Il bacio della notte

Mi chiamo Juliet, sono una ragazza adolescente che quest'anno compirà finalmente i suoi diciotto anni..
C'è solo un piccolo particolare da aggiungere; sono una vampira. L'unica discente femmina in secoli e secoli di discendenti maschi. La mia famiglia difatti apparteneva ad una delle più vecchie ed importanti casate nobiliari vampire esistenti sulla terra dagli albori del tempo. Per i miei genitori non è facile trattare con una ragazza complicata come me, soprattutto adesso che ho scelto di frequentare il mondo mortale tanto odiato da mio padre e mia madre.
Non avrei mai immaginato che scegliendo questa strada, la mia vita sarebbe stata sconvolta.

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34. La catena spezzata.

La nostra, ultima danza stava per avere inizio. Lady Bloodrose si strappò dalle mani delicate i lunghi guanti abbinati che aveva indossato per l'occasione. Le unghie dipinte di nero scintillarono come onice sotto allo sfavillante guizzare delle torce; il suo sorriso era tanto affilato quanto quelle piccole armi. Era sicura di vincere, questo era più che certo. Lord Robert squadrò con cattiveria la donna prima di passare a me, fulminandomi con un'occhiata di fuoco. Eravamo tesi, in attesa che qualcuno facesse la prima mossa per muoversi ci conseguenza; una goccia di sudore scivolò in mezzo alle mie scapole delineando l'evanescente attaccatura della mia ala sinistra. La guerra alle nostre spalle imperversava dettando le sue ultime, definitive battute; qualche sibilo si rincorreva ancora assieme allo schiocco dei poteri. Il pianto dei bambini vibrava di sottofondo come la macabra melodia di un disco rotto; inspirai a fondo cercando di contenere l'ansia devastante che mi mordeva le viscere. L'odore del sangue impegnava come un panno l'aria circostante rendendolo pressoché insopportabile. Josh mi si affiancò premendo la sua spalla contro alla mia, quasi a costituire un muro di silenzioso sostegno. Lui era provato quanto me ed il nostro fiato usciva a sbuffi dalle labbra tese, l'unica che sembrava non sentire la fatica era la lady. -Nonna, finiamola qui.- dissi stringendo i denti quando le sue sopracciglia delicate si arcuarono sopra alle iridi crudeli. -Arrendermi? Juliet, stai parlando sul serio?- la sua voce salì di almeno un paio di ottave raggiungendo un tono tanto acuto da risultare fastidioso. -Desidero il potere e l'avrò! Costi quel che costi!- tuonò schivando per un pelo una freccia liquida di Lord Robert che ghignando lanciò un'occhiata disgustata alle sue spalle. Edwyn aveva ormai abbandonato ogni desiderio di lottare; ora accasciato accanto all'amata sembrava anch'egli sul punto di soccombere. -Dannato smidollato senza spina dorsale.- lo apostrofò prima di sputare un grumo di saliva in sua direzione, tranciando così tutti i legami di alleanza che fino ad un momento fa li avevano uniti.

Tentai di tenere a freno i nervi affondando le unghie nel palmo della mia mano. In un'altra occasione, dopo una tale dimostrazione di irrispettoso per il dolore di un uomo, avrei strappato le labbra di lord Robert per fargliele ingoiare. -Calma- sussurrò Josh accarezzandomi appena la mano. -Miei lord, una possibile soluzione sarebbe la pace. Avete..- la voce calma di Josh venne però brutalmente interrotta dalla risata di Robert che, appoggiandosi le mani sul ventre, schioccò le dita viscide di sangue. -Credi davvero che sia possibile tornare indietro adesso? Solo la morte potrà saldare il conto che questa donna ha aperto.- disse indicando con un rapido gesto della mano i cadaveri che punteggiavano ogni angolo della stanza assieme alle scarlatte pozze di sangue. -Non voglio la pace stupido leccapiedi. Il canto del trono è ben più soave!- trillò la donna sbattendo un piede a terra. Un silenzio tombale riempì la stanza prima che un boato cavernoso scuotesse le viscere della terra distruggendo il bellissimo pavimento di marmo. Un pulviscolo di pietre taglienti e frastagliate volò in aria riversandosi come una pioggia letale contro tutti i presenti. Una pietra mi tagliò la guancia facendomi perdere l'equilibrio, Josh mi afferrò al volo sollevando uno scudo di vento sibilante per bloccare l'attacco di Robert. Crollammo a terra in un intreccio confuso di braccia e gambe; Nicholas e William gridarono. Alzai di scatto la testa incontrando il viso dei miei fratelli attraverso una trasparente ma resistente parete di granito lucido; il più piccolo batteva i piccoli pugni contro alla superficie, terrorizzato. -Lasciali andare!!- sbottai furiosa scatenando le mie ombre. Lord Robert roteò mulinando la lama di ghiaccio che aveva creato. La lady balzò indietro ridendo, accompagnata dal turbinare dei suoi capelli color fiamma.

Il terreno venne scosso da un'altra convulsione e caddi in ginocchio sentendo lo stomaco rivoltarsi. Il potere della nonna le premette a di governare le zolle di terreno, come si poteva constatare una potenza così devastante? Tremai di paura quando Josh oscillò come ubriaco sotto all'ondeggiare convulso delle placche terrose. Spruzzi di pietra ci accecarono mentre disperatamente cercavamo di metterci in piedi per difenderci; una freccia mi sfiorò per un pelo l'orecchio scorticandomi la pelle. -Maledetto bastardo.- ringhiai scoprendo i denti. Lord Robert ghignò saltando velocemente da zolla in zolla per raggiungere la regina della distruzione. Un tentacolo di terra guizzò in aria attorcigliandosi brutalmente attorno alla caviglia di Robert per poi sbatterlo a terra. -Josh!- gridai spalancando la mano; le tenebre garrirono tra le mie dita ed il fischio assordante del vento mi riempì i timpani. Scattammo in avanti come un sol corpo proiettandoci all'unisono verso la lady mia nonna. La vampira parve sorpresa ma ovviamente non fummo abbastanza veloci; un muro di fango si sollevò da terra sperandoci. Urtai il terreno malamente picchiando il gomito con tanta forza da sentire le ossa scricchiolare; mi morsi le labbra per non piangere puntellandomi sulla spada per alzarmi.

-Cosa ti spinge a lottare ancora, Juliet?- la nanna torreggiò su di me, lo sguardo freddo appuntato sul mio viso sporco di fango e polvere. -Cosa, nonna?- domandai cercando di contenere l'acredine pericolosa che mi avvelenava la lingua. La vampira era bellissima, nessuna delle tante tante crudeltà avevano macchiato la perfezione delicata di quel viso di porcellana. Il trucco era appena sbavato sotto agli occhi, custodi di anni di sapienza ed esperienza. -L'orrore che provo nei confronti della morte. Ecco cosa!.- latrai perdendo definitamente le staffe.

Le tenebre colarono lungo alla mia spina dorsale bruciando come lacrime di catrame. Era difficile ammetterlo, m avevo ormai persona la forza di rialzarmi e fronteggiare fisicamente la vampira che mi stava di fronte.

Non potevo fermarla. Avevo perso.

Josh chiamò il mio nome ma non riposi, non gli avrei permesso di raggiungermi; non ora che mia nonna stava per schiacciarmi. Il cozzare stridente dei poteri lacerò ancora una volta l'aria riempendomi di preoccupazione. Josh doveva essersi scontrato con lord Robert. -Il tuo cavaliere sta combattendo per te.- rise la donna portandosi di fronte alle labbra sollevate una mano pallida. -Perché lo stai facendo? Cosa può donarti altro potere? Altra gloria?- domandai frustata sentendo sulla lingua il sapore acre della frustrazione. Tutt'attorno non c'era che distruzione, crudeltà, morte e gemiti raschianti. Quella che un tempo era stata l'allegra stanza dei balli e delle feste, ora si era trasformata in un cimitero intriso di miseria. -Hai distrutto la vita dei tuoi nipoti solo per stupide manie di grandezza! Come puoi non sentirti in colpa, dannazione?!- gridai frustrata chinando il capo per nascondere le calde lacrime che scesero a bagnarmi il viso. Pensai ai miei fratelli, ai miei defunti genitori e la rabbia tornò ad incendiarmi il cuore. -Sei un'egoista.. Ma non ti permetterò di distruggere la vita di Nicholas e William!-

-Smettila, piccolo abominio che non sei altro. Quei due marmocchi non sono neanche i tuoi veri fratelli.- disse la donna storcendo infastidita le labbra. Il mio intero essere si trasformò in ghiaccio quando le parole fecero breccia nel mio cervello. -Stai delirando.- abbaiai stringendo i pugni; non dovevo ascoltarla. Tutto quello che spesso usciva dalle labbra di mia nonna erano menzogne, unicamente finalizzate a giovare ai suoi piani. Nicholas e William erano miei fratelli, li avevo visto nascere e crescere; avevo udito la loro prima parola ed avevo visto i piccoli piedini infantili muovere i primi passi. La lady mia nonna scoprì i canini candidi -Stupida, ragiona. Non assomigli né a Jon né a mia figlia. Persino William e Nicholas sono diversi come il mare e le stelle da te.- disse con amarezza e crudeltà spingendomi ad osservare i viso cristallizzato nella morte dei miei genitori. Serrai gli occhi sentendo il cuore accelerare di colpo nel petto; a parte il colore chiaro dei capelli, nessun loro tratto particolare caratterizzava il mio viso.

-Sei nata come un esperimento, mio piccolo abominio. nel tuo corpo scorre il sangue mescolato di un selezionato gruppo di vampiri d'alto lignaggio. Sei nata in provetta, mio tesoro.- disse con un sorriso agghiacciante. Tutto il mondo mi crollò addosso; boccheggiai in cerca d'aria mentre istantanee frammentate del disgustoso distacco dei miei genitori e di Nicholas mi laceravano la mente. Loro sapevano, come sapevano i miei cugini e i loro genitori. -Stai mentendo!- strillai mentre la nausea diventava così forte da costringere il mio corpo a piegarsi in due. Lady Bloodrose mi colpì alla schiena con il tacco dello stivale per poi schiacciare il mio viso sotto alla suola ruvida. -Sei solo un cane da laboratorio, Juliet. Un servo che purtroppo, non è cresciuto bene come avrei desiderato.- la donna fece una pausa premendo a fondo la scarpa, le pietre mi tagliarono ancora più in profondità la pelle.

-Sei stata una vera delusione inizialmente. Ho dato a Lucy il compito di osservati e crescerti, con la speranza che un giorno manifestassi quel potere per cui avevo fatto una così grande fatica. Eppure tu rimanevi lì buona a soffrire in silenzio e a beccanti il disgusto di mia figlia sulla pelle.-. Il viso insanguinato della donna morente mi colpì come uno schiaffo in pieno viso assieme alle parole che aveva sussurrato prima di andarsene. "Addio, figlia mia." aveva detto; persino con il suo ultimo respiro mi aveva maledetta. -Fortunatamente però, con la tua maturità, il potere si è manifestato: distruttivo e bellissimo proprio come quello che avevo sempre bramato.- la voce della donna ebbe un fremito di dolcezza al ricordo delle tenebre liquide che ringhiando, avevano preso le forme sinuose delle pantere. -Non.. Io non ho ancora..- le parole però mi inciamparono in gola, frutto dell'ennesima menzogna su cui la mia vita era stata costruita.

-Non hai raggiunto la maturità? Oh, povera sciocca. Ciò è accaduto più o meno da un mese. Ti ricordi la nostra allegra riunione familiare? Senza che tu lo sapessi, stavamo festeggiando il tuo "compleanno".- rise quando un disperato grido ruppe la barriera delle mie labbra disperdendosi in una struggente melodia nella stanza da ballo. Tutte le bugie che avevano costellato la mia vita si sfilacciarono sotto ai miei piedi minacciando di scaraventarmi in un abisso ancor più profondo della morte. Ricordi, smorfie e cattiverie non erano state dunque indirizzate al mio essere donna, quanto all'orrore della mia stessa nascita. -Josh.. Josh...-

-Ti stai domandando se quel cane sa? No, non ha idea di cosa tu sia ,se ciò può rallegrarti.- disse di rimando la lady cogliendo al volo i miei pensieri. Il mio sguardo scivolò a destra, li dove Josh combatteva ancora con lord Robert. Il suo viso era una maschera di dura determinazione, nei suoi occhi brillava una voglia di vivere disarmante. Cosa avrebbe visto adesso nei miei di occhi? Un mostro ripugnante senza genitori? Una donna che ha perso nell'arco di due secondi tutte le convinzioni che avevano fondato la sua vita? Mi avrebbe ancora amata se avesse conosciuto l'orrenda verità?

-Nessuno può voler bene ad una creatura nata orfana.- ringhiò la donna colpendomi al costato con un calcio impietoso. Josh in quel momento mi guardò, e vidi il terrore offuscare le sue bellissimi iridi. Quella folle paura poteva solo derivare da un altro sentimento ben più profondo, ben più dolce di quello che io sentivo straziarmi il petto. Per la distrazione, il mio vampiro ricevette un destro spaventoso che lo scaraventò quasi a terra. -Tu non conosci l'amore..- sibilai ad occhi chiusi. Una strana sensazione si impossessò di me; qualcosa nel profondo della mia anima si dibatté in un tintinnio di oscure catene. Tutti i suoni che fino a quel momento avevano invaso ed intasato i miei sensi si dissolsero, mentre scendevo sempre più in profondità verso il cuore di quell'inquietante rumore. -Ciao, Juliet.- una voce tonante rimbalzò sulle pareti di liquido catrame che mi circondavano. Avrei dovuto avere paura eppure, quel cuoi così profondo non era mai stato più di conforto alla mia anima ferita. -Chi sei?-

Una sinuosa figura dal pelo argenteo balzò magicamente fuori da uno dei muri, squadrandomi con occhi d'oro. -Sono la fonte del tuo potere, cos'altro sennò?- disse ancora la creatura senza però minimamente aprire le fauci dentate; Sembrava quasi che stesse direttamente cominciando con la mia mente. Il lupo ondeggiò la cosa pelosa facendo un paio di lenti passi in avanti, le sue zampe non toccavano terra. Una lunga catena pendeva dal suo massiccio collo argenteo tintinnando sommessamente ad ogni suo movimento. -Quella...?- le mie parole rimasero ingenuamente sospese in aria mentre il nero sottofondo ondeggiava come se fosse vivo. -Questa? È il solo freno che mi impedisce di inghiottire la tua mente.- sussurrò ancora aprendo le fauci in quello che assomigliava ad un ghigno. Avrei dovuto avere paura, ma neanche il minimo stimolo invase le mie sinapsi nervose. Il lupo si mosse ancora ed ancora facendo suonare gli anelli metallici che componevano la sua prigionia; osservai con ammirazione gli sfavillii delicati che si rincorrevano sulle venature del metallo. -Sai, li fuori stanno ancora la guerra imperversa.- mi ricordò la voce cavernosa.

In lontananza, come attutiti da un pesante strato di acqua, i rumori stridenti delle lame di potere rimbombarono, mescolandosi al pianto della piccola Sarah. Quella piccola e tenera creatura aveva appena perso sua madre; mai si sarebbe ricordata del tocco dolce delle dita della vampira sul visino delicato. Una lacrima sfuggì al mio controllo piombando nell'oscuro mare di tenebre ribollenti. Non ero riuscita a fermare mia nonna e per colpa della mia debolezza Sarah, Nicholas e William sarebbero stati costretti a crescere senza le loro madri. Il visino innocente della piccola infante baluginò di fronte ai miei occhi ed un nuovo nodo mi bloccò la gola. -Non sono riuscita a salvare nessuno..- sussurrai roca. Il lupo non rispose immediatamente, il silenzio mi avvolse come una cupa conferma a quelle mie lente parole. Quando alzai di nuovo il viso, il muso del lupo era a meno da un metro da me; trattenni il fiato osservando con meraviglia le pagliuzze che danzavano in quegli occhi innaturalmente dorati. -Liberami..e sarai in grado di terminare quella carneficina. Spezza la catena, Juliet. Lascia che il mio potere pervada ogni tua cellula.- sussurrò suadente muovendo la coda a destra e sinistra.

-Cosa ne sarà di me?- chiesi preoccupata mentre il pelo del lupo cominciava a sfavillare, sembrava che le crine folte fossero costellate di tanti piccoli diamanti. -Starà a te deciderlo. Una volta che mi libererai, non posso garantire il mantenimento della tua integrità.- ammise cupo. Abbassai lo sguardo indecisa sul da farsi; se nella stanza ci fosse stata solo mia nonna e lord Robert non avrei esitato, ma Josh stava ancora combattendo a pochi metri di distanza da me. Non potevo assolutamente permettermi di ferirlo, non me lo sarei mai perdonata. -Perché esiti, mia dolce principessa?- chiese il lupo accucciandosi a terra quasi volesse eliminare i dubbi che bloccavano le mie dita. -Josh.- bisbigliai a fior di labbra alzando il viso verso la fievole luce che traspariva distorta. Il lupo chinò il testone tra le zampe ringhiando appena, probabilmente infastidito da quella mia così scontata risposta.

-Tua nonna lo ucciderà. Potrà anche vincere contro quel damerino di Lord Robert, ma Lady Bloodrose va oltre le sue capacità per quanto possa essere un guerriero formidabile.-. Il ghiaccio tornò ad impossessarsi delle mie vene tramutando i miei globuli rossi in tante piccole schegge acuminate. Mi alzai lentamente facendo perno sulle ginocchia deboli, il lupo si alzò con me facendo ondeggiare la bellissima pelliccia. -Quella donna non avrà la vita di Josh.- gridai furiosa stringendo tanto forte i pugni che le unghie incisero la carne tanto in profondità da far sgorgare il sangue. Rivoli caldi ruscellarono sulla mia pelle gocciando in piccole stille nel sibilante mare di tenebre. Queste schioccarono, infrangendosi come onde spumose attorno alle mie gambe nude; il contatto era gelido, spaventoso. -Dammi il tuo potere.- comandai a denti stretti allungando decisa una mano. Il lupo ghignò ancora alzando il possente capo per mettere in mostra la spessa catena che limitava i suoi movimenti. Gli occhi brillarono di soddisfazione; l'oro nelle sue iridi turbinò trasformandosi in un ribollente pentolone di catrame.

-Fallo, Juliet. Liberami.- ringhiò mentre le mie dita si serravano attorno agli anelli della catena; questi si piegarono come se fossero burro sotto al mio tocco e con un semplice strattone, il collare esplose in una miriade di frammenti taglienti. Il lupo alzò il muso verso il cielo lanciando un lungo, cupo ululato di morte; le sue fauci si allungarono mentre tutto il suo corpo si disfaceva in una nuvola luttuosa. -Non ti pentirai di questo tuo gesto, mia regina.- disse la voce tonante prima che una pioggia di cristalli scuri mi piovesse addosso, assimilandosi alla mia pelle.

Il dolore fu immediato, straziante ed il mio cuore perse un battito domandandosi se quella fosse effettivamente stata la scelta giusta. Il sorriso felice di Josh mi raggiunse, dolce come il miele nel buio del mio inconscio; tutti i miei dubbi sparirono come neve al sole. Il mio cuore venne avvolto da un manto di tenebre spesse come il più profondo buco nero dell'universo; tutte le mie emozioni vennero risucchiate in un vortice di calma spaventosa. Non c'era più niente all'infuori del devastante desiderio di uccidere la lady mia nonna. La donna che mi stava prendendo a calci venne improvvisamente sbalzata in aria da una violentissima onda d'urto che scaturì dalla mia pelle d'alabastro. Lentamente, rinvigorita da quella nuova, potente energia mi scostai i capelli dal viso.

-Juliet.. che diamine..- ringhiò mettendo in bella mostra i canini pulsanti negli alveoli. Un lungo, evanescente abito di tenebre mi avvolgeva il corpo come una sorta di guanto; tentacoli sinuosi sibilarono al fianco del mio viso catturando tutto ciò che galleggiava nell'aria. La notte si era del tutto impossessata del mio esile corpo spalancando sulla mia schiena un altro paio di ali piumate. ancor più belle e possenti delle altre. Un paio di alti stivali d'ombra divoravano i miei piedi e polpacci per terminare a metà coscia, lì dove una lunga gonna mi fasciava i fianchi. Un sorriso freddo come il tocco stesso della morte mi sollevò gli angoli delle bocca. -Non sono più Juliet. Io sono la notte, adesso. Tu, donna, pagherai per aver tentato di incanalarmi nel corpo di un essere umano!- la mia voce si alzò di un paio di ottave mentre quelle parole non mie sibilavano con ferocia sulle mie labbra violacee. Lady Bloodrose fece un passo indietro sbattendo un piede per terra, la sua terra tremò sollevandosi a proteggerla ma nulla, avrebbe ormai potuto fermarmi. Quella che mi invadeva era una sensazione strana, ma allo stesso tempo dannatamente esaltante; era come se nel mio corpo fossero improvvisamente state pressate due anime differenti. -Nessuno può arrogarsi il diritto di controllare la notte. Imparerai questa lezione sulla tua pelle, donna!- gridai prima che le ombre sgusciassero in avanti ridendo come i più infidi demoni dell'inferno. 

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