Just the way you Are

"Ricordate bambini, potete essere qualunque cosa vogliate, sta a voi decidere."
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Sapete, non mi sarei mai aspettato che quella frase; fosse destinata a tutti i bambini della mia età, ma non a me.
Io non avevo scelta, io ormai ero quello, non avevo più via di scampo; dovevo accettarlo.
Ormai lei mi aveva portato via dalla mia vita, ecco cosa non avrei mai accettato, io ero come tutti quei bambini, una persona comune, un 19enne come tanti .
Eppure; per qualche strana ragione una parte di me amava tutto ciò, amavo stare con lei, amavo il fatto che fosse stata proprio lei a trovarmi quella notte,eh già ,stranamente lo amavo.

•Tratto dalla storia•
"Sei una stronza, questa è colpa tua, io avevo in mente altro per me... non avrei mai voluto questa vita.!!"
"L'ho fatto per te, ti prego non avercela con me."
"Non posso, io ti odio, ti odio cazzo! Guarda cos'hai combinato" Dissi osservando tutto il casino che ci circondava.
"Non puoi capire, ma ti giuro che quando ti spiegherò tutto non sarai più arrabbiato con me."
"Non me ne fotte un cazzo di cosa fai per me, addio Chantal." Dissi prima di scappare, scappare da lei.

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1. It's only the wind ... maybe

It's only the wind ... maybe.

Pov's Justin

Era la quarta ora di lezione, solo un'altra ora Justin, puoi farcela.

*Fine lezione__*

La campanella era suonata già da cinque minuti buoni e io ero rimasto ancora a parlare con i miei amici.

Ero conosciuto a scuola, avevo la fama di bello e dannato.

Ormai erano quasi le due p.m quindi dovevo tornare a casa se volevo evitarmi l'ennesima ramanzina da parte dei miei.

-Ciao ragazzi, a domani. -dissi salutandoli tutti e ricevendo un "A domani Juss" come riposta.

Entrai nella mia Range Rover nera e parti per tornare a casa dopo una lunga e stancante giornata scolastica.

Arrivai fuori la villa e intravidi la Geep di papà .Parcheggiai l'auto e feci ingresso in casa.

-Justin sei tu? - domandò mia madre.

-Si mamma.

-Allora vieni subito a tavola, è pronto e ho fatto le lasagne, vieni su.

Andai in cucina e vidi la tavola apparecchiata e i miei genitori seduti , li salutai e iniziai a mangiare, il pranzo si svolse tra le domande di mamma sulla scuola e le risate alle battute di papà .

Avevo finito di mangiare e decisi che fosse meglio andare a studiare, verso le 6 finii e caddi in un sonno profondo.

Appena sveglio notai che erano le otto, quindi scesi a mangiare e finita la cena dissi a mia madre che sarei andato al parco e avrei fatto ritorno per le 10.

Presi il giubbotto di pelle nera e uscì.

Ero seduto su una panchina a guardare le stelle, immerso nei miei pensieri quando udì un rumore "è solo il vento...forse" pensai; quindi decisi di alzarmi e camminare, ero quasi arrivato all'uscita del parco quando sentii qualcosa di affilato trapassarmi la base del collo, non sapevo chi o cosa fosse, sapevo solo che dopo quel colpo persi subito coscienza.

Heiii spero il capitolo vi sia piaciuto e vi abbia incuriosito, il continuo arriverà presto,baci xoxox.

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