Il bacio della notte

Mi chiamo Juliet, sono una ragazza adolescente che quest'anno compirà finalmente i suoi diciotto anni..
C'è solo un piccolo particolare da aggiungere; sono una vampira. L'unica discente femmina in secoli e secoli di discendenti maschi. La mia famiglia difatti apparteneva ad una delle più vecchie ed importanti casate nobiliari vampire esistenti sulla terra dagli albori del tempo. Per i miei genitori non è facile trattare con una ragazza complicata come me, soprattutto adesso che ho scelto di frequentare il mondo mortale tanto odiato da mio padre e mia madre.
Non avrei mai immaginato che scegliendo questa strada, la mia vita sarebbe stata sconvolta.

27Likes
111Comments
2975Views
AA

33. La resa dei conti.

Le tenebre ondeggiarono tra le mie dita agglomerandosi nella lunga spada a due mani che prima avevo già generato. -Riesci a farcela?- mi chiese Josh mentre il vento fischiava attorno ai suoi avambracci sfregiati. Tutti i poteri esigevano un prezzo dopo l'intenso utilizzo; guardai alle mie spalle i cugini disporsi a ventaglio attorno al tavolo rovesciato. Erano evidentemente provati, ma decisi a mantenere la loro promessa per uscire vivi da quel luogo. -Andiamo.- ringhiai stringendo con tanta intensità l'impugnatura da far sbiancare le nocche insanguinate. Iniziammo a correre a spada e lame tratte, danzammo in mezzo ai corpi con il solo proposito di raggiungere i miei fratelli. In quel caos, trovarli sarebbe pressoché stato impossibile; saltai su un tavolo rovesciato rischiando di scivolare sulla tovaglia zuppa di vino al sangue. Il vestito, per quanto fosse distrutto, ancora mi impicciava nei movimenti. Perciò, strappai un altro pezzo di gonna mentre Josh tagliava la gola ad un opponente. -Vedi niente?- gridò calciando lo stomaco di una guardia ribelle che, brandendo un paio di pugnali, aveva tentato l'affronto. Da quell'altezza era tutto più semplice, e fu in quel momento che vidi nostra madre scoprire i denti mentre spingeva rudemente Nicholas alle sue spalle. William piangeva disperato stringendo tra le mano la giacca del fratello, quattro vampiri si stavano avvicinando a passi felpati pronti a strappare la gola ai pargoli Bloodrose. -William!!- gridai balzando in modo felino a terra; Josh chiamò il mio nome intrappolato da un combattente particolarmente ostinato ma ovviamente non mi fermai. Dovevo salvare mio fratello, sapevo che Josh se la sarebbe cavata benissimo anche senza di me.

Le mie pantere si staccarono in corsa dalle mie gambe, falciando tutti i nemici che incontravano. Corsi, corsi veloce come mai avevo fatto in vita mia, i polmoni dolevano ed il fiato ardeva come ferro fuso. Il pianto di William mi trapanava le orecchie sovrastando ogni altro rumore che rimbombava nella stanza. Nicholas ringhiò e mia madre gridò di dolore. Lord Robert si frappose sul mio cammino alzando un braccio; i suoi occhi freddissimi sfavillavano di determinazione. -Non puoi passare, Juliet Bloodrose.- annunciò mentre i suoi scagnozzi gli si acquattavano attorno. Digrignai i denti stringendo tanto forte la spada da sentire l'ombra scalfirmi la pelle del palmo; le pantere si accostarono a me con i denti gocciolanti di saliva e sangue. -Levati di torno, mio lord.- imprecai roteando la lama alzandola all'altezza del viso, l'uomo non si mosse di un millimetro. -Tua madre deve morire.- sibilò mentre il suo potere sfrigolava pronto all'azione. Le fiere spalancarono le fauci mostrando l'abisso di tenebre oscure di cui era composta la loro gola eterea; un tragitto di non ritorno che prometteva solo la più orribile delle morti. Una ciocca di capelli mi ricadde di fronte agli occhi impiastricciata di sudore e polvere, la catturai tra le dita prima di gettarla alle mie spalle. Per quanto fosse orribile dirlo, non mi interessava salvare mia madre; quella bastarda senza cuore che mai era riuscita ad amarmi. Il discorso però era completamente diverso per il mio piccolo, adorabile fratellino; lui non aveva alcuna colpa tatuata sulla pelle, la crudeltà dei miei genitori non era mai riuscita a contaminare la sua ingenuità. -Fate quello che desiderate di lei; ma lasciate stare i miei fratelli.- dissi duramente cercando di sembrare il più risoluta possibile. In verità, sentivo ogni singola cellula tremare di stanchezza e di tanta profonda paura da togliermi il fiato.

-Nicholas e William portano insito nel loro cuore il germe della crudeltà di Jon e Lucy.- disse apaticamente lord Robert facendo un lento cenno della mano nell'aria, quasi a scacciare quell'ipotetico germe infettivo. La mia rabbia di trasformò in un ribollente pentolone esplosivo; le bestie ai mie fianchi rizzarono il pelo affondando gli artigli nel pavimento. -Non conosci i miei fratelli. Sono solo bambini.- la spada venne riassorbita dalla mia pelle spaccata conferendomi un maggiore vigore. Non sentivo più le gambe, le ginocchia tremavano ed il sudore freddo imbrattava i miei capelli. Avvertivo la vita scivolarmi tra le dita come se fosse liquida; le ombre mi stavano divorando impietosamente, reclamando il pegno del loro intenso e costante lavoro. -Non conoscete i miei fratelli. Sono le creature più..- la mia voce si spense quando una risata malefica la tagliò come se fosse burro. -Creature? Ah!- il viso di lord Robert si contrasse in un espressione di pura, crudele spietatezza. -Quelle non sono "creature". Sono semplici mostri che, per tempo, torneranno ad intaccare la nostra pace così precaria.- lord Edwyn fece una mossa lenta con la mano, il mio sguardo la seguì cozzando contro sangue, moribondi e mutilati.

-Riusciranno ad offrirci solo ed unicamente questo macabro ed apocalittico scenario di discordia.- la sua voce divenne tagliente come l'acciaio. -Vuoi davvero condannare il nostro mondo per lo stupido capriccio di salvare due marmocchi urlanti?-. Quelle parole così impietose furono la goccia che fece traboccare il vaso della mia furia omicida. Quello c'è stavo per fare era probabilmente la sciocchezza più grossa della mia vita ma in quel momento non riuscii a preoccuparmi delle conseguenze che i miei gesti avrebbero necessariamente generato. Le ali demoniache si spalancarono sulla mia schiena un uno schiocco secco, le tenebre sibilarono allacciandosi come tentacoli attorno ai miei avambracci. Lord Robert rimase così sconvolto da arretrare con la bocca spalancata; i suoi scagnozzi tremarono accucciandosi a terra sotto alla potenza intimidatoria del mio potere. -Tu, chi sei?- chiese boccheggiando lord Robert senza staccare gli occhi dalle imponenti protuberanze color catrame.

-Io? Sono il mittente dalla notte. Lasciami passare o in nome della mia amata madre ti ridurrò in polvere.- abbaiai spalancandole, se possibile, ancora di più. Le ossa scricchiolarono dolorosamente togliendomi il fiato per un lungo istante; non avrei ancora retto per molto, dovevo terminare quel confronto senza sprecare ulteriori energie. -Fatti da parte.- ringhiai scoprendo i canini pulsanti negli alveoli. Lord Robert si fece indietro chinando il capo in segno di muto rispetto; passai avanti ripiegando le ali sulla schiena. La mia rabbia e la mia fretta erano tali che non mi accorsi della stranezza di quel l'immediata arrendevolezza. Nessuno si frappose più alla mia corsa e finalmente giunsi li dove mia madre, ferita in modo gravissimo, lottava ancora con la forza di una tigre per proteggere i suoi piccoli. -William! Nicholas!- sbraitai cercando di vedere i loro visino dietro alle spalle curve della donna, coperta da capo a piedi del profumo intollerabile della morte. Il nemico si girò per controllare chi stesse per frapporsi alla sua missione ed io gli piombai addosso con la forza di un tornado. Affondai i piedi nello stomaco dell'uomo mentre spalancando le ali sulla schiena, mi tenevo in equilibrio. Il vampiro cadde sgraziatamente con la schiena a terra gemendo per il dolore improvviso. Fece per colpirmi con un pugno ma le mie tenebre sibilarono e con la stessa velocità di una frusta, tagliarono di netto l'arto. Un grido infernale proruppe sulle labbra dell'uomo ma io, affondando gli artigli nella sua gola, aprii di netto la giugulare assorbendo tutta la sua preziosa linfa vitale. L'energia liquida mi bruciò la gola con tanta intensità che i miei occhi si sfumarono delle scarlatte tinte del cacciatore. -Chi osa toccare i miei fratelli deve morire.- ringhiai sbattendo la testa dell'uomo a terra prima di sollevarmi con lentezza, gocciolante di sudore misto a sangue. Lucy scoppiò a ridere, o almeno ci provò; la sua voce si perse in un macabro gorgoglìo di sangue. Nicholas afferrò le spalle di nostra madre quando il suo corpo venne scosso da uno spasmo di dolore, gli occhi del bambino erano colmi di grosse lacrime perlacee.

-Madre.. Riprenditi.. Madre.- la sua voce infantile si spezzò in corrispondenza di ciascuna parola. La donna accarezzò il piccolo viso striandolo di sangue, i suoi canini si erano ritratti ed il colore delle sue iridi si andava spegnendo. -Mi dispiace tesoro. La mamma non potrà continuare a vegliare su di voi.- disse con voce sottile come carta; un nodo di tristezza mi bloccò la gola. Mia madre stava morendo di fronte alle mie iridi, non avrei più sentito il timbro velenoso della sua voce ne il suo sorriso tagliente. Non sarei forse dovuta essere felice? William si alzò correndomi incontro, lo presi in braccio stringendolo al seno con tutta la forza che avevo in corpo. Sussurrai il suo nome per almeno un migliaio di volte accarezzando i capelli folti ed appiccicosi di sudore sulla nuca. -La mamma..- William tirò su con il naso stringendosi più forte al mio collo nel momento in cui cercai di depositarlo a terra. -Non voglio più vedere..- disse ancora a fior di labbra.

Lucy guardò William con una dolcezza infinita, poi con estrema ed esasperante lentezza allacciò le sue iridi ormai distanti alle mie. -Prenditi cura di loro.- ordinò perentoria indurendo al massimo la sua voce morente. Strinsi i pugni annuendo appena, non le avrei dato l'ultima soddisfazione di vedermi sanguinare di fronte alla sua crudeltà. -Addio, bambina mia.- sussurrò prima di sospirare lentamente per l'ultima volta. La vita sfuggi dal corpo della vampira lasciandola inerte tra le braccia troppo deboli del figlioletto. Nicholas premette la fronte contro al petto della donna singhiozzando disperatamente chiamando con voce tremula il nome della donna che l'aveva cresciuto. Il mio cuore si frantumò e, malgrado l'astio che mi aveva allontanato dal piccolo, mi avvicinai appoggiando le mie dita sulla sua testa. Senza pensarci due volte, Nicholas si gettò tra le mie braccia piangendo sulla mia pelle tutto il dolore di un ragazzino che ha visto sua madre morirgli in braccio. -Devi essere forte, piccolo.- sussurrai premendo le labbra contro alla sua fronte. D'improvviso, William gridò allarmato dibattendosi nella presa stanca delle mie braccia. Le mie ombre reagirono ancor prima che io potessi rendermi conto di ciò che stava accadendo; un tentacoli schioccò in aria spezzando di netto l'asta legnosa di una freccia. Spalancai le ali depositando Will a terra; stringendo i denti fronteggiai lord Robert che ora, ridendo, mi osservava con la vittoria negli occhi. -Sciocca, piccola Bloodrose. L'amore che tu hai appena dimostrato per i tuoi fratellini, ti distruggerà.-

-Ti insegnerò il vero significato del dolore, lord Robert.- gridai furiosa allungando di scatto un braccio per richiamare la spada a due mani che fino a quel momento mi aveva accompagnato. Ovviamente però, le mie energie non erano sufficienti per ricreare una lama perfetta come quella iniziale. Le mie ali per altro sembravano pesare come blocchi di granito; digrignai i denti sentendo le manine di William e Nicholas aggrapparsi alla mia gonna nera di sangue. -La guerra non si vince con la forza bruta mia cara, ma con l'astuzia.- insinuò l'uomo scatenandomi addosso cinque uomini dall'aria apparentemente fresca e riposata. Urlai con tutto il fiato che avevo in gola, frustrata a morte da quel continuo affluire di nuovi nemici, ero stanca e ormai tanto priva d'energie da vedere il mondo sdoppiarsi. Per di più non avevo ancora salvato i miei fratelli, come potevo riuscire a far tutto da sola?!

Una onda d'urto color pece impattò contro ai miei nemici travolgendoli. -Juliet!- gridò William quando caddi in ginocchio gocciolando sudore e sangue; mi toccai il naso scoprendolo zuppo della ferrosa sostanza. -Juliet, che ti succede?!- gridò il mio fratellino cancellando con una mano i rivoli sensi che mi bagnavano le labbra spaccaste e violacee. Le mie ali caddero sfrigolando ai miei piedi; la verità mi colpì dritta in viso come uno schiaffo: stavo morendo. Una mano si adagiò tra i miei capelli in una ruvida carezza che mandò all'aria i miei capelli, stravolti dalla lotta convulsa. -Quante volte te lo devo dire? Non sei più sola, Juliet. Questa è la nostra battaglia.- sussurrò abbassando di colpo la voce quando vide il sangue che imbrattava il mio mento e le mie labbra. Il vampiro crollò in ginocchio catturando il mio viso tra le mani sporche e ferite; analizzò in silenzio il mio volto prima di premere le sue labbra sulle mie. Quel bacio cancellò con un colpo di spugna il dolore che sentivo spezzarmi le ossa; affondai le unghie nei suoi polsi così da impedirgli di allontanarsi più di un centimetro da me. La sua lingua catturò una stilla di sangue raggrumata su uno dei tanti spacchi che distruggevano le mie labbra. -Non osare più farmi uno scherzo del genere.- disse tra i denti prima di alzare lo sguardo verso Christopher che assieme a suo fratello, stava contenendo l'attacco simultaneo dei cinque vampiri.

Il ragazzo più grande colpì con un calcio alla guancia l'uomo con cui si stava confrontando mandandolo gambe all'aria. Niall spalancò gli occhi catturando nella sua rete d'illusione due scagnozzi che, guardandosi, tentarono d'aprirsi la gola a vicenda. Christopher era ridotto malissimo, i suoi vestiti pendevano neri dal suo corpo madido di sudore. Tra profondi solchi sanguinolenti gli attraversavano da destra a sinistra il pettorale ed i suoi capelli, solitamente ordinati, erano sparato in ogni direzione possibile. Niall non era in condizioni migliori. Il suo viso era coperto da una macabra maschera grumosa e tutto ciò che rimaneva della sua camicia, era un brandello di manica ancora appeso al suo polso. -Hanno deciso di unirsi a noi.- commentò seccamente Josh fissando con astio le mosse feline dei due fratelli. -Mai fidarsi di due serpenti, Josh.- sibilai a bassa voce girandomi per cancellare con le dita le perlacee lacrime che baciavano il viso tonto del mio adorato fratellino.

-Va tutto bene. Usciremo da qui tutti insieme.- cercai di infondere più coraggio possibile in quelle esili, evanescenti promesse di salvezza. Quella era la deforme faccia della guerra: finché uno dei due schieramenti non avesse posto umilmente un ginocchio a terra, nessuno avrebbe smesso di far scorrere fiumi di sangue causando ancora dolore. -Dovete essere forti, tutti e due. Nicholas, William ora siamo noi l'ultima speranza della casata Bloodrose. Noi potremmo ricostruire la grandezza del nostro nome macchiato.- la mia voce singhiozzò per colpa della fatica ma, ansimando, mi imposi di terminare il discorso.

-Vivete, fratelli miei. Lottate con le unghie e con i denti per rimanere in questa vita. Noi siamo la sola speranza rimasta ai Bloodrose.- sussurrai prima di alzarmi per affiancare Josh nella difesa. L'uomo mi appoggiò una mano sul braccio regalandomi un brivido di piacere -Sai, con quelle ali sei ancora più bella.-

-Sono il peso della notte. Non c'è niente di bello in loro.- grugni prima di stringere tra le dita la mano di Josh che stupito, abbassò lo sguardo per incontrare il mio. Una lacrima umida scivolò lungo alla mia guancia diluendo le croste di sangue e sporco. -Ti amo, Josh. Ti amo con tutta l'anima.- dissi ad alta voce; avevo finalmente compreso il canto che il mio cuore da anni aveva cercato di trasmettermi. Una luce accese le iridi dell'uomo davanti a me che, sospirando, lasciò scorrere lo sguardo sul suolo disseminato di cadaveri.

-So che non è un momento particolarmente romantico, né tantomeno adatto.. Ma..Juliet, spostiamoci.- la sua voce tremò appena sotto alla scarica d'emozione profonda che avvolse subitaneamente il mio intero essere. Osservai il viso dell'uomo che amavo per poi abbassare imbarazzata lo sguardo; tutto quello che riuscivo a sentire era il battito frenetico cuore. -Sì, sposiamoci.- sussurrai di rimando stringendogli tanto forte la mano da aver paura di rompergliela.

-Quale momento per dichiararsi amore eterno.- rise lui prima di lasciarmi la mano. Nell'esatto momento in cui le sue dita scivolarono via dalle mie, mi sentii persa, vulnerabile come un gattino. -Sopravvivi, mia promessa.- mi disse premendo le labbra contro alla mia fronte. -Non osare morire.- dissi di rimando mentre il vento fischiava tanto forte da farmi male ai timpani. Lord Robert fissava furibondo il nostro muro di poteri mentre con i piccoli occhi iniettati di vendetta cercava lord Edwyn ancora piangente sul corpo della sua amata. Mia nonna, che fino a quel momento era sparita alla mia vista, fece la sua terrificante comparsa alzando i veli strappati del suo abito. Il potere centenario di cui avevo solo sentito parlare esplose rovesciando il tavolo più vicino.

-Avete tirato i dadi miei cari signori, queste sono le battute finali.- tuonò la donna strappandosi dai capelli il bastoncino eh fino a quel momento aveva trattenuto la fluente chioma color fiamma. Era finalmente arrivata la tanto temuta resa dei conti.

Join MovellasFind out what all the buzz is about. Join now to start sharing your creativity and passion
Loading ...