Il bacio della notte

Mi chiamo Juliet, sono una ragazza adolescente che quest'anno compirà finalmente i suoi diciotto anni..
C'è solo un piccolo particolare da aggiungere; sono una vampira. L'unica discente femmina in secoli e secoli di discendenti maschi. La mia famiglia difatti apparteneva ad una delle più vecchie ed importanti casate nobiliari vampire esistenti sulla terra dagli albori del tempo. Per i miei genitori non è facile trattare con una ragazza complicata come me, soprattutto adesso che ho scelto di frequentare il mondo mortale tanto odiato da mio padre e mia madre.
Non avrei mai immaginato che scegliendo questa strada, la mia vita sarebbe stata sconvolta.

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29. Che la festa abbia inizio.

La grande sala di ricevimento era stata generosamente decorata con tutti i pezzi migliori dell'antica è pregiata argenteria della casa Bloodrose; piatti, posate, bicchieri recavano inciso il fiero stemma della rosa gocciolante di sangue della nostra casata. I tappeti rossi erano stato stesi per accogliere l'ingresso dei nobili vampiri, tutto attorno c'era un delizioso odore di pulito e di cibo in preparazione. La lady sua nonna stava dirigendo con maestria singolare la disposizione dei tavolini in cui sistemare gli eleganti bicchieri dagli steli di cristallo. -Nonna, Juliet è qui.- disse Christopher a voce alta per attirare l'attenzione della donna; lei si voltò immediatamente sorridendo raggiante di fronte alla mia figura. -Sei bellissima, tesoro. Ma il tuo amichetto deve assolutamente cambiarsi.- disse con disappunto squadrando truce la maglietta di lino di Josh. Subito un paio di camerieri accorsero per rimediare al danno causato dal poco gusto dell'uomo. La donna mi prese per mano trascinandomi senza troppi complimenti vicino al trono di legno intagliato posto in cima alla piattaforma rialzata dove generalmente veniva sistemata l'orchestra.

Stavo davvero iniziarono ad odiare tutto quel dannato sfarzo. Quasi come se mia nonna mi avesse appena letto nella mente si voltò arricciandosi tra le dita un ricciolo scarlatto, i canini nascosti sotto alle labbra carnose scintillarono quando queste tentarono di esibirsi in un sorriso. -Che te ne pare? Magnifico no?- esclamò estasiata catturando tra le dita ingioiellate un sottile bicchiere pulito; alla luce fioca delle candele tutto appariva fatato, eppure allo stesso tempo, c'era qualcosa di diabolico nascosto dietro a quelle pieghe di lusso sfrenato. Adrian, Louis, Andrea e Niall erano in giro per la stanza, nervosi, a giudicare dai movimenti meccanici delle membra e dalle nuvole che oscuravano le loro iridi solitamente arroganti. Erano vestiti tutti allo stesso modo quasi stessero indossando una divisa militare, i loro ed i miei genitori parlavano amabilmente in disparte reggendo tra le braccia i pargoletti più piccoli della casata. Nicholas e William sedevano composti tra loro evidentemente annoiati a morte dai discorsi che impegnavano i grandi. Feci un piccolo cenno di saluto a Will che, nel vedermi, si illuminò di gioia scoprendo i dentini brillanti. La donna al suo fianco, nel notarlo, alzò lo sguardo per fulminarmi con quei suoi odiosi occhi ghiacciati.

-William e è adorabile, assomiglia tutto a tua madre.- commento l'anziana vampira notando che ormai i suoi discorsi sulla purezza del cristallo non riuscivano ad attirare la mia attenzione. Improvvisamente una paura viscerale mi scosse il cuore, le mie labbra si tesero assieme ad un'improvvisa scarica di coraggio. -Nonna, che succede?- chiesi tremando mentre lei canticchiava sottovoce le note di una canzone che personalmente doveva aver scelto per allietare il silenzio. -Che intendi piccola?- chiese lei fingendosi deliberatamente confusa, le iridi sapienti luccicarono di furbizia millenaria. Infastidita indicai con un ampio gesto della mano tutti i servi che si affaccendavano come rapide formichine su e giù per la stanza. -Tutto questo, perché ?- chiesi con voce ferma, autoritaria malgrado tutto quello che si agitasse dentro di me. Odiavo essere all'oscuro di tutto ed in quel momento, tutto quello che i miei occhi riuscivano a percepire, era il nero catrame di una misteriosa landa senza fine. -Scoprirai tutto a tempo debito, tesoro mio.- disse afferrando con decisione le mie spalle prima di girarmi, i miei occhi si allacciarono a quelli di Josh che, vestito di tutto punto, si stava avvicinando lentamente. Le mie preoccupazioni in parte evaporarono quando la sua mano si intrecciò alla mia, conferendomi un'energia nuova, devastante. Ma mia nonna nel frattempo si era dileguata. -Hai scoperto..?-

-Nulla..qualcosa chiaramente non va.- mormorai afflitta appoggiandomi con una spalla al suo petto. L'odore del cibo sistemato sui vassoi stava sgusciando nella stanza viscido e delizioso; il vampiro al mio fianco si leccò le labbra affamato guardandosi attorno alla ricerca della pietanza che stava stuzzicando il suo stomaco. -Fate attenzione voi due, questa non è una serata come tutte le altre.- sibilò una voce alle nostre spalle; Adrian si era avvicinato senza che noi lo sentissimo, il suo sguardo era vigile. Louis e Andrea di materializzarono accanto a lui in ridicoli svolazzi candidi -Immagino che tutti voi abbiate compreso che nostra nonna sta progettando qualcosa di losco..- sussurrò il primo dei due gemelli passandosi una mano nei capelli, li dove una ciocca ribelle si era staccata dall'ordine generale. -Sono stufo di sentire questo "qualcosa"- grugnì Josh scuotendo il capo mentre la sua mascella si contraeva.

-Possibile che non sappiate nulla?- esclamai forse a voce troppo alta beccandomi successivamente una gomitata da parte di Adrian. -No, per una volta siamo innocenti come bambini.- commentò Andrea; feci per dire qualcosa ma un vampiro minuscolo entrò correndo affannosamente per sussurrare qualcosa all'orecchio di mia nonna. Le sue labbra sottili si sollevarono in uno spaventoso ghigno d'attesa che mi diede i brividi. Mi voltai verso i miei cugini liberandomi per un attimo dalla ferrea presa di Josh -Ascoltate, mettiamo da parte per un attimo tutti i nostri problemi. Dobbiamo rimanere uniti, soprattutto contro questo "qualcosa" che così tanto ci spaventa.- dissi d'un fiato alzando le mani quasi per prevenire le lamentele dei vampiri attorno a me. Fortunatamente tutti erano troppo indaffarati per notare le nostre chiacchiere segrete; i tre ragazzi si agitarono sul posto all'idea di collaborare con me ma rimasero in silenzio per permettermi di completare il pensiero. Sapevo bene quanto fosse difficile per loro ammettere d'aver paura di fronte all'ignoto e per questo misurai bene le mie parole.

La paura si appoggiò alle mie spalle come una vecchia amica sussurrandomi parole avvelenate alle orecchie. La possibilità di un conflitto non si poteva del tutto escludere, considerando l'indole focosa e subdola della donna; come se non bastasse, a peggiorare la situazione c'erano le antiche rivalità celate sotto alla cenere. Ero più o meno sicura del fatto che le ferite delle battaglie passate pulsassero ancora, pronte a risorgere dirompenti; i vampiri difficilmente perdonano.

-Che cosa proporresti?- chiese Niall sorridendo amabilmente prima di stringermi in un abbraccio inaspettato che trasformò Josh in una statua di gesso. -Smettetela di avere quelle facce truci, questa è una festa e si sente puzza di cospirazione ovunque.- sussurrò facendomi poi fare una giravolta per rispedirmi con eleganza nelle braccia del vampiro, chiaramente infastidito da quel suo gesto. I cugini si guardarono in viso silenziosi, forse aspettandosi un consiglio o un'idea brillante. Christopher era lontano e stava parlando con nostra nonna probabilmente per distrarla dalle nostre chiacchiere segrete, se solo avesse sospettato qualcosa avremmo potuto dire addio a qualsiasi nostra pianificazione. -Si potrebbe arrivare al conflitto.- commentai cercando negli occhi degli altri la conferma a quell'orribile presentimento e come previsto, quelle nuvole scure, solcarono le iridi di ciascun presente. -In quel caso? Io non ho intenzione di morire proprio ora.- borbottò Andrea incrociando le braccia sul petto.

Il gelo del terrore mi toccò il cuore quando quelle parole mi schiaffeggiarono. I vampiri che stavano per entrare in casa nostra erano così temibili da abbattere realmente la granitica armatura di orgoglio ed arroganza con cui i miei cugini erano cresciuti? C'era davvero da preoccuparsi. -Io come voi..- iniziai prima che il ringhio scocciato di Adrian interrompesse le mie parole. -Pensate davvero che lei possa mettere in pericolo le nostre vite? Siamo la sua discendenza, infondo! Voglio dire, quando lei si trasformerà in cenere saremo noi a portare avanti il nome dei nobili Bloodrose.- sbottò forse a voce troppo alta.

-La voce della gloria e del potere è più subdola e suadente di quanto tu creda.- disse d'un tratto Josh cogliendoci di sorpresa, il suo viso era una maschera di preoccupazione e concentrazione. -La lady vostra nonna è l'esempio calzante di questa universale teoria.- terminò prima di lanciare uno sguardo in direzione della donna che ora, ridendo ad una battuta di Christopher si copriva signorilmente la curata bocca con le dita pallidissime. -Lei brama potere. I mezzi per raggiungerlo sono del tutto indifferenti.-

Improvvisamente, il rombo squillante delle campanelle annunciò l'arrivo dei tanto attesi ospiti. Il mio sangue si gelò mentre mia nonna si girava per chiamarmi assieme a tutti i suoi nipoti; alzando ogni singolo velo della sua gonna si accomodò sul trono disponendoci attorno ad esso a mo' di mezzaluna. -Juliet, tieniti pronta.- sussurrò al mio orecchio prima che le pesanti porte di legno massiccio si spalancassero verso l'interno rivelando una dozzina di vampiri elegantemente vestiti per l'occasione. Questi erano rispettivamente divisi in sue gruppi da sei, al quale capo svettava il capofamiglia della nobile casata. Strinsi i denti quando un fiotto d'ansia mi contrasse le viscere.

-Lord Robert, Reggente della Nobile Casa Whitemoon.- annunciò il valletto pronunciando d'un fiato tutte le cariche nobiliari che pesavano sulle spalle di quell'uomo. Robert non era di certo il tipico vampiro dall'aspetto mozzafiato e dannato che sempre avevano pericolosamente attraversato la mia vita. Era relativamente basso, i capelli ricci erano sfibrati ed avevano perso lucidità; la pelle pallida si stava assottigliando e le ossa erano tirate sulle ossa affilate. La donna al suo fianco invece era davvero stupenda, una signora dai folti capelli biondissimi reggeva con le mani curate le tante sottane che frusciavano a terra. Due ragazzini, di età differenti, restarono rispettosamente e timorosamente alle spalle dei genitori; il più grande reggeva la mano del più piccolo. -Lady Myriam con i nobili figli Bryan e Brandon.- annunciò ancora a pieni polmoni con la sua vocetta squillante. Alle loro spalle due servi si guardava con circospezione attorno, chiaramente infastidito all'idea di dover proteggere i quattro onorevoli membri della casata.

-Lord Edwyn, Reggente della nobile casa dei Nightshadow.-. Quell'uomo, a dispetto dell'altro era un metro e ottanta di pura eleganza. La giovane moglie al suo fianco reggeva tra le braccia un pargolo tanto piccolo da ispirare tenerezza al solo guardarlo. Dietro alla vampira un ragazzo adolescente osservava con ammirazione i piccoli dettagli della stanza roteando senza sosta gli occhi a destra e sinistra. -Lady Grace con i nobili figli Cam e Sarah.-

Il mio cuore parve fermarsi quando quel piccolo nome rimbombò nella stanza come uno sparo. Voltai lo sguardo sulla bambina che, addormentata, respirava beata tra le amorevoli braccia materne. Mia nonna guardò con scherno la famiglia, ben attenta a non farsi vedere, i miei cugini l'osservarono indifferenti mentre io, rimasi ipnotizzata di fronte a quell'adorabile visione. Gli occhi di Grace scintillavano d'orgoglio e di un amore tanto profondo da far tremare il mio stesso cuore. Mai, mia madre o mio padre mi aveva guardato a quel modo, come se quella fragile vita fosse tutto ciò che avessero sempre desiderato.

-Benvenuti nella nostra umile dimora miei cari lord e ladies.- disse mia nonna alzandosi con fare regale dal suo scranno di legno. -Erano ormai secoli che le nostre famiglie non tornavano ad unirsi, perciò ci ringrazio per aver accettato con così tanto garbo l'invito di una anziana vampira.- gridò ancora sorridendo invasata dal potere che, dall'alto della sua posizione, sembrava esercitare sugli altri. -Ringraziamo te per l'accoglienza lady Bloodrose.- rispose educatamente lord Edwyn prima di sorridere e fare un passo avanti. Lord Robert lo imitò restando però in silenzio. La donna scese il primo scalino, di modo che fosse leggermente più in basso rispetto a noi. -Lasciate che vi presenti i miei adorabili nipoti.- disse partendo da Christopher per poi procedere in ordine di età.

-Per concludere, lei è Juliet. Figlia di lord Jon e lady Lucy.- disse indicandomi con un'enfasi eccessiva. Gli occhi dei vampiri si incollarono al mio viso ed io, imbrigliando i sentimenti, mi esibii in un accenno di inchino come mi era stato insegnato. - Ora che le presentazioni sono concluse, servite i pure miei lord. La notte é ancora tremendamente giovane.- annunciò battendo le mani. Una dolce melodia si diffuse nell'aria cancellando l'ansia che la paralizzava, i vampiri si sparpagliarono rimanendo però in piccoli gruppetti. -Restate a portata di orecchio. Questa sera, ho grandi progetti per voi.- disse nostra nonna rivolgendoci uno sguardo ambiguo e determinato prima di svanire tra la folla. -C'è puzza di guai.- sibilò a fior di labbra Adrian.

Era vero. Malgrado il profumo del cibo e dei fiori freschi, dominante era il lezzo di morte, distruzione e discordia. Peccato però che nessuno parve accorgersene.

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