Il bacio della notte

Mi chiamo Juliet, sono una ragazza adolescente che quest'anno compirà finalmente i suoi diciotto anni..
C'è solo un piccolo particolare da aggiungere; sono una vampira. L'unica discente femmina in secoli e secoli di discendenti maschi. La mia famiglia difatti apparteneva ad una delle più vecchie ed importanti casate nobiliari vampire esistenti sulla terra dagli albori del tempo. Per i miei genitori non è facile trattare con una ragazza complicata come me, soprattutto adesso che ho scelto di frequentare il mondo mortale tanto odiato da mio padre e mia madre.
Non avrei mai immaginato che scegliendo questa strada, la mia vita sarebbe stata sconvolta.

27Likes
111Comments
2918Views
AA

32. il viso insanguinato della guerra.

-Posso almeno sapere il nome dell'uomo che sto per uccidere?- chiesi in un ringhio scoprendo i denti; iniziai a ruotare attorno all'uomo che, spavaldamente, seguiva i miei movimenti solo con gli occhi. Aveva già dato per scontato che la vittoria sarebbe stata sua; si leccò le labbra pregustando il momento in cui la mia testa sarebbe rotolata ai suoi piedi. Peccato che quell'uomo non conoscesse la potenza di una donna furiosa.

-Mi chiamo Hannes.- sussurrò cominciando a seguire in modo felpato i miei passi. Ripetei a fior di labbra quel nome orribile, considerando che non sarebbe poi stata una grande perdita se quell'uomo fosse morto. -Bene, Hannes. Credo sia giusto tu conosca il nome di chi sta per strapparmi il cuore.- feci una pausa lasciando che quelle mie parole sedimentassero nella mente del mio avversario. -Io sono Juliet Bloodrose. Figlia di Lucy e Jon. Sono la donna per la quale mano oggi morirai.- dissi in modo solenne prima che le mie pantere balzassero avanti in risposta ai miei pensieri. L'uomo schivò prontamente i miei felini piombandomi davanti in un fruscio di vesti ridicole, scartai di lato sollevando la spada di ombre mentre lui sollevava la propria. Le due lame cozzarono l'una contro l'altro in uno stridio assordante di poteri che si contrastavano e divoravano a vicenda. Le mie tenebre guizzarono attorno alla lama d'acciaio, crepitante di elettricità. -Controlli l'elettricità? Un potere interessante.- borbottai aumentando la presa sulla spada, le mie braccia tremavano nello sforzo di confrontarsi con la potenza mascolina del vampiro di fronte a me. -Tu hai il potere dell'ombra. Davvero sprecato per una donna.- tubò prima che l'artiglio di una delle mie pantere lo raggiungesse al polpaccio.

-È davvero sprecato un potere così su un primate.- Risi. La pelle delle mie pantere si riempì di pustole schiumose, trasformando le eleganti bestie in mostri dall'aspetto deforme. Le nostre spade si incrociarono di nuovo intrecciando con i loro stridii la pura melodia della guerra. Improvvisamente, in un malato suono vischioso, una delle tante pustole che avevano ricoperto le pelli delle fiere esplose. La pantera gemette chinando il capo tra le possenti zampe artigliate, i suoi artigli si conficcarono nel terreno districando dal pavimento un considerevole pezzo di marmo. Il mio cuore fu attraversato da una scarica di dolore ma non era una sofferenza spiacevole, al contrario, recava il sapore della più dolce delle vittorie. -A quanto vedo i tuoi animaletti stanno soccombendo. Meglio così, ti anticiperanno nella tua discenda nell'ade.- gridò alzando la spada; la punta mi intaccò la pelle della guancia di striscio. Un fiotto di sangue, misto ad una scarica di elettricità mi intontì così tanto che barcollai all'indietro. Fortunatamente, l'altra bestia che mi rimaneva gli piombò adesso prima che poteste sviscerarmi. -Maledetta bestiaccia!- imprecò affondando le mani nel collo del bestione che per poi non staccò le dita della sua mano. La stanchezza mi appannò la vista e così, richiamai la bestia che stava quasi per divorare la faccia di Hannes. L'uomo tornò in piedi con un colpo di reni. -Combatti faccia a faccia con me, codarda!- gridò prima di spalancare la bocca in un'espressione scioccata.

-Combatterò con te, Hannes. Non preoccuparti.- dissi allargando le gambe per contrastare il peso che ora mi gravava sulle spalle. I miei stivali grattarono sul pavimento mentre, in un potente fruscio, le mie nuove ali si spalancavano schioccando. La pelle arancione tesa tra le ossa che la componevano sembrava sottile come carta, ma allo stesso tempo era più resistente di qualsiasi tipologia di cuoio. L'ombra che avevo riassorbito dalle mie pantere, ora fluiva in quelle ali possenti e mortali, molto simili a quelle di un demone. Affilati spunzoni d'avorio spuntavano fuori dalla struttura ossea principale; con lentezza tesi i muscoli permettendo a tutta la sala di ammirare la mia forza oscura. Hannes indietreggiò quando l'ombra delle mie ali lo inglobò in un mortifero alone. -.Hai perso la lingua, Hannes?- chiesi mentre chinavo le ginocchia ruotando la spada nelle mani coperte di graffi e tagli più o meno profondi. -Quello.. Quello è un potere demoniaco?!- gridò crollando a terra, tremante come una foglia.

-Non sono un demone. Sono solo una ragazza molto, molto arrabbiata.- sibilai sbattendo le ali per sollevare una possente corrente d'aria che fece rotolare a terra una quindicina di uomini. -Sei pronto a morire?- sorrisi facendo un paio di passi avanti prima di alzare la spada sopra al capo e fissare per qualche istante il terrore dilagare in quelle piccole iridi impertinenti. -Salutami l'inferno.-. La spada calò aprendosi strada nella carne morbida del ventre dell'uomo, il sangue eruttò dalla ferita slabbrata tingendo di un forte rosso scarlatto i colori delle sue vesti. La luce negli occhi di quell'uomo si spensero nel giro di qualche secondo mentre io, crollando in ginocchio, lasciavo che le mie nuove ali scivolassero a terra.

-Juliet!- gridò Josh correndo verso di me. Anche lui, come me, era completamente sudato. Le vesti strappate lasciavano intravedere le curve dei muscoli e il segno rossiccio dei tagli superficiali che i suoi nemici gli avevano inflitto. Tre degli scagnozzi di mia nonna erano stati sconfitti, il quarto era sparito. -Quelle ali..- la sua voce si smorzò quando vide il lago inquietante che si allargava sotto al corpo disteso di Hannes. Le iridi di Josh ebbero un guizzo di indecisione che io interpretai come paura, o peggio ancora, disgusto. -Hai ragione a guardarmi a quel modo. Sono un mostro.- sussurrai richiamando nel mio corpo le demoniache ali che avevo generato. -Mostro? Per me sei la donna più bella ed intrigante di questo mondo.- disse chinandosi per aiutarmi a rialzarmi. La sua mano mi strinse forte le dita, quasi tenesse a sottolineare che non aveva paura di me, né di quello che avevo fatto. -Siamo tutti fatti di tenebre, Juliet. Non esiste nessuno che non nasconda almeno un briciolo di crudeltà nel cuore. Fa parte del nostro essere.- sussurrò l'uomo al mio orecchio per cancellare il senso di colpa incombente. La voce di Cam ci raggiunse inaspettatamente alle spalle, vibrante di determinazione; strana per un ragazzino così piccolo e spaventato. 

-Avete davvero intenzione di aiutarci? oppure siete solamente interessati a ricattare i nostri genitori?-. La sorellina si aggrappava alla camicia sgualcita del fratello succhiando pensierosa il pollice della mano libera; gli occhioni dorati erano ancora umidi e gonfi di paura. -Certo, Cam. Non vogliamo farvi del male.- ribadii per l'ennesima volta chinandomi in ginocchio per eliminare la differenza di altezza che ci divideva. Un cipiglio indeciso e timoroso gli contrasse il visino coperto di sudore freddo, si girò verso i ragazzi più vecchi senza però ricevere aiuto di alcun tipo. -Va bene, voglio fidarmi di voi.- decretò dopo qualche istante di attenta riflessione. Sarah, quasi avesse captato i pensieri del fratello, si sporse verso di me allungando una manina umida di saliva. Sorridendo intenerita, chiusi fuori dal mio campo uditivo i continui ed assordanti rumori della battaglia ed afferrai tra le dita la piccola manina della bambina accarezzandone la morbida pelle. Lei, studiò per un attimo le mie dita sporche di sangue poi sollevando il visino rotondo, si esibì in un sorriso tanto fiducioso da commuovermi. Cam osservò stupito la sorella prima di toccare appena i pochi e sottili capelli che iniziavano a crescere sul piccolo cranio roseo. -Le piaci.- constatò cercando di trattenere un sospiro di sollievo. Mi sollevai scompigliando con una mano i capelli intrecciati del ragazzino coraggioso che avevo di fronte; Cam chiuse le palpebre intimorito da quel mio improvviso gesto d'affetto. -Vi porteremo fuori di qui.- 

La guerra imperava al centro della stanza. Ferite, sangue, gemiti e rantoli morenti si mescolavano senza fine in una stridente cacofonia di immagini e suoni. L'immacolato pavimento di marmo era ormai cosparso di tante, appiccicose impronte scarlatte; corpi sventrati o dissanguati giacevano come macabri fiori appassiti in quel campo di gelida crudeltà. Un conato di vomito mi rivoltò lo stomaco quando intravidi tra i cadaveri il viso di mio padre; un'orrenda ferita da taglio apriva il suo petto dalla spalla sinistra fino all'anca destra, morbide viscere si intravedevano sotto alla pelle tagliata. -Juliet..- la voce di Josh si spense in un sussurro quando una lacrima mi baciò lo zigomo. -Perché sto piangendo?- domandai asciugandola in fretta con i polpastrelli. -Era tuo padre, Juliet.- sussurrò. Malgrado per me, Jon non fosse mai davvero stato un genitore all'altezza, faceva dannatamente male vederlo ridotto in quello stato pietoso. Mia madre combatteva come una furia, il dolore della perdita le sfigurava i tratti ma, allo stesso tempo, la brama di potere emergeva da ogni suo movimento. Accasciata in un angolo, lady Grace giaceva in un bagno di sangue; il viso bellissimo era reclinato di lato, i capelli si erano sciolti dall'acconciatura complessa cadendo a coprirle le spalle. Lord Edwyn era inginocchiato al suo fianco, baciava le dita inerti della moglie con fare sacrale; i suoi tratti regali erano contratti, distorti da una sofferenza tanto profonda da superare persino le lacrime. Il piccolo Cam seguì i nostri sguardi cristallizzandosi; un paio di lacrime grandi come prugne scesero a macchiargli il viso. -Madre..- bisbigliò a fior di labbra chinando il capo su quello della piccola sorellina ignara. Un altro bambino era stato costretto a crescere troppo presto.

-Dobbiamo portarli via di qui.- la mia voce si strozzò in prossimità di tre o quattro parole, rendendo la frase singhiozzante. -Però, non possiamo lasciarli senza copertura. Josh tu rimarrai qui mentre io..- le mani del vampiro si chiusero attorno si miei polsi, con uno strattone lui mi volse verso di sé. -Scordatelo.- bastò quella unica parola per farmi comprendere che l'uomo non avrebbe cambiato idea per nessuna ragione al mondo. -William e Nicholas hanno bisogno di me!- gridai di rimando per sovrastare l'intensità crescente del caos che ci avvolgeva. -Se muori nel tragitto non sarai di aiuto a nessuno!- disse lui stringendomi ancora più forte.

-Resteremo noi a vegliare i piccoli Nightshadow e Whitemoon, Juliet.- affermò una voce al nostro fianco. Adrian, Andrea e Louis erano in piedi; coperti di sangue, polvere e sudore. Cam si rintanò subito nel suo piccolo e precario nascondiglio, chiaro monito che lui mai si sarebbe fidato di loro. -Chi mi assicura che non siate alle dipendenze della nonna?- chiesi con amarezza sperando che non dovessi combattere ed uccidere anche i miei stessi cugini. Per quanto determinato, il mio cuore non avrebbe retto una tale notizia. -Te lo assicura il fatto che i nostri genitori sono morti, come tuo padre d'altronde. Siamo liberi di fare ciò che ci piace.. E sinceramente..- il viso di Adrian perse un briciolo di colore. -Odio la guerra. Tutto questo caos, sangue e morti.- gli rivolsi un'occhiata sconvolta e lui, ondeggiando una mano, si grattò i capelli incollati sulla nuca. -Non fare quella faccia, dannazione. Muovi il culo, piuttosto e va a riprenderti i tuoi fratelli.-

-Se farete del male a questi ragazzi, non ci sarà montagna, mare o inferno che potrà salvarvi dalla mia ira.- ringhiai facendo schioccare le ombre al fianco.

-Va Juliet. Prima che sia troppo tardi.-

Join MovellasFind out what all the buzz is about. Join now to start sharing your creativity and passion
Loading ...