Il bacio della notte

Mi chiamo Juliet, sono una ragazza adolescente che quest'anno compirà finalmente i suoi diciotto anni..
C'è solo un piccolo particolare da aggiungere; sono una vampira. L'unica discente femmina in secoli e secoli di discendenti maschi. La mia famiglia difatti apparteneva ad una delle più vecchie ed importanti casate nobiliari vampire esistenti sulla terra dagli albori del tempo. Per i miei genitori non è facile trattare con una ragazza complicata come me, soprattutto adesso che ho scelto di frequentare il mondo mortale tanto odiato da mio padre e mia madre.
Non avrei mai immaginato che scegliendo questa strada, la mia vita sarebbe stata sconvolta.

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12. Falsa apparenza.

Sbattei le palpebre senza inizialmente capire dove fossi. Il caldo delle lenzuola mi sfiorò la pelle di nuovo liscia e senza ferite, non ci avevano messo molto a rimarginarsi. Il mio stomaco si contrade quando timidi gli avvenimenti del giorno precedente si affacciarono alla mia memoria. Il mio potere che solo dopo diciassette anni della mia vita aveva deciso di manifestarsi, la rabbia dei miei cugini, il mistero nascosto di mia nonna.. Poi il bacio di Josh, non avrei mai pensato potesse davvero provare qualcosa per me. Se chiudevo gli occhi potevo riuscire a sentire il sapore delle sue labbra premute sulle mie, la sua passione bruciante e disperata che mi aveva da sempre tenuto nascosta. Avevo paura per lui, per il piccolo adorato fratellino William.. Stavano bene? come aveva reagito mia madre alla mia inaspettata dimostrazione di potere?

Troppe domande a cui non sarei riuscita a rispondere per il momento. Un ticchettio sommesso alla porta della stanza in cui ero rinchiusa mi fece sobbalzare, girai la testa sul cuscino facendo frusciare i capelli, dispersi come un'aureola dorata sulla federa. -Juliet.. Scusa, ti ho svegliato?- chiese la voce preoccupata di Xavier che si appoggiò allo stipite reggendo in mano una bottiglia di acqua liscia. Aprii la bocca per parlare ma le parole mi rimasero intrappolate in gola, soffocate dall'odore delizioso del suo sangue. Il mio stomaco prese a dolere, diffondendo un senso di bruciore a tutta la gola.

-Xavier...- ansimai aggrappandomi alle lenzuola con le unghie. Lui sollevò le sopracciglia chiudendo la porta; il suo odore si fece ancora più invitante, tanto da diventare insopportabile. Serrai le palpebre trattenendo il respiro, ma era tardi ormai. -Esci..- ringhiai tra i denti stringendo i denti ascoltando i canini ferirmi i le labbra liberando nella bocca.

Xavier si bloccò a due metri dal letto reggendo confuso l'acqua che mi aveva così gentilmente portato. Mi artigliai la gola affondando le unghie nella pelle morbida -Esci di qui.- ruggii sollevandomi lentamente a sedere quasi non avessi più il controllo del mio corpo. Xavier fece un passo indietro guardandomi spaventato; i miei occhi dovevano aver cambiato colore.

Il bicchiere cadde per terra distruggendosi in una miriade di schegge taglienti. Scostai veloce le coperte piombando addosso al ragazzo che non ebbe neanche tempo di scansarsi. Premetti il naso contro al suo collo mentre cominciavo a ridere; Xavier divenne di pietra stringendomi i polsi con una forza tale che avrebbe spezzato i quelli di un uomo comune. Non ci feci molto caso accecata dalla fame com'ero.

-Juliet..-ansimò lui cercando di contrastare la mia potenza, resa ancora più intensa dalla fame che mi stravolgeva lo stomaco. Dovevo avere il suo sangue, nulla mi avrebbe fermato. -Lasciami bere.- sussurrai passando la lingua sulla sua pelle morbida e dolorosamente invitante. Mi liberai dalla sua presa intrecciando le dita dietro alla sua nuca afferrando i capelli corti per costringerlo ad inclinare il capo di lato. Sibilai spalancando la bocca; i canini scivolarono fuori graffiando la pelle del ragazzo che finalmente reagì. Mi colpì violentemente allo stomaco allontanandomi quel tanto che bastava per proiettarmi a terra ed inchiodarmi al suolo.

I suoi occhi gentili brillavano increduli e preoccupati. -Juliet..- mi chiamò ma la parte più bestiale di me ebbe il sopravvento su quella razionale, tentai di morderlo ma non ci riuscii -Calmati!- gridò attirando probabilmente l'attenzione di mezzo condominio. Shon arrivò trafelato spalancando tanto velocemente la porta da sbatterla contro al muro di cartapesta.

-Perché diamine stai urlando, cretino?!- abbaiò spalancando gli occhi nel guardare l'amico che combatteva contro di me. Shon si mosse veloce dando man forte al suo amico. -Juliet.. Una vampira?- ansimò fissandomi a bocca aperta. Xavier grugnì sotto alla mio ennesimo vigoroso strattone. Shon si mosse ancor più velocemente sparendo oltre la piccola porta per tornare con in mano un piccolo flacone colmo di un liquido rosso, troppo denso per essere succo di pomodoro. Tenendosi a distanza fece scivolare il contenuto tra le mie labbra, quietando la sete straziante che mi aveva strappato la razionalità.

Sbattei le palpebre un paio di volte saggiando con la lingua il sapore che mi impastava la bocca; era orribile per non dire disgustoso. Sangue animale. Xavier inginocchiato sopra di me sospirò asciugandosi con il dorso della mano una goccia di sudore; graffi profondi gli solcavano la pelle, li dove le mie unghie avevano trovato un punto debole in cui sfogare la loro bestiale crudeltà. Il mio si fermo sprofondando a fondo nella cassa toracica, nascondendosi preoccupato e soffocato dal senso di colpa. -Vatti a pulire, Xavier.- disse Shon notando il sangue sulle mani dell'amico con preoccupazione. L'altro annui alzandosi silenziosamente prima di uscire a grandi falcate.

-Shon.. Io..- sussurrai ancora stesa a terra, tra i vetri che mi incidevano appena la pelle pallida. Il ragazzo chiuse la porta con un tonfo parandosi di fronte ad essa. -Avevo sperato che tu non appartenessi a quella razza, Juliet.. Peccato però che sia impossibile non riconoscervi. Brillate come diamanti tra gli umani.- sussurrò incrociando le braccia sul petto ampio. I suoi muscoli erano tesi, pronti a scattare al mio minimo segno di pazzia omicida. Non sapeva che adesso la sola idea di affondare i denti in qualcosa di morbido mi faceva venire il voltastomaco. -Lo sapevate?- ansimai.

Shon sospirò passandosi una mano nei capelli, per poi annuire grave. -Come sappiamo che lo è l'uomo che ogni mattina ti accompagna e riprende a scuola.-

Mi tirai indietro terrorizzata all'idea che Shon e Xavier conoscessero la mia vera natura. -Ma.. Voi chi siete?- ansimai sentendo il mio cuore sprofondare quando Shon sorrise, pericoloso.

-Cacciatori di vampiri al suo servizio, my lady.-

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