After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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98. Capitolo 98.

“Dov’è Liam?” Chiedo ad Harry quando ci sediamo.
“Non lo so.” Risponde, e morde un cornetto.
“Hai detto che mi stava cercando?”
“Infatti, ma non so dov’è ora.”
“Harry, non si parla con la bocca piena.” Sua nonna appare dietro di lui.
Lo noto fare un respiro profondo prima di girarsi verso di lei.
“Scusa.” Borbotta.
“Volevo vederti prima di andare via, Dio sa quando ci rivedremo. Puoi conservare un ballo per la tua nonnina?” Gli chiede, ma lui scuote la testa.
“Perché no?” Chiede con un sorriso.
C’è tensione tra loro, ma non è così palpabile.
“Sto andando a prendere da bere a Tessa.” Mente, e lascia il tavolo.
“Beh, è particolare, non è vero?” Ride a disagio.
Non so cosa dire, il mio primo istinto è quello di difenderlo, ma sembra che stia scherzando.
“Beve ancora?” Si gira verso di me.
“Cosa? No.” Balbetto, colta completamente di sorpresa.
“Beve solo una volta ogni tanto.” Chiarisco, mentre lo vedo venire verso di noi con due bicchieri pieni di un liquido rosa.
Me ne passa uno e io sorrido e me lo porto alle labbra. Ha un odore dolce quando alzo il bicchiere per prenderne un sorso e le bolle spruzzano leggermente, solleticandomi il naso. Il sapore è dolce proprio come l’odore.
“Champagne.” Mi informa e lo ringrazio.
“Tessa!” Dice Karen e avvolge le braccia intorno a me. Si è cambiata dal vestito da sposa e ora indossa un abito bianco avvolgente che le arriva alle ginocchia.
“Sono talmente entusiasta che siate venuti! Com’è stato?” Chiede. Karen è l’unica persone che potrebbe mai chiedere com’è stato il suo matrimonio, è troppo gentile.
“Molto piacevole, è stato bellissimo.” Sorrido.
Harry mi mette la mano in fondo alla schiena e io mi appoggio a lui. Posso sentire quanto è a disagio tra sua nonna e Karen, e ora Ken si sta dirigendo verso di noi.
“Grazie per essere venuto.” Dice a Harry e allunga la mano perché gliela stringa.
Harry lo fa, scuotendola velocemente. Noto Ken alzare il braccio per abbracciarlo, ma Harry abbassa il suo prima di imitarlo. La faccia di Ken è piena di eccitazione e gioia.
“Tessa, sei bellissima, cara.” Si complimenta Ken e mi abbraccia.
Non posso evitare di sentirmi un po’ in imbarazzo vicino a lui, ora che ho qualche informazione sulla persona che era tanti anni fa.
“Vi state divertendo?” Chiede entusiastico.
“Sì. Avete sistemato bene qui fuori.” Harry fa del suo meglio per elogiare suo padre.
Gli metto la mano sulla schiena, muovendola in piccoli cerchi per calmarlo.
“Non sapevo che voi due vi parlaste.” Dice Adele.
Ken si strofina il retro del collo, un’abitudine che sospetto Harry abbia preso da lui.
“Sì. Parliamone un’altra volta, madre.” Dice Ken e lei annuisce in accordo.
Prendo un altro sorso dal mio bicchiere e cerco di non fermare l’attenzione sul fatto che sto bevendo al di sotto dell’età consentita davanti a degli adulti.
Un cameriere con un gilè nero viene verso di noi con un vassoio di champagne, Ken ne prende un bicchiere, facendomi rabbrividire. Lo passa a sua moglie e mi rilasso. Sono contenta di vedere che non beve.
“Ne vuoi un altro?” Mi chiede Harry e io guardo Karen.
“Fa’ pure, è un matrimonio.” Mi dice, facendomi sorridere.
“Certo.” Dico ad Harry e lui mi prende un altro bicchiere.
“A te non piace lo champagne?” Gli chiede Karen.
“Oh, sì, è buono, ma ne ho già bevuto un bicchiere e devo guidare.” Le dice e lei lo guarda con un senso di adorazione chiaro nei suoi occhi marroni.
“Hai tempo di venire questa settimana? Ho ordinato dei semi per la serra.” Karen mi guarda.
“Sì, certo. Sono sempre libera dopo le quattro tutta la settimana.” Le dico.
L’espressione compiaciuta ma sorpresa sul volto di Adele è ovvia mentre sposta lo sguardo tra me e Karen.
“Allora, da quanto tempo vi vedete?” Chiede a me e Harry l’anziana signora.
“Qualche mese.” Risponde tranquillamente Harry.
A volte dimentico che nessuno al difuori del nostro.. beh, del gruppo di amici di Harry, sa che ci disprezzavamo a vicenda fino a due mesi fa.
“Oh, quindi niente nipoti in vista per me?” Ride e Harry arrossisce.
“No, no. Siamo appena andati a vivere insieme.” Dice Harry e io e Karen risputiamo lo champagne nei bicchieri allo stesso tempo.
“Siete andati a vivere insieme?” Chiede Ken.
Non mi aspettavo che Harry gliel’avrebbe detto oggi, non ero neanche sicura che l’avrebbe mai fatto. Sono sconvolta e un po’ imbarazzata dalla mia reazione, ma per lo più soddisfatta del fatto che non abbia problemi ad ammetterlo.
“Sì, ci siamo trasferiti ad Artisan* qualche giorno fa.” Spiega.
“Wow, Artisan è un bel posto e più vicino all’ufficio di Tessa.” Commenta Ken.
“Già.” Dice Harry, in un chiaro tentativo di misurare come si sentono tutti riguardo la nostra notizia esplosiva.
“Beh, sono molto felice per te, figliolo. Non mi sarei mai immaginato che saresti stato così felice e.. in pace.” Gli mette una mano sulla spalla e io lo guardo con un’espressione neutrale.
“Grazie.” Dice Harry e sorride per davvero.
“Magari qualche volta potremmo passare a dare un’occhiata?” Chiede Ken e Karen abbassa gli occhi.
“Ken..” Lo avvisa. Probabilmente sta pensando alla volta in cui Ken si spinse troppo oltre con Harry, e anche io.
“Uh, sì, immagino potreste.” Risponde Harry, sorprendendoci tutti.
“Davvero?” Chiede Ken e lui annuisce.
“Okay, allora fateci sapere quando va bene per voi.” Dice, gli occhi leggermente lucidi.
La musica inizia a suonare nel tendone e Karen afferra il braccio di Ken.
“Questa è la nostra entrata, grazie moltissime a entrambi per essere venuti.” Dice e si allunga per abbracciarmi.
“Hai fatto talmente tanto per questa famiglia, non ne hai idea.” Sussurra nel mio orecchio prima di allontanarsi.
“E’ ora del primo ballo della sposa e lo sposo!” Dice una voce attraverso gli amplificatori.
Anche Adele va via, seguendo la folla per guardare il primo ballo.
“Li hai resi felicissimi.” Dico ad Harry e gli do un bacio sulla guancia.
“Andiamo sopra.” Dice.
“Cosa?” Ho la mente un po’ confusa a causa dei due bicchieri di champagne che ho appena finito.
“Sopra.” Ripete, mandandomi quella familiare scossa elettrica.
“Adesso?” Rido.
“Adesso.”
“Ma tutte queste persone..”
Non risponde, mi prende la mano e mi guida attraverso la folla e fuori dal tendone. Quando arriviamo dentro la casa, mi prende un altro bicchiere di champagne e cerco di non farlo rovesciare mentre mi affretto sulle scale per tenere il suo passo.
“Qualcosa non va?” Gli chiedo appena sbatte la porta della camera da letto e la chiude a chiave.
“Ho bisogno di te.” Dice cupamente e si toglie la giacca. Oh.
“Ma stai bene?” Gli chiedo, il cuore sta battendo già fuori dal petto.
“Sì, ho solo bisogno di una distrazione.” Geme e viene verso di me, prendendo il bicchiere e poggiandolo sul comò. Fa un altro passo, cingendomi i polsi con le mani e alzandoli sulla mia testa.
Sarò felicemente la sua distrazione da tutto quello che è successo di sotto, vedere sua nonna per la prima volta dopo anni, sua padre che si risposa, accettare di farli venire a casa nostra, è tanto per Harry in così poco tempo.
Invece di fargli delle domande o insistere ancora, lo prendo dal colletto della maglia e spingo i fianchi ad incontrare i suoi, è già duro. Geme e mi lascia i polsi, permettendomi di passargli le dita tra i capelli. Quando la sua bocca si muove sulla mia, la sua lingua è calda e dolce a causa del sapore rimasto dallo champagne. Nel giro di secondi, si è messo una mano in tasca e ne estrae un pacchetto di plastica.
“Dobbiamo portarti dalla ginecologa, così posso smettere di usare questi, voglio essere in grado di sentirti davvero.” La voce roca e mi tira il labbro inferiore tra le sue, succhiando leggermente e seduttivamente. Portando il mio corpo a desiderarlo ancora di più.
Sento la lampo dei suoi pantaloni scendere e sibila quando abbasso le mani per tirargli i pantaloni e i boxer sulle ginocchia. Harry alza le mani davanti al mio vestito e aggancia le lunghe dita nelle mie mutandine, abbassandole, faccio un passo goffamente per uscirne, usando le sue braccia per tenermi in equilibrio. Lui ridacchia leggermente prima di connettere le sue labbra al mio collo. Mi stringe i fianchi prima di alzarmi, facendomi avvolgere le gambe intorno alla sua vita.
Afferro con le mani la cima del vestito cercando di abbassarlo.
“No, lascialo.” Supplica.
“Questo vestito è incredibilmente sexy.. così sexy, eppure bianco e verginale.. e cazzo.. è talmente bello. Tu sei talmente bella.” Dice nel mio collo mentre mi alza ancora di più, poi mi abbassa su di lui. Ho la schiena contro la porta liscia e Harry inizia a guidarmi su e giù. In lui c’è una febbrile disperazione che non ho mai visto a questi livelli prima, e mi sento come se io fossi ghiaccio e lui fuoco. Siamo completamente diversi, eppure uguali.
“Va.. bene?” Balbetta, le braccia avvolte intorno alla mia schiena per tenermi in equilibrio.
“Sì.” Gemo. La sensazione di lui che mi prende in questo modo, contro la porta, con le mie gambe intorno alla sua vita, è molto intensa ma paradisiaca insieme.
“Baciami.” Mi supplica.
Faccio scivolare la lingua sulle sue labbra prima che lui apra la bocca per permettermi l’accesso. Tirandogli i capelli, faccio del mio meglio per baciarlo mentre lui si muove fuori e dentro me a una velocità maggiore. I nostri corpi si muovono veloci, ma i nostri baci restano lenti e intimi.
“Non ne ho mai abbastanza di te, Tessa, ti.. amo.” Dice nella mia bocca e io sussulto e gemo, quella sensazione cresce nel basso ventre.
Qualche grugnito scappa dalle sue labbra e io gemo con lui, entrambi stiamo raggiungendo il culmine.
“Lasciati andare, piccola.” Istruisce e io lo faccio. Lascia le labbra premute contro le mie, ingoiando i miei gemiti mentre si tende e riversa nel preservativo. Con qualche respiro pesante, la sua testa cade sul mio petto e continua a tenermi ferma per qualche secondo, prima di alzarmi e poi abbassarmi per farmi stare in piedi.
Alzo la testa verso la porta e cerco di riprendere fiato, mentre lui risistema il preservativo nell’involucro e se lo mette in tasca prima di rialzarsi i pantaloni.
“Ricordami di buttarlo, appena arriviamo di sotto.” Ride, facendomi ridacchiare stupidamente.
“Grazie.” Dice e mi bacia la guancia. “Non per quello che abbiamo appena fatto, ma per tutto.”
“Non devi ringraziarmi, Harry, tu fai per me tanto quanto io faccio per te. In realtà, di più.”
“Non esiste.” Afferma e mi prende la mano.
“Torniamo di sotto prima che qualcuno ci venga a cercare.” Dice.
“Come sto?” Chiedo, passandomi le mani tra i capelli e poi sotto gli occhi.
“Come appena scopata.” Mi stuzzica e io alzo gli occhi al cielo.
“Sei bellissima.”
“Anche tu.” Gli dico. Arriccia il naso per il mio complimento e si rimette la giacca prima che ci riuniamo alla festa.
Quando arriviamo, quasi tutti nel tendone stanno ballando e la nostra assenza sembra essere passata inosservata.
Mentre ci sediamo, inizia un’altra canzone. La riconosco, “Never let me go” dei Florence and the Machine.
“Vuoi ballare?” Chiedo ad Harry, anche se sono sicura di conoscere già la risposta.
“No, io non ballo.” Dice e io annuisco.
“A meno che.. tu non voglia?” Aggiunge.
Sono sorpresa dalla sua offerta e entusiasta dal fatto che ballerebbe con me, mentre allunga la mano verso di me e mi guida sulla pista da ballo piastrellata. Stiamo nel retro, a una buona distanza dalla folla.
“Non ho la più pallida idea di cosa fare.” Ride.
“Te lo mostro io.” Lo rassicuro e gli posiziono le mani sui miei fianchi.
Mi pesta i piedi qualche volta, ma si riprende velocemente. Mai in un milione di anni, avrei preso in considerazione il pensiero che Harry avrebbe ballato al matrimonio di suo padre.
“E’ un po’ una canzone demente da suonare a un matrimonio, non è vero?” Ride nel mio orecchio.
“No, davvero, è piuttosto perfetta.” Dico e appoggio la testa sul suo petto.
Sono consapevole del fatto che non stiamo tanto ballando quanto ondeggiando a destra e sinistra stretti l’uno all’altra, ma a me sta bene. Restiamo così per le prossime due canzoni, mentre Harry mi da qualche informazione su sua nonna. Vive ancora in Inghilterra, non le ha parlato né l’ha vista da quando lei l’ha chiamato per il suo dodicesimo compleanno. Si era schierata dalla parte di suo padre durante il divorzio, difendendo il suo bere, incolpando essenzialmente la madre di Harry di tutto, il che fu abbastanza per Harry per non parlare mai più. Sembra molto a suo agio nel condividere le informazioni con me, quindi resto in silenzio, solo annuendo e mormorando per fargli sapere che sto ascoltando le sue osservazioni. Harry scherza un po’ su quanto siano irritanti e lamentose tutte le canzoni che stanno mettendo e io rido di lui.
“Vuoi tornare di sopra?” Scherza e abbassa le mani sulla mia schiena.
“Forse.” Ghigno.
“Dovrò darti dello champagne più spesso.” Ride.
Gli sposto di nuovo le mani sulla mia vita e lui mette il broncio, il che mi fa ridere anche di più.
“Mi sto davvero piuttosto divertendo.” Ammette.
“Anche io. Grazie per essere venuto con me.”
“Non vorrei essere da nessuna altra parte.” So che non intende il matrimonio, ma solo con me in generale. Il pensiero mi riscalda.
“Posso interrompere?” Chiede Ken appena inizia la canzone successiva.
Harry si acciglia e guarda me, poi suo padre. “Sì, solo una canzone.” Brontola, facendo ridere Ken.
“Una sola.” Ripete le parole di suo figlio e Harry mi lascia. Ken mi mette la mano sulla schiena e io ingoio il senso di disagio che provo verso di lui.
Mantiene la conversazione leggera mentre balliamo. I miei sentimenti negativi verso di lui vengono messi a tacere mentre ridiamo per una coppia ovviamente ubriaca che ondeggia avanti e indietro a fianco a noi.
“Ma guarda lì.” Dice, la voce piena di stupore.
Mi giro per guardare ciò a cui si riferisce e sento il mio piccolo sussulto appena vedo Harry che ondeggia goffamente con Karen. Lei ride quando lui le pesta le scarpe bianche e lui fa un sorriso imbarazzato. Questa serata è andato meglio di quanto potessi mai sognare.
Dopo che la canzone è finita, Harry torna velocemente da me. Qualcuno chiama Ken e lui annuisce. Ci salutano e ci ringraziano di nuovo per essere venuti al matrimonio, prima di sparire tra la folla.
“Pronta a tornare a casa?” Mi chiede Harry.
“Sì, i piedi mi stanno uccidendo.” Questo è il tempo più lungo in cui ho portato dei tacchi in tutta la mia vita e avrò bisogno di una settimana per riprendermi.
“Vuoi che ti porto in braccio?” Mi prende in giro con una voce da bambino.
“No.” Rido stupidamente.
Mentre stiamo uscendo dal tendone, Trevor viene verso di noi insieme al signor Vance e Kimberly. Il suo sorriso è luminoso e mi fa l’occhiolino dopo aver guardato Harry da sopra a sotto. Cerco di soffocare la risata e finisco per tossire.
“Mi hai tenuto un ballo?” Il signor Vance prende in giro Harry.
“No, assolutamente no.” Ride.
“Vai via così presto?” Trevor mi guarda.
“Siamo qui da un sacco, in realtà.” Harry risponde per me e mi tira via da loro.
“E’ stato bello vederti, Vance.” Harry richiama mentre usciamo.
“Sei stato scortese.” Lo riprendo, mentre andiamo alla sua macchina.
“Stava flirtando con te, ho il diritto di essere scortese quanto mi pare.”
“Non stava flirtando, si stava solo comportando in modo carino.”
“Ti vuole, posso dirlo. Non essere così ingenua.”
“Solo sii carino con lui, per favore, da oggi in poi. Ci lavoro insieme e non voglio problemi.” Dico calma. Questa serata è andata troppo bene per essere rovinata dalla sua gelosia.
“Potrei sempre dire a Christian di licenziarlo.” Dice e non posso evitare di ridere per la sua risposta spavalda.
“Tu sei pazzo.” Sbuffo.
“Solo quando si tratta di te.” Dice, e si immette in strada.

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