza irraggiungibile. Mi concentrai su quel timbro di voce così familiare mentre il corpo di Josh ondeggiava, spogliandosi della sua materialità. Annaspai aggrappandomi alle tenebre che mi circondavano, strappandola con la forza della disperazione. Avevo capito cosa stava succedendo, Niall mi aveva intrappolato nella sua gabbia: quella dell'illusione.

Quando tornai in me, ero raggomitolata a terra con la testa serrata tra le mani. Le mie ombre sfrigolavano indebolite dal mio stato di pseudo follia; Niall e i vampiri erano acquattati a terra, i denti snudati e le mandibole irrigidite in ringhi minaccioso. Alzai lo sguardo macchiato di lacrime mentre di fronte a me, compariva la terra ma rassicurante figura di Xavier. Si era cambiato, indossava un paio di pantaloni di pelle nera e una camicia bianca, coperta da una specie di giubbotto senza maniche al quale erano appese una serie di armi tintinnanti, tra le quali anche una lunga striscia di pallottole d'argento ed oro. Il suo sguardo duro si appoggiò su di me.

-Sono arrivati i rinforzi.-

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