Il bacio della notte

Mi chiamo Juliet, sono una ragazza adolescente che quest'anno compirà finalmente i suoi diciotto anni..
C'è solo un piccolo particolare da aggiungere; sono una vampira. L'unica discente femmina in secoli e secoli di discendenti maschi. La mia famiglia difatti apparteneva ad una delle più vecchie ed importanti casate nobiliari vampire esistenti sulla terra dagli albori del tempo. Per i miei genitori non è facile trattare con una ragazza complicata come me, soprattutto adesso che ho scelto di frequentare il mondo mortale tanto odiato da mio padre e mia madre.
Non avrei mai immaginato che scegliendo questa strada, la mia vita sarebbe stata sconvolta.

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3. amici..?

Prima di allora, non avevo mai visto un gruppo così nutrito di creature mortali raggruppate nello stesso medesimo luogo. Gambe, braccia, sorrisi, sbadigli, abbracci si mescolavano confusamente donandomi l'impressione d'essere di fronte ad un mare tempestoso di facce assonnate. Tirai le gambe sul sedile affondando il mento nelle ginocchia, sopraffatta dall'indecisione. Che cosa stupida. Io creatura immortale avevo paura di quegli esseri così fragili -Sua madre sarebbe contenta se rinunciasse alla scuola umana. Ed è ancora in tempo per ritirarsi.- disse mr Josh guardandomi attraverso lo specchietto centrale. I suoi occhi brillarono di una luce ferina, decisamente non umana. Anche il nostro maggiordomo ovviamente era un vampiro; cristallizzato da secoli nei suoi trent'anni, bello da far paura, nascondeva dietro un paio di lenti scure occhi ambrati che racchiudevano i segreti più oscuri e misteriosi della nostra casta. L'uomo era alle dipendenze della nostra famiglia da decenni e decenni ormai; aveva visto innumerevoli discendenti nascere e probabilmente aveva posto anche fine alla vita dei più venerandi, stanchi della loro fin troppo lunga vita. Mr Josh mi sorrise

-Deve decidersi signorina.- 

-Ho capito!!- ringhiai scoprendo infastidita i canini affinché il maggiordomo si zittisse. Sapevo benissimo che quel vampiro avrebbe potuto farmi fuori nel giro di due secondi, ma allo stesso tempo ero troppo infastidita dalle sue pressioni per rendermene conto.

-La prima campanella è suonata. Gli studenti stanno entrando. L'accompagnerò affinché io possa accertarmi che sia tutto sistemato per la sua iscrizione.- disse quasi tra se prima che potessi ribattere. Farmi accompagnare da un uomo così maledettamente affascinante non mi avrebbe di certo fatto passare inosservata. La porta si apri di fronte a me rivelando la mano tesa del maggiordomo elegantemente avvolto in un paio di pantaloni neri e giacca dello stesso colore. Guardandomi attorno mi accorsi che il vampiro aveva già attirato l'attenzione di diverse ragazze.  -Credo sia meglio che tu te ne vada Josh...- sussurrai tra i denti rimanendo in macchina sperando di poterlo convincere. Ovviamente però il vampiro non se ne curò lasciando la mano li dov'era affinché io l'afferrassi. -Ordini di sua madre, non posso disubbidire.-  sussurrò mentre comprensiva depositavo le mie dita affusolate sul suo palmo. Se quelli erano ordini di mia madre non c'era scampo, sia io che il maggiordomo avremmo dovuto ubbidire.

L'aria ancora calda dell'estate appena passata mi baciò la pelle; preoccupata guardai l'epidermide innaturalmente pallido. Noi vampiri, a dispetto di tutte le leggende che si erano create sulla nostra specie nel corso dei secoli, potevamo benissimo godere del l'abbraccio del sole. La nostra pelle non si disintegrava, ne tanto meno brillava. A differenziarci dagli altri umani era l'abbronzatura; il nostro epidermide al contatto della carezza solare non assumeva quel colorito caramellato che al contrario tutti gli umani, chi più che meno, sfoggiavano con fierezza. -Forse avrei dovuto mettermi un pò di trucco.- bisbigliai dell'avviarmi verso le pesanti porte di legno scuro. Mr Josh mi appoggiò una mano sulla schiena -Andrà tutto bene, stia tranquilla.-

Lo guardai storto -Sai quanto mi infastidisce il fatto che tu ti rivolga a me con il "lei" anche quando non siamo in casa? Per la centesima volta ti ripeto che devi darmi del tu quando le orecchie dei miei genitori non possono raggiungerci.-

Josh sorrise scompigliandomi i capelli adoravo quel suo sorriso spontaneo ogni qual volta si spogliava del ruolo del maggiordomo. -Così va decisamente meglio.- dissi facendogli la linguaccia mentre lui mi lasciava entrare per prima come un vero cavaliere.

-L'abitudine è davvero dura da sopprimere.-  disse guardandosi attorno. I suoi occhi, dietro alle lenti scure, brillarono famelici. L'odore di sangue umano era fortissimo; mi colpì come uno schiaffo stringendo la mia gola tra le dita evanescenti ridestando il predatore che c'era in me. -è come il canto della sirena, prima ti ammalia, ti cattura nella sua rete supplicandoti di perdersi in lei. É difficile..resistere..- ringhiò tra i denti il vampiro stringendo mascelle e pugni. Il mio stomaco si contrasse mente i canini pulsavano dolorosamente nelle gengive; era davvero faticoso non cedere al richiamo voluttuoso della caccia. C'erano così tanti umani lì dentro che mi sarei potuta sfamare per un anno intero se non di più. Le mie labbra si aprirono appena mentre tutti i muscoli del mio corpo entravano in tensione vibranti di adrenalina. Un ringhio cupo mi scosse il petto, rimbombando nella mia cassa toracica. Con la coda dell'occhio notai che L'autocontrollo di Josh era messo persino peggio del mio. La mia vista ultrasensibile perforò le lenti degli occhiali da sole, rivelando due iridi pulsanti color rubino. I muscoli tesi all'inverosimile, erano pronti a cacciare..desiderosi di uccidere. Fu in quel momento che ritrovai la lucidità necessaria per scacciare la sete accecante; richiamando tutte le mie forze serrai la gola e l'appetito crescente mentre le mie unghie si conficcavano con veemenza nel braccio del maggiordomo.

-riprenditi Josh. Ora. Questo è un ordine.- sibilai spingendolo con la forza a camminare. Lui ringhiò cercando di contrastare la mia presa, le sue labbra si aprirono appena rivelando il brillare dei denti. Usando tutta la mia forza di vampira lo girai verso di me con uno strattone. La mia mano aperta piombò senza pietà sulla sua guancia. La sua testa girò di scatto verso destra, attorno a noi non c'era nessuno, come se tutti gli umani si fossero dileguati. Guardandomi attorno mi accorsi che senza rendermene conto lo avevo trascinato in una sorta di sgabuzzino avvolto nella penombra; poco distante le voci allegre degli studenti intessevano nel silenzio chiacchiere spensierate. Josh mi guardò mostrandomi i denti, in quel momento capii d'aver commesso un errore madornale. I miei genitori mi avevano insegnato a non stuzzicare o provocare mai un vampiro quando i suoi sensi erano alterati dalla caccia. Feci appena in tempo a mettermi in posizione difensiva prima che Josh mi piombasse addosso. Avevo già combattuto prima con altri vampiri ma contro di lui non ero mai riuscita a vincere; Josh era un combattente eccezionale, forte, impeccabile, veloce, letale. Lo colpii esattamente come lui mi aveva insegnato senza farmi contaminare dalla pietà, non avrei voluto perire proprio il primo giorno della mia nuova vita da liceale. Josh accusò il colpo senza però indietreggiare, era massiccio e quasi due teste più alto di me; lottai con tenacia, ma alla fine fu lui ad avere la meglio. Mi bloccò i polsi tirandomi nell'ombra con tanta irruenza da farmi quasi inciampare. La mia schiena trovò il muro mentre il vampiro affamato che mi stava davanti mi schiacciava con il suo peso impossibilitandomi a fare una qualsiasi mossa offensiva. Il suo naso sfiorò il mio collo, la paura fu immediata, violenta e distruttiva. Mi dimenai nella sua presa con la conseguenza di sentire unicamente dolore ai polsi incollati al muro sopra la mia testa. -Josh... Josh ragiona. Non puoi mordermi.- Ansimai cercando di farlo ragionare mentre ansimava sempre più forte contro alla mia pelle. -Non farlo.- gemetti in un sussurro immaginandomi già conficcate nel collo le lunghe zanne del maggiordomo. 

Josh si bloccò di colpo smettendo di respirare sollevò la testa finché i nostri occhi non si incontrarono. I suoi finalmente ambrati ed i miei stravolti dal terrore più cupo. -Che cosa...?- sussurrò lasciando che le mie mani tornassero lungo ai miei fianchi. Guardai le ombre violacee dei lividi che avevano lasciato le sue dita troppo forti sulla mia pelle pallida. gli afferrai il viso tra le mani cercando di ignorare il dolore ai polsi e lo sbatacchiare furioso del petto nella mia cassa toracica. -come ti senti?- chiesi piano sperando che Josh non tornasse all'attacco.

-Ti ho fatto questo?- chiese prendendomi i polsi mentre il puro terrore passava nelle iridi chiare del vampiro. Mi ritrassi nascondendo i segni della sua violenza prima di strizzargli l'occhio -I miei genitori non lo sapranno mai.- dissi cercando di non dare troppo a vedere il tremore che mi scuoteva il corpo. L'uomo in crisi indietreggiò -Non avrei voluto..- bisbigliò portando gli occhi alle mani tremanti. Dovevo assolutamente scuoterlo da quello stato di shock. -Terra chiama Josh! Qui qualcuno deve andare a scuola! Non vorrai farmi far tardi vero?- borbottai avviandomi fuori da quello sgabuzzino saturo dell'odore della mia paura. Josh mi seguì a beve distanza silenzioso come un ombra scura. Non parlò per tutto il tragitto che ci separava dalla segreteria, solo di fronte alla grassa segretaria ritrovò l'utilizzo della parola. La donna lo guardava con occhi adoranti e mentre gli lasciava firmare le ultime carte. Quando il vampiro salutò freddamente la donna prima di uscire, un broncio rattristato le dissolse il sorriso. -Dovresti essere più gentile con gli umani, sono esseri emotivamente fragili.- dissi non appena la porta si chiuse alle nostre spalle. Distrattamente l'uomo fece un cenno d'assenso con la testa, era chiaro come la luce del sole che non mi stava minimamente ascoltando. -Vabe io vado, da qui in poi posso andare da sola. Ci vediamo alle una mi raccomando sii puntuale!- dissi sorridendo prima di salire il primo gradino. Josh fu improvvisamente alle mie spalle, silenzioso come il pensiero.

-Questa sera ti offrirò il mio sangue. Tutto quello che desideri, fino che non sarai sazia.- sussurrò rocamente regalandomi una ondata di brividi incontrollati. Mi morsi le labbra appoggiandomi con una mano al muro premendo l'altra contro allo stomaco che adesso a grand voce reclamava il liquido vitale di quel vampiro. Potevo quasi sentire il sapore sulla lingua, caldo e delizioso a contatto con le papille gustative. Malgrado non fosse assolutamente paragonabile a quello umano, il sangue di vampiro era una prelibatezza che di rado si aveva il piacere di assaggiare. -Ehi tu, tutto okay? Ti senti male?- chiese una voce alle mie spalle facendomi sobbalzare. L'odore di quell'umano mi avvolse all'istante, tanto dolce che mi risultò impossibile resistere. Chiusi le narici e mi girai sorridente -Tutto okay, grazie per l'interesse.- dissi serrando attorno alla mia coscia una mano, sperando che il dolore mi mantenesse lucida. Il sorriso del ragazzo umano era adorabile, aperto e caldo come la carezza del sole di mezzogiorno. Il viso dai tratti decisi era abbracciato da un velo di barba ispida che doveva essere tagliata, due occhi sorridenti del colore del mare in tempesta brillavano di vita. Mossi capelli ambrati gli sfioravano i lobi delle orecchie, all'apparenza morbidissimi; mi costò una fatica immane non infilare le dita in quella piccola giungla. -Allora meglio così. Non ti ho mai vista qui.. Sei nuova per caso?- disse aggiustando lo zaino sulle spalle. Lo guardai annuendo mentre cominciavo a salire le scale, Josh mi aveva avvertito dello charme che esercitavano i vampiri sugli umani. Eravamo come ragni che attiravano con la bellezza creature più deboli, facilmente influenzabili. -Forse sono stato indiscreto, ti chiedo scusa.- disse affiancandomi prima di superarmi mangiando i gradini. Sorpresa lo guardai da dietro, pensavo davvero che si fosse messo in testa di abbordarmi ed invece.. Sorrisi, forse non tutti gli umani erano così indifesi di fronte alle nostre armi. Che creature interessanti.."

Continuai a salire le scale ignorando le occhiate che i ragazzi e le ragazze mi rivolsero salendo. Era come se avessero appena visto un angelo: spalancavano la bocca bloccandosi a metà dell'azione che stavano compiendo. Improvvisamente un paio di mani forti mi strinsero i fianchi impedendomi di proseguire. Bloccando il respiro mi girai ritrovandomi faccia a faccia con un ragazzo alto e ben piazzato. Il suo sorriso viscido mi diede il voltastomaco -Lasciami.- ringhiai cercando di non strappare le mani a quell'insolente. Lui sorrise in modo ancora più ampio -Ciao tesoro, sei adorabile. Vieni con me a farti un giro? Ti offro un caffè.- disse stringendomi ancora di più i fianchi finché un lieve pizzicore alla carne non mi costrinse a reagire. Gli mollai uno schiaffo così forte che per un attimo pensai di avergli rotto la mascella. Il ragazzo si toccò l'osso dolorante digrignando i denti -Ma tu guarda! Ora ti insegno io le buone maniere!- ringhiò alzando una mano per colpirmi. Avrei potuto bloccarlo con la facilità con cui si neutralizza un bambino ma qualcuno me lo impedì. Il ragazzo che prima avevo incontrato all'ingresso delle scale si frappose tra noi fissando in cagnesco il ragazzo di fronte a sé -Smettila di cercare rogne il primo giorno di scuola Leo. Sparisci.- abbaiò senza abbassare lo sguardo di fronte all'ira dell'altro. Il ragazzo mordendosi le labbra mi lanciò uno sguardo di fuoco sputando a terra prima di andarsene.

-Che maleducato. Non si trattano così le ragazze.- borbottò il ragazzo senza nome prima che si girasse a sorridermi. -Sei stata coraggiosa a reagire a quel modo! Era tre volte più grosso di te.-. Scrollai le spalle indifferente, neanche un esercito avrebbe potuto abbattermi, figuriamoci un ragazzino borioso e manesco. -So difendermi abbastanza bene..-

-Non ne dubito. Ma preferivo essere sicuro di non dover subito incavolarmi per il troppo trambusto in classe.- disse strizzandomi l'occhio. Sorrisi confortata dalla spontaneità di quel giovane così allegro -Insomma, ci siamo già incontrati due volte oggi ma non conosco il tuo nome.- mi ritrovai a dire ridacchiando. Lui allungò una mano verso di me -Io sono Xavier, piacere di conoscerti..?-. Afferrai la mano di Xavier stringendola con grinta e determinazione. -Mi chiamo Juliet.-

Il ragazzo sorrise di nuovo scuotendo le nostre mani intrecciate -beh, direi che sono stato fortunato.- disse ad un tratto riprendendo possesso della propria mano. Lo guardai sollevando le sopracciglia in un espressione interrogativa. Xavier incrociò le braccia di fronte al petto ampio -Oggi é solo il primo giorno di scuola e mi sono già fatta un amica! in una scuola così piccola è difficile incontrare persone interessanti. Tu Juliet mi intrighi, sei forte.- disse guardandomi come se fossi una sorta di cavia da laboratorio. Ovviamente però non ascoltavo più, il mio cuore si era sciolto in corrispondenza della parola: amica. Avevo un amico.. Un amico umano.

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