Il bacio della notte

Mi chiamo Juliet, sono una ragazza adolescente che quest'anno compirà finalmente i suoi diciotto anni..
C'è solo un piccolo particolare da aggiungere; sono una vampira. L'unica discente femmina in secoli e secoli di discendenti maschi. La mia famiglia difatti apparteneva ad una delle più vecchie ed importanti casate nobiliari vampire esistenti sulla terra dagli albori del tempo. Per i miei genitori non è facile trattare con una ragazza complicata come me, soprattutto adesso che ho scelto di frequentare il mondo mortale tanto odiato da mio padre e mia madre.
Non avrei mai immaginato che scegliendo questa strada, la mia vita sarebbe stata sconvolta.

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28. -Che cosa..?-

Avrei tanto desiderato passare un giorno totalmente in compagnia di Josh, avrei tanto desiderato passare tutto il giorno tra le sue braccia granitiche per sentire la sicurezza lenire le ferite generate dalle scelte sbagliate che avevo fatto. Sarebbero bastate poche ore per donarmi nuovamente la forza di fronteggiare quello che mi aspettava ma sembrava che neanche quello fosse concesso. Io e Josh eravamo stesi sul letto con i visi vicini, immobili, ebbri soltanto delle reciproche presenze quando la porta della stanza venne brutalmente scossa da un pugno. -Juliet! So cosa stai facendo e ti chiedo cortesemente di smettere prima che io dia di stomaco!- ringhiò la voce infastidita di Christopher mentre io mi mettevo di colpo a sedere sul letto, intontita e dolorante. -Che c'è?- gridai furiosa stringendo i denti tanto forte da sentire lo smalto scricchiolare.

-La nonna vuole parlarti. Muoviti ad uscire, ti aspetto qui fuori.- ordinò senza mezzi termini picchiando un pugno contro alla porta quasi a voler sottolineare le sue secche parole. Le mie speranze si frantumarono miseramente come vetro soffiato quando la stanchezza martellò contro alle mie tempie regalandomi un brivido. -Fanculo.- imprecai stringendo tra le dita i sottili capelli color ambra alla frenetica ricerca di una scusa che potesse evitarmi quello spiacevole confronto, ma ovviamente tutto fu inutile. -Cosa vuole ancora da te?- chiese Josh sollevandosi a sua volta, i capelli scompigliati ricadevano sulla fronte pallida marcando la preoccupazione incisa nei suoi tratti. -Non lo so. Ma se mi chiederà di usare il potere le sverrò ai piedi.- sussurrai cercando le forze necessarie per convincere le mie gambe a scendere dal letto. Le braccia del vampiro mi circondarono confortanti, invitandomi a rifiutare gli ordini intransigenti di mia nonna per passare ancora un po di tempo li con lui. -Lasciami.- sussurrai stancamente udendo il basso ringhio di minaccia tuonare impaziente fuori dalla nostra piccola bolla di ritrovata serenità.

-Se non volessi farlo?- la voce di Josh era poco più di un sussurro, ma era abbastanza calda da suscitare la reazione di ogni singola cellula del mio corpo. -Se ti rapissi portandoti via con me?- mormorò ancora premendo le labbra contro al lobo del mio orecchio, incurante della presenza infastidita in piedi di fronte alle porte chiuse della camera da letto. Reclinai le braccia all'indietro infilando le dita tra i folti capelli dell'uomo per tirarlo più vicino a me; le mie labbra sfiorarono le sue mentre Josh mi stringeva i fianchi risalendo con dolcezza sulle costole per poi cingermi il petto. -È un'idea estremamente allettante..- la mia voce venne però rotta dallo sbraitare conciato di mio cugino.

-Juliet! Per tutti i vampiri!- la sua voce ribollente mi fece chiaramente comprendere che se nel giro di mezzo secondo non fossi uscita di li, mi sarebbe venuto a prendere senza curarsi della nostra privacy. -Dammi il tempo di vestirmi!- gridai ghignando soddisfatta quando un gemito sofferente si levò dall'altro lato della porta; Josh a sua volta ridacchiò baciandomi con delicatezza la tempia. Malgrado la stanchezza rotolai giù dal letto per aprire le ante del pesante armadio incastonati nel muro bianco; appese alle grucce c'erano, come immaginavo, vestiti pomposi ricoperti di tulle e seta leggera; camicie bianche coperte di pizzo e svolazzi terrificanti. Per non parlare delle lunghe gonne sfuse che penzolavano come mosse da un vento invisibile. -Oh cacchio.- borbottai grattando con le unghie i capelli arricciati ancora umidi sulla nuca. -Te l'avevo detto.- alzò le spalle Josh accostandosi da dietro, silenzioso come il respiro. -Christopher?- chiamai appoggiando le spalle contro al suo petto desiderando che quel sottile velo di tessuto che l'avvolgeva sparisse. -Che vuoi?-

-Qui dentro non c'è niente che io possa mettermi.- constatai mentre un grugnito di rabbia spaccava l'aria; la maniglia si abbassò di colpo rivelando in tutta la sua altezza mio cugino.. Vestito come una bambolina dell'800 pronta per essere esposta in una delle tante costose vetrine dei negozi di antiquariato. Una camicia bianca gli avvolgeva il busto terminando sulle maniche in ridicoli sbuffi vaporosi, gli stretti pantaloni neri erano infilato in un paio di alti stivali di pelle scura. -Non una parola.- disse, scandendo bene le sillabe prima di porsi di fronte a noi con le braccia appoggiate ai fianchi stretti. Una rapida analisi decretò l'accentuarsi del suo disgusto mentre con una mano si massaggiava gli occhi in modo desolato. -Che diamine.. Chiamo la nonna, tornerò tra poco.. Vedere di..- le sue parole rimasero in sospeso, accartocciate dall'imbarazzo crescente.

-Christopher! Smettila!!- sbraitai staccandomi di colpo da Josh che sospirando si allontanò di qualche passo quasi per convincere il vampiro ad andarsene. Christopher uscì sbattendo la porta tanto forte che le pareti tramarono facendo ondeggiare i piccoli vasi appoggiati sui tavolini intarsiati. -La delicatezza.- farfugliai tornando a sedere con un piccolo salto sul materasso morbido ; Josh si girò di scatto squadrandomi con occhi di fuoco. -Tuo cugino non è di certo il migliore nel mitigare spiriti ed ormoni.- ringhiò con un ghigno pericoloso che, mi regalo tanti piacevoli brividi lungo alla schiena. -A cuccia Josh.- risi stringendo i pugni per non pensare a quello che aveva appena detto il vampiro. -Bau.- borbottò distogliendo lo sguardo per iniziare a camminare avanti e indietro come un animale in gabbia. -Daiiii, non fare così. Vieni qui.- sussurrai suadente afferrando il bavero della sua maglietta per abbassare il suo viso, di modo che i nostri occhi potessero incontrarsi. Le mie labbra trovarono le sue in una dolce, sensuale melodia che incendiò di nuovo i nostri corpi allacciati. Portai le braccia dietro al suo collo mentre lui circondava la mia vita con le mani sollevandomi appena da terra; mi alzai in punta di piedi arricciando tra le dita i capelli folti. -sto entrando!!- gridò Christopher bussando con le nocche contro al legno. Mio staccai dal ragazzo con un salto, un solo secondo prima che il vampiro e un paio di ragazze entrassero con fare rispettoso.

Fa le mani curate reggevano un lungo copri-vestito nero con la zip aperta, il lembo turchese di un bellissimo abito di seta usciva da quel minuscolo varco. C'era una sola spallina, incastonata di una serie di minuscoli zaffiri a forma di lacrima. Era davvero meraviglioso. Josh osservò rapito quello spettacolo di sartoria immaginandosi come si sarebbe adattato alle pieghe del mio corpo, Christopher dovette fare la sua stessa valutazione perché vidi le sue iridi soffermarsi sulla mia pelle; mi strinsi le braccia attorno al corpo per costringerlo a distogliere lo sguardo. -Aiutatela a vestirsi.- ordinò schiarendosi la gola prima di far un cenno distratto con la mano. Le due vampire sollevarono le mani prima ancora che potessi ordinare loro di starmi lontano; le dita abili slacciarono i primi bottoni della camicia incuranti degli sguardi attenti dei due vampiri nella stanza. -FUORI DI QUI!- gridai stridula stringendomi addosso i lembi della camicia per impedirle di aprirsi sul petto. Christopher uscì dalla stanza sbuffando infastidito, invece Josh esitò facendomi gli occhioni dolci ma ovviamente la mano implacabile di mio cugino lo trascinò con sé. Le ancelle mi aiutarono a scivolare nell'abbraccio di seta azzurra; la spallina di pietre preziose mi scalfì appena la pelle incastrandosi perfettamente nell'incavo della spalla.

-Sta d'incanto.- concordò sinceramente una delle due vampire incrociando le braccia sul petto florido, stretto nel corsetto della divisa da cameriera. La mia pelle si sfumò di porpora -Grazie.- farfugliai giocherellando con i capelli sciolti sulle spalle; la seconda ancella li raccolse con delicatezza in un fermaglio d'oro. -Ora si che sembra una degna principessa.- termino l'altra appoggiando le mani contro ai fianchi stretti dal grembiule bianco. Quell'affermazione mi turbò profondamente, esattamente come tutte quelle stupide attenzioni con cui improvvisamente i miei familiari mi ricoprivano. Uscii tenendo la testa alta, sinceramente sperando che i vampiri che di li a poco avrei incontrato, non notassero il disagio nelle mie iridi. Josh mi stampò un bacio sulla fronte non appena mi vide uscire in tutta la mia sfolgorante eleganza, un colorito verdastro si dipinse sulle guance di Christopher che, evidentemente, trovava l'amore qualcosa di terribilmente repellente.

-Che cosa sta succedendo?- mi costrinsi a chiedere tanto per impedire alle mie unghie di cancellare rudemente quella smorfia disgustata dal suo volto. -La nobile casata dei Whitemoon e Nightshadow e sta arrivando assieme a tutto il suo seguito..- sussurrò Christopher voltando appena la testa in mia direzione per controllare la mia reazione. Josh si irrigidì al mio fianco, il mio sangue si fece di pietra. Quelle due potenti casate erano da sempre state i più grandi nemici della famiglia Bloodrose; litri e litri di sangue erano stati sacrificati in nome di assurde battaglie territoriali fino al giorno in cui, i capifamiglia avevano stipulato una tregua per terminare quella carneficina. I suoi insegnanti avevano parlato di quegli anni con timore, sussurrando a bassa voce i nomi degli odiati aguzzini che avevano ucciso così tanto membri della nostra famiglia. -Che cosa significa tutto questo?! La tregua è forse cessata?- sussurrai con la gola chiusa dall'affanno; se davvero stava per scoppiare una guerra, avrei dovuto portare Josh lontano di li, mille miglia distanti dal richiamo alle armi.

-No, Juliet. La tregua é ancora in vigore. Eppure c'è qualcosa che mi turba..- sussurrò scendendo lentamente le scale, quasi come se il peso delle parole appena mormorate gli schiacciasse i muscoli. Spalancai la bocca in una singolare espressione da pesce lesso, mai Christopher aveva così palesemente manifestato ciò che gli passava per la testa. La situazione doveva davvero essere allarmante.

-Ma che cosa vuole fare?? Voglio dire, perché rompere così improvvisamente un silenzio durato secoli?- ringhiai frustata stringendo tanto forte la mano di Josh che temetti di spezzargli le ossa. Christopher espirò lentamente, la luce brillante delle candele sgusciava sotto alla grande porta di legno massiccio che dava sul grande salone di ricevimento. L'odore del fumo e il crepitare del fuoco aveva una sfumatura funesta -Lo scopriremo presto.- disse spingendo i pesanti battenti in legno massiccio, questi scricchiolarono appena dandoci il loro inquietante benvenuto.

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