Il bacio della notte

Mi chiamo Juliet, sono una ragazza adolescente che quest'anno compirà finalmente i suoi diciotto anni..
C'è solo un piccolo particolare da aggiungere; sono una vampira. L'unica discente femmina in secoli e secoli di discendenti maschi. La mia famiglia difatti apparteneva ad una delle più vecchie ed importanti casate nobiliari vampire esistenti sulla terra dagli albori del tempo. Per i miei genitori non è facile trattare con una ragazza complicata come me, soprattutto adesso che ho scelto di frequentare il mondo mortale tanto odiato da mio padre e mia madre.
Non avrei mai immaginato che scegliendo questa strada, la mia vita sarebbe stata sconvolta.

27Likes
111Comments
2980Views
AA

5. il richiamo del sangue.

Le ore successive passarono sin troppo velocemente. Quando la campanella di fine lezione risuonò nei corridoi vuoti, gli alunni letteralmente si lanciarono sulla porta accalcandosi in maniera così disordinata da creare una specie di tappo umano in cui solo pochi fortunati riuscirono ad infilarsi.

-Questa è la routine. Quegli scemi non riescono a capire che così ci si mette il doppio per uscire. - sospirò passandosi una mano nei capelli per toglierseli da davanti agli occhi.

-Già..- dissi ridendo mentre voci su voci rimbombavano imprecando nella classe. Quella confusione mi rallegrava mentre il mio compagno di banco sembrava profondamente scocciato da quel comportamento infantile.

Xavier mi rimase accanto fino all'uscita dove il sole splendeva infuocato rimbalzando contro l'asfalto ormai bollente. Tutti gli umani erano raccolti a mezzaluna di fronte ad una Mercedes lucida e nera come la notte, i vetri scuri riflettevano il sole splendente. Accanto allo sportello dell'automobile c'era il mio maggiordomo avvolto nel suo completo. Indossava gli occhiali scuri e non appena uscii dalla porta spessa della scuola, lui alzò la testa verso di me. Josh mi sorrise e Xavier mi toccò il gomito facendomi un cenno -È per te?- chiese mentre l'uomo si staccava fluidamente dalla macchina per venirmi incontro.

-Si..- borbottai scocciata scendendo velocemente le scale al fianco del ragazzo. Josh mi porse la mano afferrando lo zaino che mi pendeva dalla schiena.

-Buon pomeriggio signorina.- disse distaccatamente. Mi girai colpita da quel suo tono di voce; Xavier al mio fianco si schiarì la voce e Josh finalmente si accorse di lui.

-Oh.. Buon pomeriggio anche a lei.- disse il vampiro girandosi nella sua direzione. Xavier rispose educatamente mantenendo però un tono di voce freddo e distaccato. -Beh.. Ci vediamo domani Juliet?- chiese lui sfiorandomi la mano prima di chinarsi in avanti e sfiorarmi la guancia con le labbra. Sussultai ed in un batter d'occhio il vampiro fu davanti a me, a proteggermi con il suo corpo.

-Stai lontano da lei.- ruggì minacciosamente facendo arretrare il ragazzo. Ringhiai spingendo di lato il vampiro malgrado pesasse quanto un armadio. -JOSH! Che modi sono?!-. Stupito il maggiordomo spalancò gli occhi dietro alle lenti scure.

-Mi scusi.- disse allora allontanandosi da un passo mentre io mi giravo verso Xavier. Il ragazzo guardò malissimo l'uomo alle mie spalle sistemandosi i capelli. -Dicevo, ci vediamo domani?- Gli sorrisi trattenendo il fiato per poi replicare il suo gesto sperando che non fraintendesse. -Ora siamo pari. A domani Xavier.- dissi accostandomi a Josh. Lui mi appoggiò appena una mano sulla schiena facendomi attraversare la folla, che sembrava essersi aperta come un mare attorno a noi. Ragazzi e ragazze ci fissavano adoranti; potevo sentire i loro commenti graffiarmi le orecchie venati d'invidia.

-Grazie Josh. Da domani sapranno tutti chi sono e come mi chiamo.. Aspettarmi lungo la strada no??- sibilai cercando di non essere troppo acida. Lui non mi rispose limitandosi ad aprire la portiera del sedile anteriore. Lo ringraziai silenziosamente scivolando sinuosamente contro la pelle morbida e profumata che rivestiva il posto. Josh entrò un attimo dopo in silenzio accendendo l'autovettura, che con un rombo si risvegliò.

-Mi dici che diamine ti prende??- ringhiai dopo qualche minuto di silenzio insostenibile. Non sopportavo quella distanza fredda tra me è Josh! Eravamo sempre stati complici in una casa in cui le regole erano soffocanti. Odiavo vederlo così. Lui non mi guardò neanche lasciando il suo sguardo puntato sulla strada. Mi sistemai i capelli dietro alle spalle ignorando il vampiro che mi sedeva al fianco. Ripensai ai bei momenti passati con Xavier e le sue chiacchiere spensierate, l'incontro con Shon e il suo invito per il giorno seguente. Che cosa dovevo fare? Accettare o non presentarmi? Quel ragazzo mi intrigava, allo stesso modo di Xavier. C'era qualcosa di speciale in loro, qualcosa che li allontanava dall'essere comuni esseri umani.

-I tuoi genitori e i tuoi fratelli staranno fuori tutto il giorno. Mi hanno detto di comunicarti che non torneranno neanche per cena.- disse improvvisamente Josh rompendo il muro di silenzio che si era creato tra noi due. Una punta di delusione mi corse su per la colonna vertebrale diffondendosi lentamente ad ogni singola sinapsi. Non diedi modo a Josh di notare il mio dispiacere cristallizzando il mio viso in un'espressione totalmente indifferente. Per la mia famiglia, all'infuori delle quattro mura domestiche, non esistevo. I miei fratellini che avevano a malapena dieci anni ciascuno, avevano ormai partecipato a quasi tutte le festività delle più alte famiglie vampire dello stato.. Ed io che ormai avevo diciotto ani di vita, non ero mai uscita dalla nostra regione. Le uniche riunioni a cui mi era concesso andare erano quelle familiari, che per inciso, detestavo. Mi dava particolarmente sui nervi quel pallone gonfiato di mio cugino Adrian; bello da far paura ma arrogante in maniera nauseante.

-Ti dispiace?-

-Cosa dovrebbe dispiacermi?- chiesi confusa voltandomi appena verso l'uomo che guidava con sicurezza ad una velocità spaventosa. -Forse dovresti rallentare. Ti ricordo che qui il limite di velocità è sessanta e non centoventi.- borbottai fissando il tachimetro che oscillava. Josh rallentò di colpo ringhiando frustrato quando una macchina di allegri anziani ci si mise davanti. -Tu e la pazienza siete due binari paralleli.- dissi ridacchiando nella speranza che lui mi seguisse, invano. Josh era stranamente di malumore quel giorno.

Mi avvicinai pizzicandogli una guancia con le unghie. -Josh, me lo fai un sorriso?- dissi mostrandogli i denti. Lui alzò le sopracciglia scuotendo sconsolato la testa, quasi avesse a che fare con una neonata. Delusa mi appoggiai alla portiera iniziando a canticchiare qualche nota improvvisata lì per lì accennando a qualche vaga parola mentre il paesaggio mi scorreva fluidamente davanti agli occhi. -Mi era mancata la tua voce.- disse quando finalmente l'auto parcheggiò nel vialetto di ghiaia. Non gli risposi ignorando persino il suo aiuto, se lui non aveva intenzione di rivolgermi la parola tanto mano lo avrei fatto io. Lui provò a fermarmi ma utilizzando la mia velocità da vampira schizzai in casa chiudendo la porta della camera alle spalle. -Juliet.- sussurrò Josh fuori dalle porte ma anche questa volta non gli risposi buttandomi a braccia aperte sul letto comodo. -Sto entrando.- disse l'uomo fuori; scattai in piedi per impedirglielo ma lui ovviamente era già dentro, appoggiato alla porta con le spalle larghe.

-Mi dispiace, okay?- disse incrociando le braccia sul petto ampio. Rivolsi lo sguardo lontano da lui dove il cantare degli uccellini si faceva più intenso. I miei occhi color mogano si posarono su un tenero passerotto che in un bagno di sole si lavava le piume cinguettando spensierato. Quanto mi sarebbe piaciuto poter volare via, lontano da quella vita.

-Non fare così.. Ti ho appena detto che mi dispiace.- disse ancora il vampiro avvicinandosi di un passo. Fu allora che mi voltai la rabbia ad accendermi le iridi. -Il tuo comportamento è stato davvero scortese.- borbottai ripensando al modo in cui Josh aveva quasi aggredito Xavier dopo che mi aveva salutato. Lui sollevò le sopracciglia assumendo un'espressione totalmente confusa -Era un umano Juliet e ha osato baciarti.-

Alzai gli occhi al cielo sollevandomi dal letto fluidamente senza produrre alcun suono. -Non è un comune umano, è il mio primo amico.- sussurrai sorridendo mentre mi ritornava alla mente il modo in cui mi aveva protetto di fronte a quel bullo. Josh, ancor più confuso, si avvicinò ulteriormente.

-Ti devo forse ricordare chi è in cima alla catena alimentare?-

Lo guardai scioccata. Cercai di uscire dalla porta ma lui mi bloccò afferrandomi il polso con decisione. Gemetti mentre le dita del vampiro premevano dolorosamente sulla carne ancora livida. L'espressione che passò sul viso del vampiro mi fece venire i brividi; evidentemente si era momentaneamente dimenticato della promessa agghiacciante che mi aveva sussurrato sulle scale. Mi afferrò la manica e la tirò su fino al gomito osservando con attenzione i lividi scuri che le sue dita affusolate avevano lasciato attorno al mio polso esile. Con attenzione, quasi fossi appena diventata di vetro controllò anche il braccio sinistro corrugando le sopracciglia.

-Juliet, hai idea di quanto sia grave una cosa del genere? La guarigione dei vampiri per ferite come queste è fulminea. Questi lividi sarebbero dovuti sparire nel giro di un minuto. Invece sono ancora qui.- disse tenendo ancora il mio polso tra le dita malgrado la sua presa si fosse allentata. 

-Non so cos'ho che non va. Ma non mi interessa.- dissi abbassando gli occhi cercando di nascondere la preoccupazione. La guarigione accelerata era fondamentale per noi vampiri, difatti a dispetto di tutte le fantasticherie che giravano nelle variopinte leggende, anche noi potevamo morire. Non a causa dell'azione distruttiva del tempo o di fantomatici paletti di legno nel cuore, ma gravi ferite e conseguenti perdite di sangue potevano distruggerci.

-Una ferita seria potrebbe ucciderti Juliet.-

-Forse è meglio così.- dissi senza riuscire a contenermi, solo per pentirmi di quello che avevo appena detto. Lo sguardo ambra di Josh mi paralizzò

-Non osare mai più dire una cosa del genere.- sussurrò afferrandomi i polsi con decisione ed irruenza, tanto che i lividi gridarono di nuovo strappandomi un lungo lamentoso gemito. -Josh.. lasciami andare.- dissi in un sussurro cercando i suoi occhi per scontrarmi solo con un muro.

-Io sono da sempre il tuo tutore, posso dire di averti allevata io mentre i tuoi genitori si preoccupavano gelosamente degli altri due neonati. Non posso sentirti dire una cosa del genere.- mi lasciò andare spingendomi con forza tanto che mi ritrovai stesa a pancia in su contro le lenzuola. Si portò indietro i capelli togliendosi la giacca dalle spalle per poi sbottonare anche la camicia, tanto da lasciare il petto scolpito scoperto. Arrossii fino alla radice dei capelli quando anche quella scivolò giù dalle spalle rivelando la curva dei bicipiti. -Jo..Josh che diamine fai?- Bisbigliai arretrando verso la finestra quando il vampiro si mosse verso di me. Malgrado anni e anni di convivenza non l'avevo mai visto a torso nudo e la cosa mi faceva un certo effetto. Dopotutto ero anche io un'adolescente.

-Te la ricordi la mia promessa no?-

Spalancai gli occhi slanciandomi senza pensarci verso la finestra nella speranza che il salto non mi spaccasse le ossa. Josh mi afferrò per i fianchi trattenendomi dal compiere una atto folle. -Non essere sciocca Juliet.- mi disse all'orecchio a bassa voce facendomi venire i brividi. Il suo profumo era forte, dolce ed invitante. Serrai gli occhi scacciando la fame che mi mordeva il petto; cercai di districarmi dalla presa di ferro dell'altro ma ovviamente i miei tentativi risultarono completamente vani. Il petto gelido del vampiro aderì alla mia schiena mentre le sue braccia mi serravano più forte -Se non vuoi che ti costringa a mordermi con la forza fallo, adesso.- mi sibilò all'orecchio solleticandomi la pelle.

-Non voglio bere il tuo sangue, ficcatelo in testa stupido vampiro cocciuto.- sussurrai ansimando mentre le mie difese cadevano lentamente al richiamo della caccia. 

-Madre! Padre!- gridai artigliandomi il petto, lì dove il pulsare del mio cuore si faceva sempre più frenetico. Josh mi spostò una ciocca di capelli dal collo sfiorando il naso contro la pelle sensibile.

-Non ci sono Juliet, lo sto facendo per il tuo bene.- mi disse con una punta di tristezza nella voce. Scossi la testa lasciando cadere i capelli di fronte al mio viso per attenuare il suo profumo delizioso. Smisi di respirare ed allora Josh sbuffando mi alzò di peso gettandomi sul letto. 

Provai a scappare ma ovviamente lui mi bloccò prima che potessi anche solo muovere un muscolo. Il suo viso si portò a qualche centimetro dal mio, era serio privo di qualsiasi emozione. Le sue ginocchia erano strette attorno ai miei fianchi mentre una mano mi serrava il mento per costringermi a fissarlo.

-Ti spiego come mai il tuo corpo sta perdendo vigore.. Tu, cocciuta che non sei altro, hai negato al tuo corpo l'unica sostanza in grado di tenerlo in vita e al massimo delle sue prestazioni. Di conseguenza più tempo passi senza bere sangue, più sarai debole, tanto che anche tuo piccolo fratellino Nicholas potrebbe uccederti ad occhi chiusi.- disse continuando a serrarmi il corpo contro al copriletto che profumava di rose. Il mio cuore pulsava impazzito graffiando contro le costole della cassa toracica. Purtroppo ero già arrivata alla stessa conclusione ma ciò non avrebbe contribuito a farmi cambiare idea.

-Sai cos'altro potrebbe succedere?- mi sussurrò Josh avvicinandosi ancora un po'. Lo guardai con occhi infinitamente stanchi.

-Potresti attaccare per disperazione uno dei tuoi nuovi amichetti umani. Sono sicuro che la tua gola ha fatto un male d'inferno.-

-Josh ti prego..- al ricordo la gola iniziò di nuovo a farsi sentire sfumando di rosso i miei occhi color mogano. Quasi riuscivo a sentire la bestia che ero sussurrare alle mie orecchie, pregandomi di lasciarmi andare. Il vampiro si chinò sul mio collo scoperto sfiorandolo nuovamente con il naso e poi le labbra graffiandomi con i canini. Il terrore ed il dolore spinsero il mio corpo a reagire; con un colpo assestato allo stomaco mi liberai dalle sue mani rovesciandolo all'indietro così da assumere la posizione dominante. I miei occhi erano ormai due tizzoni ardenti brucianti di fame; le iridi di un vero predatore.

-Guarda cosa mi hai costretto a fare.- sussurrai sentendo le lacrime inumidirmi gli occhi. Adesso tutto quello che riuscivo a sentire era lo scorrere del sangue sotto alla pelle del vampiro steso sotto di me. Stava sorridendo tristemente, lasciò scivolare le mani sui miei fianchi. Mi appoggiai alle sue spalle chinandomi lentamente verso il collo pulsante leccandomi le labbra. I nostri occhi si incontrarono ed una lacrima scivolò sul suo viso rigando la pelle diafana.

-È per il tuo bene Juliet. Io tengo a te più di quanto tu possa immaginare.- sussurrò ma ormai io non potevo più sentirlo. Toccai con le labbra quella pelle fredda ascoltando il battito della giugulare ad occhi chiusi. -Non avere paura.-

Spalancai la bocca sguainando i canini affilati. Li affondai con più delicatezza possibile nel collo del vampiro; il sangue mi esplose in bocca, delizioso e speziato scese in rivoli bollenti placando la mia sete devastante.

Mi aggrappai al vampiro per impedirgli di scappare malgrado Josh rimanesse immobile sotto alla mia avidità accarezzandomi piano i fianchi. Intrecciai le mani ai suoi capelli folti sentendolo chinare il collo per permettersi in modo ancora più agevole di affondare i canini nella vena sottostante. Probabilmente mi disse qualcosa ma io non capii, tutto quello che importava in quel momento era il richiamo irresistibile del sangue.

Qualche lacrima cadde sulla sua pelle mescolandosi al liquido rosso rubino che ormai imbrattava anche il copriletto. Sicuramente gli stavo facendo un male cane, stavo provocando dolore all'unica persona che in quella dannata casa ancora mi sorrideva. Eppure non riuscii a smettere; Ero un mostro, nient'altro che un mostro.

Join MovellasFind out what all the buzz is about. Join now to start sharing your creativity and passion
Loading ...