Il bacio della notte

Mi chiamo Juliet, sono una ragazza adolescente che quest'anno compirà finalmente i suoi diciotto anni..
C'è solo un piccolo particolare da aggiungere; sono una vampira. L'unica discente femmina in secoli e secoli di discendenti maschi. La mia famiglia difatti apparteneva ad una delle più vecchie ed importanti casate nobiliari vampire esistenti sulla terra dagli albori del tempo. Per i miei genitori non è facile trattare con una ragazza complicata come me, soprattutto adesso che ho scelto di frequentare il mondo mortale tanto odiato da mio padre e mia madre.
Non avrei mai immaginato che scegliendo questa strada, la mia vita sarebbe stata sconvolta.

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15. gentilezza al profumo di cioccolato.

Iniziare a vivere con i due ragazzi non fu traumatico come pensavo. Mi concessero ampi spazi di libertà, cedendomi persino uno dei due letti mentre alternativamente, uno dormiva nella mia stessa stanza e l'altro sul letto. Purtroppo dovetti ritirarmi da scuola; a detta di Xavier era troppo rischioso farmi uscire e rientrare ogni volta nel loro appartamento, in quanto membri più vecchi dell'organizzazione spesso li controllavano per far si che non commettessero errori.

Rimanevo spesso da sola a fissare il soffitto in attesa che i due ragazzi tornassero per farmi compagnia e placare così il flusso rumoroso dei miei pensieri. Passarono due settimane ed alla fine, tanto seccata da sentire prurito alle mani, mi ribellai a quella situazione di stasi asfissiante. Shon e Xavier si stavamo preparando per uscire ed io, mentre li guardavo avvolta nel pigiama largo di uno dei ragazzi, mi alzai di scatto parandomi di fronte alla porta.

-Che c'è Juliet?- chiese Xavier fissandomi stupito caricandosi lo zaino su una spalla. Serrai la mascella tanto forte da sentire le ossa scricchiolare -Non ce la faccio più.- ringhiai artigliando lo stipite incidendo il legno. I muscoli dei due cacciatori si tesero tutti insieme mentre senza la minima traccia di emozioni fissavano il mio sfogo d'ira bruciante. Ispirai profondamente percependo nelle trame dell'aria l'odore pungente dell'ansia e della concentrazione. -Non possiamo fare diversamente.. Lo comprendi questo?- chiese Shon facendo un passo avanti, forse per scostarmi o forse semplicemente per tranquillizzarmi. -Non me ne frega nulla! Restarvi ad aspettare ogni giorno è asfissiante, sentire la casa vuota e i miei pensieri martellare contro la parete del cervello è terrificante.- scossi la testa con forza mordendomi le labbra mente lasciavo che le braccia cadessero nel vuoto.

-Non lasciatemi più sola..- gemetti crollando in ginocchio mentre desolata arrossivo, rendendomi conto della scenata patetica che avevo appena messo in atto. Xavier sospirò gettando a terra lo zainetto prima di porgermi la mano -Posso prendermi un giorno di vacanza da scuola.- disse con un sorriso mentre io, stupita, lo fissavo a bocca aperta. Un nodo di senso di colpa e sollievo mi diffusero in bocca un sapore agrodolce che faticai a deglutire. Shon guardò il compagno con stizza -Se non ci vai tu, perché dovrei andarci anche io? Quella sottospecie di prigione è una noia mortale.- sibilò gettando a terra la sua tracolla. L'altro ragazzo alzò un sopracciglio indicando la porta -Non fare storie, uno di noi due deve pur andarci. E quel qualcuno sarai tu.- disse severamente mentre un sorriso crudele gli arricciava le labbra.

-Questa me la paghi.- ringhiò Shon uscendo di casa; sbatté con tanta violenza la porta che il legno scricchiolò. Xavier scoppiò a ridere gettandosi sul divano con un sospiro di sollievo, per poi stiracchiarsi come un gatto troppo cresciuto. -Xavier..- provai a dire ma lui alzò una mano bloccandomi. -Mi hai semplicemente fatto un regalo magnifico.- disse alzandosi con un colpo di reni prima di venirmi vicino. Feci un passo indietro si rimando e lui si bloccò guardandosi le scarpe.

-Hai paura di me, Juliet?- chiese a bassa voce togliendosi di dosso la giacca di pelle. Abbassai lo sguardo serrando i pugni con decisione -Non ho paura di te, solo che.. Voi siete dei cacciatori ed io un vampiro.. Siamo.. Nemici..- le mie titubanti parole si persero in un borbottio confuso e sconnesso, venato delle mie più profonde paure ed angosce. Xavier sembrò sbiancare mentre mi bloccava il polso con una mano per impedirmi di retrocedere ancora.

-Juliet, credi davvero che io possa farti del male?- sussurrò stupito cercando le mie iridi. Questa volta non sfuggii al suo sguardo tuffandomici dentro; volevo che capisse che quello che stavo dicendo era la sola e semplice verità.

-No.- sussurrai mentre lui si avvicinava ancora annullando la distanza tra i nostri corpi. Le sue braccia mi circondarono in un tenero abbraccio ed io trattenendo il fiato mi concentrai con tutta me stessa per non respirare il profumo delizioso della sua pelle. -Xavier..- ansimai cercando di liberarmi.

-Tranquilla. Non mi farai del male..- sussurrò lui fiduciosamente alimentando, se possibile, la mia ansia già pungente. -Xavier, stai rischiando.. Lasciami andare.- sussurrai ancora assaporando segretamente il calore intimo della pelle del ragazzo sulla mia. Era strano sentire quella sensazione addosso, soprattutto su una pelle perennemente gelida come la mia. -Juliet, mi fido di te.- sussurrò al mio orecchio con un sorriso mentre io diventavo sempre più rigida. -Sbagli di grosso, hai un odore così buono..- sibilai nella speranza che mi lasciasse andare, impaurito dalla mia affermazione.

-Dovrebbe essere un complimento?- ridacchiò invece allontanandosi finalmente da me, per sorridermi. -Che cosa ti va di fare?- chiese dopo un secondo di silenzio circondandomi la vita con un braccio. Scossi le spalle mentre sentivo un sorriso sbocciarmi sul viso -Quello che vuoi..-

-Hai mai cucinato?- chiese ridendo mentre mi trascinava in cucina. Scossi la testa e lui soddisfatto tirò su le maniche della maglietta dei Metallica strizzandomi l'occhio.

-Perfetto, questa sarà la tua prima esperienza di cucina. Direi di cucinare qualcosa per quel rompiscatole di Shon.- disse prendendo il libro di cucina impilato ordinatamente sugli scaffali. Sfogliò rapidamente le pagine trovando il dolce carico di cioccolata e di calorie che il compagno di appartamento probabilmente adorava. Xavier raccolse da dentro al cassetto un paio di grembiuli lanciandomene uno.

-Che dici? Cominciamo?-

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