Into the Darkness

Una ragazza, un vampiro. Sangue, lacrime e due destini che sembrano incrociarsi sempre di piú. Potrá mai il loro amore trionfare? Oppure la vera natura di lui spingerà lei a scappare?

-Storia nata dalla serie tv The Vampire Diaries, sono dunque presenti alcuni personaggi di questa serie-

10I mi piace
31Commenti
2286Visualizzazioni
AA

16. Capodanno

Capitolo. 15

Annie sentí una strana sensazione di fresco sul palmo della mano sinistra: era una sensazione persistente, e quando cercó di scacciarla muovendo la mano, incontró il morbido e umido muso di Peter.

Sbattè piano le palpebre, e nel momento in cui riuscí a mettere a fuoco, vide Peter seduto ai piedi del suo letto; la lingua penzoloni e il respiro affannoso.

In bocca aveva qualcosa che scintillava, ma Annie non riusciva a capire cosa.

- Vieni qui bello, vieni-

Il cane si avvicinó di più, e quando lei cercó di estrargli un filo argentato dalla bocca, lui glielo piazzó docilmente sul palmo della mano.

Annie la riconobbe subito: la collana che le aveva regalato suo papà era ora nelle sue mani; credeva di averla persa di nuovo.

-Bravo Peter-

Disse, accarezzandogli dolcemente la testa.

Il sorriso che le era spuntato sulle labbra peró, scomparve subito al ricordo del giovane dagli occhi di ghiaccio.

-Damon...-

Pronunció il suo nome in un sussurro e poi una lacrima calda le solcó il viso.

D'istinto nascose il viso nel morbido cuscino, bagnandolo con la sua tristezza. Come aveva potuto innamorarsene?

Come aveva potuto permetterlo?

Peter abbaió, ma lei non ci fece caso: voleva restare sola, sfogarsi, piangere fino a consumare gli occhi, e prosciugarli.

Il vampiro, l'aveva lasciata o era scomparso.

Erano 4 giorni che non lo vedeva, erano quattro giorni che piangeva.

Piangeva in camera, da sola; non poteva permettersi che i suoi la vedessero. Loro non sapevano. Solo lei sapeva. Non poteva dirglielo, l'avrebbero presa per una pazza. Una pazza.... Annie riflettè su quella parola. E se quei due giorni fossero stati frutto della sua fantasia? Forse un sogno, o un incubo?

Pianse ancora più forte, soffocando il dolore nel cuscino.

Peter abbaió di nuovo, ma Annie non lo ascoltó; lui continuó, sempre più forte.

Annie non potè far altro che alzare il viso, asciugarsi le lacrime, e guardare il cane.

Voleva essere ascoltato, e lei lo avrebbe accontentato.

Sgranó gli occhi, quando vide un'altra collana pendolare dalla bocca di Peter. Era sporca di fango, ma riusciva ancora a intravedere il luccichio di una superficie dorata sotto lo sporco.

Peter lo adagió tra le sue mani, e lei sorpresa cominció a pulirlo, grattando via il fango secco.

Quello sporco, nascondeva un vero gioiello. Una catena non troppo grande con un ciondolo a forma di cuore. Era d'oro, e scintillava tra le sue mani.

- Dove l'hai trovata Peter?-

Il cane sgattaioló fuori dalla stanza, ed Annie lo seguì, correndo per il lungo corridoio, poi giù per le scale, e infine fino al giardino.

In quell'immenso spazio verde, vicino ad un albero, un pino, un piccolo biglietto bianco svolazzava, legato ad un ramo.

Annie lo raggiunse, correndo nel morbido e umido prato a piedi nudi.

La brezza si era placata finalmente, ma il freddo pungente le bucava la pelle come tanti aghi.

Arrivó ai piedi del pino, e con un rapido gesto staccó il biglietto dal ramo.

Era di un colore perlaceo, e al centro in bella grafia era scritto: Torneró.

In fondo a destra, era stata disegnata una grande "D" .

Il voltó di Annie si illuminó, e la speranza sembró travolgerla nuovamente.

Giró il biglietto, e lesse un messaggio più lungo di una semplice frase.

Damon le chiedeva di indossare per sempre la collana; le chiedeva di non toglierla mai, per nessun motivo, ma non glielo spiegava.

In fondo un ultima frase recitava: "Apri, e capirai."

Annie piegó con attenzione il biglietto, e poi con altrettanta cura aprí il ciondolo. Era una scatola, e al suo interno c'erano due ramoscelli. Erano quasi secchi, ma emanavano un profumo fortissimo. Annie non capí il vero motivo di quel regalo, ma qualcosa le disse che poteva avere a che vedere con i vampiri.

Strinse la collana in un pugno, e correndo attraversó di nuovo il giardino fino a casa, dove impaziente la aspettava Peter.

Nel pomeriggio, rimase chiusa in camera.

Sua mamma al piano di sotto, era impegnata con i preparativi per capodanno, e Marcus era al lavoro.

Lei, estraniata da tutto ció, era rimasta nella sua stanza con Peter. Giocherellava con la collana, aprendola e chiudendola, e respirando l'odore pungente dei ramoscelli.

A cosa potevano mai servire?

Un rumore la scosse dai suoi pensieri: qualcuno bussava alla porta.

-Avanti-

La porta si aprí, e la figura di sua mamma comparve nella stanza.

-Annie...-

-Si?-

- É ora di prepararti. La festa inizierá tra poco, e mi serve una mano con gli ospiti-

-Sí, vado ora-

- A dopo-

Annie la salutò con un pigro gesto della mano, e poi dopo essersi alzata dal letto, si diresse verso l'armadio.

Dietro alle ante di legno di ciliegio, si nascondeva un vero e proprio mondo di abiti: fino all'anno scorso, Annie si era interessata solo di vestiti, moda e amicizie. Usciva ogni sera, e ogni volta indossava un capo nuovo. Ora ripensando a tutto quel lusso, si vergognava un po' di quanto fosse stata superficiale.

In fondo, anche se lei non lo era mai stata, i comportamenti che aveva, la classificavano in quel rango.

Ora invece non era piú ossessionata dalla voglia di "apparire", maturando aveva iniziato a puntare sul fattore "bellezza naturale", e qualche volta era capitato uscisse anche con una semplice maglietta bianca e un paio di jeans.

Era quasi diventata una semplice ragazza americana, mantenendo però sempre la sua unicitá che la caratterizzava.

Quella sera però era giusto voler apparire: scelse un vestito lungo in satén; era color grigio perla, ma le delicate decorazioni dorate sull'orlo lo valorizzavano, dandogli un tocco metallizzato.

Ai piedi scelse delle ballerine dorate, e ai polsi bracciali d'argento placcati in oro.

Il vero accessorio però che spiccava quella sera, era la stupenda collana d'oro che Damon le aveva regalato.

Annie arrivò con passo aggraziato fino allo specchio.

Riflessa c'era una stupenda ragazza, dai setosi capelli castani raccolti in un perfetto chignon, e il corpo snello coperto da un morbido vestito, che ricadeva leggero fino al pavimento.

Annie rimase a fissare il proprio riflesso per qualche secondo, e poi quasi fluttuando raggiunse la porta della sua stanza.

Appena la aprí Peter sgattaiolò fuori, e con lui anche Annie camminò velocemente fino alle scale.

Una musica assordante proveniva dal salotto, e ovunque ragazzi e ragazze si aggiravano per la casa, ammirandola quasi perdendosi.

Annie rimase per un attimo sorpresa: non aveva mai invitato tutta la scuola alla festa di inizio anno.

Strinse impulsivamente il corrimano, e dopo aver fatto un profondo respiro cominció a scendere le scale.

Un ragazzo biondo, forse del primo anno, aveva bisbigliato qualcosa all'orecchio della ragazza che aveva al suo fianco, e poco dopo quasi tutti gli invitati si erano accalcati per andare a vedere chi stesse arrivando.

Le guance di Annie si colorarono di un rosa acceso, ma il suo sguardo non era puntato sui tanti occhi che la fissavano, bensí su un solo paio di occhi.

Li avrebbe riconosciuti ovunque, quei due occhi di ghiaccio, e quel ghigno beffardo che adornava il suo volto, anche in mezzo a tanta gente come in quel momento. Sotto una maschera nera, si nascondevano i lineamenti perfetti di Damon.

Annie cominció a scendere le scale sempre piú velocemente, mai distogliendo lo sguardo da quella luce meravigliosa.

Cercò di farsi spazio tra quella calca, che piano piano aveva cominciato a dividersi, come il mare al passaggio di Mosè. Ora solo un lungo corridoio di ragazzini la dividevano da lui. Annie cominciò a correre, lasciandosi dietro decine di occhi incuriositi e bisbigli maligni.

Quando lo raggiunse, si fermò di fronte a lui, gli tolse la maschera, e lo abbracciò forte. Lui la strinse ancora piú forte, e piano avvicinò la bocca al suo orecchio.

-Mi sei mancata principessa-

Un leggero bisbiglio, diventò come un urlo d'amore nell'orecchio di Annie, che travolta dai sentimenti si lasciò scappare una lacrima di gioia.

-Non farlo mai piú-

-te lo prometto...-

-... Poi ti spiegherò tutto, ma ora devo andare...-

Annie lo trattenne, stringendogli forte la mano.

Damon si avvicinò di nuovo a lei, e ancora in un bisbiglio le disse:

-Non vorrai mica che sbrani i tuoi amichetti?-

Un ghigno gli si formò sulla bocca, ed Annie non poté far altro che lasciarlo andare.

-A dopo piccola-

Damon la salutò con un gesto della mano, e velocemente, anche se non come al suo solito, raggiunse la porta, chiudendosela dietro.

In quel momento una sensazione ovattata ricoprí la figura di Annie. Tutti gli invitati le si stavano avvicinando, ma lei era come su un'altra frequenza, lontana da quel mondo cosí mondano.

Iscriviti su MovellasScopri perché tutta questa agitazione. Iscriviti adesso per cominciare a condividere la tua creatività e passione.
Loading ...