Il bacio della notte

Mi chiamo Juliet, sono una ragazza adolescente che quest'anno compirà finalmente i suoi diciotto anni..
C'è solo un piccolo particolare da aggiungere; sono una vampira. L'unica discente femmina in secoli e secoli di discendenti maschi. La mia famiglia difatti apparteneva ad una delle più vecchie ed importanti casate nobiliari vampire esistenti sulla terra dagli albori del tempo. Per i miei genitori non è facile trattare con una ragazza complicata come me, soprattutto adesso che ho scelto di frequentare il mondo mortale tanto odiato da mio padre e mia madre.
Non avrei mai immaginato che scegliendo questa strada, la mia vita sarebbe stata sconvolta.

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20. la sconfitta dell'ombra.

-Xavier.. Perché sei venuto?- chiesi sulla soglia delle lacrime mentre attorno a me le ombre riprendevano vigore, sibilando furiose contro ai miei nemici.

-Eri in pericolo. Era mio dovere.- disse semplicemente stringendo con più forza la lama anti-vampiro tra le mani prima di accostarsi a piccoli passi a me. Ruotò l'arma ringhiando come un leone prima di tendermi velocemente una mano. -Alzati. Non posso farcela da solo.- disse tra i denti mentre io, intrecciando le dita alle sue, mi tiravo in piedi cancellando le lacrime appiccicate alle mie guance. -Se osi morire..-. Sussurrai guardando il sorriso del ragazzo allargarsi ancora di più. Improvvisamente la tenera espressione di preoccupazione, si trasformò un ghigno arrogante e sicuro.

-Io? Morire? Non conosco neanche questa parola.- rise scoccandomi un'occhiata piena di grinta e decisione. Quando però notò le ombre che mi vorticavano attorno come sibilanti serpenti, una nuvola passò nei suoi occhi. -Devo ammettere che quella roba mi da i brividi.- ridacchiò prima di roteare la sua lama facendo fischiare l'aria attorno a noi.

-Ora basta parlare.- abbaiò Niall, evidentemente infastidito dall'ingresso improvviso di Xavier nella scena. Il ragazzo umano aveva interrotto la sua bellissima illusione, riportandomi al mondo reale. Il viso mozzafiato del vampiro ebbe una contrazione mentre le sopracciglia disegnavano sulla sua fronte una ruga profonda. -Mi hai fatto arrabbiare..- ringhiò snudando i denti bianchissimi ed affilati come coltelli; in un battito di ciglia si scagliò avanti in un turbinio profumato di morte.

La velocità di reazione di Xavier mi sorprese. Ruotando su se stesso schivò brillantemente l'offensiva di mio cugino puntando con il pomolo della spalla la cassa toracica del vampiro, forse nella speranza di fracassargli qualche costola. Ovviamente però la creatura, addestrata per anni al combattimento più feroce, non si fece sorprendere torcendo il corpo per evitare l'affondo. Niall toccò terra acquattandosi come un animale sul lastricato spaccato ed intriso di sangue viscido. I suoi occhi verdi brillarono di un'eccitazione morbosa, pericolosa.

-Xavier.. Atten..- cercai di dire prima che qualcosa non mi afferrasse violentemente per le spalle schiacciandomi a terra in una morsa ferrea. Louis conficcò in profondità le unghie nella mia pelle finché il sangue non andò a colorare la mia carnagione pallida in un intenso color rubino.

-Mai dare le spalle al nemico.- sussurrò prima di sprigionare tutta la violenza del suo potere su di me. Un gelo mortale iniziò ad intaccarmi la pelle in un vero e proprio abbraccio di cristalli gelati. -Non sottovalutare il tuo nemico.. Cugino.- sibilai prima di colpire con tutta la forza che avevo in corpo il basso ventre del ragazzo che, colto totalmente alla sprovvista, gridò furioso evidentemente in preda ad un dolore intenso. Rotolai sulla schiena mentre Andrea,mi si scagliava addosso ringhiando come un leone. -Smettila di opporti, Juliet!- abbaiò afferrandomi un polso prima di torcerlo e schiacciarmi a terra mentre sibilando le mie ombre is avviluppavano come serpenti sul suo braccio, stritolando con tanta intensità che le ossa minacciosamente scricchiolarono. -Dannata!- gridò prima di divincolarsi, reggendo tremante il braccio accartocciato e sanguinolento.

-Juliet!- ansimò la voce di Xavier. Mi gettai indietro sentendo una presenza materializzarsi alle mie spalle; il filo di una lama tranciò una folta ciocca di capelli che ondeggiando, si deposito confusamente a terra. Christopher sorrise amabilmente in mia direzione, fendendo l'aria con la sua vecchia ed amata katana.

-Non pensavo che mi avreste costretto ad intervenire.- disse lanciando un'occhiata ammirata al mio amico, che rotolando a terra si stava battendo con Niall, in una danza crudele di artigli e denti snudati. Xavier era coperto di sangue, sia a causa delle ferite di Niall che dalle proprie. In quell'istante di distrazione il filo della spada di Christopher mi intaccò la guancia, disegnando su di essa un lungo graffio abbastanza profondo da far sgorgare nell'immediato il sangue.

-Mai distrarsi dal proprio avversario.- rise portandosi alle labbra il longilineo pezzo di metallo scuro prima di leccarne via la macchia che la sporcava. Sprofondai nella concentrazione più intensa che io conoscessi, tendendo allo spasmo i muscoli distrutti dal precedente scontro con Adrian. -Hai ragione..- ridacchiai con ironia soffocando i dubbi che mi assillavano. Probabilmente non avrei mai vinto contro Christopher, era troppo vecchio, troppo forte per me. Ormai però tanto valeva la pena di tentare il tutto e per tutto; non volevo che Xavier morisse e a costo di perdere la vita io stessa, l'avrei protetto sino all'ultimo respiro.

-Hai la stessa luce di tua madre negli occhi.- constatò all'improvviso Christopher iniziando a camminarmi attorno con studiata lentezza. -È un complimento?- chiesi scettica malgrado sapessi benissimo quanto rispetto quel vampiro avesse per i miei genitori. Esattamente come immaginavo, il vampiro fece una smorfia -Tua madre è una delle creature più velenose che io conosca. Bellissima e letale, come un cobra.- sussurrò prima di fiondarsi addosso a me sollevando la spada. Roteai su me stessa facendo perno sulle gambe mentre sollevando le mani scatenavo le ombre. Queste, mugghiando, si avvilupparono attorno alla lama stritolandola per distruggerla. Ghignai pensando d'aver vinto ma accadde qualcosa di terribile, il mio potere cominciò a sfrigolare ritirandosi dalla spada in schiocchi e sibili sinistri, prima di gocciolare a terra a formare un'altra piccola ombre liquefatta. Il mio cuore sobbalzò mentre Christopher sorrideva con crudeltà inaudita -Pensavi davvero di potermi sconfiggere con così tanta facilità? Povera bambina.- saltò verso di me afferrandomi il bavero della camicia con tanta furia che il tessuto si lacerò.

-Sai di chi è questa spada vero? Guardala meglio, Juliet.- disse accostando l'impugnatura al mia viso. Inciso all'altezza della guardia circolare c'era il cognome di mio padre.

-Sorpresa- ringhiò il ragazzo quando vide il colore defluire dal mio viso. -Co.. Cosa?-

In quel momento, il gridò di Xavier ruppe il silenzio mentre l'odore del sangue umano intasava l'aria, delizioso e terribile.

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