Il bacio della notte

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  • Pubblicato: 21 nov 2013
  • Aggiornato: 27 ott 2014
  • Stato: In Corso
Mi chiamo Juliet, sono una ragazza adolescente che quest'anno compirà finalmente i suoi diciotto anni..
C'è solo un piccolo particolare da aggiungere; sono una vampira. L'unica discente femmina in secoli e secoli di discendenti maschi. La mia famiglia difatti apparteneva ad una delle più vecchie ed importanti casate nobiliari vampire esistenti sulla terra dagli albori del tempo. Per i miei genitori non è facile trattare con una ragazza complicata come me, soprattutto adesso che ho scelto di frequentare il mondo mortale tanto odiato da mio padre e mia madre.
Non avrei mai immaginato che scegliendo questa strada, la mia vita sarebbe stata sconvolta.

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9. Puzza di guai.

In macchina non rivolsi minimamente la parola a quel maleducato del mio maggiordomo. Per quanto potessimo essere amici, non gli avrei perdonato facilmente quello slancio ironico nei confronti di Xavier. Ne era rimasto deluso, gliel'avevo letto negli occhi quando mi ero allontanata. Josh fermò la macchina accostandola sul ciglio della strada senza una parola. Stupita lo guardai spegnere il motore e lasciar cadere le mani in grembo, tutta l'ironia spinosa che prima gli aleggiava sul viso era sparita, sostituita da un profondo turbamento. Mi dimenticai all'istante la rabbia mettendomi sulla difensiva, pronta a ricevere la brutta notizia che mi attendeva. -Oggi c'è un ballo nella casa dei tuoi nonni, ci saranno tutti i vostri familiari quindi è necessario che vada anche tu..-

Rimasi docilmente nel mio silenzio reprimendo tutte le spontanee domande che mi pizzicavano la lingua. Sapevo che Josh avrebbe soddisfatto ogni mia perplessità senza che io chiedessi. Si passò una mano sul viso -C'è qualcosa che non va.. Non so bene spiegare cosa.- gemette guardandomi preoccupato. Mi sporsi istintivamente verso di lui appoggiandogli una mano sulla sua. -Josh va tutto bene, è una riunione come le alte.- provai a dire ma ovviamente ciò non sarebbe servito a calmarlo. Scosse la testa premendosi una mano sulla fronte.

-Comunque ci sarai anche tu.. Nel caso ci sia qualcosa di strano potrei sempre contare su di te no?- chiesi sentendo la preoccupazione chiudermi la gola; Josh mi stava spaventando comportandosi in quel modo. Lui storse la bocca

-Non so quanto potrò starti vicino. ricorda che io faccio parte della servitù e comunque sarebbe scortese accompagnarti per tutta la sera quasi come se temessi un attacco..- disse guardandomi combattuto. Sorrisi nascondendo il nuovo timore, nella speranza di tranquillizzarlo -Andrà tutto bene.- Il vampiro annuii accendendo la macchina che tornò in vita rombando. Si immise con maestria nella carreggiata superando una macchina troppo lenta per i suoi riflessi da vampiro. Probabilmente un comune umano, seduto al mio posto, sarebbe morto d'infarto.

A casa l'atmosfera era tirata e tesa come sempre; inoltre dato che non volevo vedere quell'arrogante di mio cugino schizzai in camera chiudendola a chiave. Il pranzo veniva generalmente evitato dai miei che proferivano di gran lunga sonnecchiare all'ombra per svegliarsi quando il sole era meno forte. Io d'altra parte odiavo dover dormire di giorno; mi piaceva terribilmente la luce malgrado fossi una centaura generata dall'ombra. Mi concentrai sui compiti ma nel giro di mezz'ora avevo finito di studiare Hegel e persino Schopenhauer. Non era niente di specialmente interessante; così mi buttai sul letto con un libro in grembo pronta a perdermi in quegli spazi incantati e magici. Mi concessi lo sfizio della musica, infilando gli auricolari che avevo dimenticato in un cassetto della camera cercando qualche canzone tipicamente umana. Ciò non impedì però al piccolo William di venirmi a trovare; bussando alla mia porta in modo educato alzò le manine verso di me supplicandomi di prenderlo in collo. Lo accontentai sollevandolo da terra per poi chiudere la porta con un mezzo calcio

-Che ci fai qui piccolo?- chiesi mettendolo a sedere sul letto mente mi chinavo in avanti per portare i miei occhi alla stessa altezza dei suoi. Lui fece il tipico broncio adorabile da bambino che così poche volte gli avevo visto in viso -Nicholas sta studiando, mamma e papà dormono e.. Non mi va di stare con Adrian. È noioso.- disse alzando gli occhi su di me.

-Ti dispiace se resto un po' con te Juliet?- chiese a bassa voce in tono colpevole. Lo strinsi in un forte abbraccio accarezzandogli i capelli disordinati -ovvio che no schiocchino! Mi fa molto piacere stare in tua compagnia invece.- dissi sedendomi al suo fianco per prendergli una mano. Lui mi sorrise in modo così ampio che i piccoli canini brillarono tra i denti perfettamente bianchi. -Ti va di raccontarmi una storia?- chiese buttandosi sul letto costringendo anche me a stendermi a pancia in sù.

-Che genere di storia?- chiesi incuriosita girandomi su un fianco per guardare il viso del mio fratellino. Lui sembrò ragionarci per un attimo su, poi però scrollò le spalle stringendosi a me.

-Vanno bene tutte! Basta che non siano noiose come quelle della mamma!- disse ridacchiando scatenando anche le mie risa. Il mio piccolo William, adoravo quel bambino. Gli passai un braccio attorno al collo tirandomelo vicino con un sorriso. -Ho una storia molto interessante che potrebbe piacermi.- dissi guardando soddisfatta il visino del bambino illuminarsi.

Ci sistemammo sui cuscini tirando una coperta spessa a coprire i nostri corpi abbracciati. -Bene. La nostra storia comincia nelle afose terre dell'est dove un prode cavaliere..-

Passammo il pomeriggio così, mentre io raccontavo ed plasmavo la storia secondo i gusti del piccolo; il sole calò dietro alle colline tingendo di rosso le mura della mia camera. Un sicuro bussare mi troncò le parole sulle labbra; William si bloccò al mio fianco stringendomi la maglietta con le manine. -Avanti.- dissi inghiottendo l'ansia soffocante. Josh entrò nella stanza sorridendo nel vedere me e mio fratello vicini -Signorino William, sua madre l'aspetta di sotto.- disse appoggiandosi una mano sul cuore mente nell'altra pendeva una busta chiusa grigio fumo. Il mio fratellino si alzò scoccandomi un bacio sulla guancia -Ci vediamo dopo Juls.- cinguettò sorpassando Josh. Il vampiro chiuse la porta guardandomi intenerito.

-William ti vuole davvero molto bene.- disse appoggiando piano all'involucro sul copriletto. Annuii gattonando sul materasso fino al fagotto; curiosa provai ad aprirlo ma Josh mi bloccò. -Potrai vederlo unicamente quando lo indosserai.- disse con un sorriso enigmatico. Storsi la bocca guardando il contenitore morbido che di certo proteggeva il vestito di quella sera.

-È frutto del sarto più bravo della nostra cerchia. Sarà sicuramente un capolavoro.- disse chiedendo a chiave la porta. Lo guardai divertita da quel gesto da umani e lui alzò le spalle. -Non bloccherà un vampiro ma se vorrà entrare, dovrà fare parecchio rumore.- esclamò prendendo al sicuro tra le sue braccia il vestito.

-Forza, dobbiamo iniziare a prepararci.- Mi strinsi nella felpa arrossendo. -Dovresti uscire.- borbottai quando compresi che Johs non si sarebbe mosso da lì. Josh sollevò le sopracciglia sinceramente stupito, ed io abbassai gli occhi. Il maggiordomo mi venne più vicino, sporgendosi in avanti affinché i nostri visi fossero abbastanza vicini da poterci udire solo sussurrando. -Un tempo non ti vergognavi a farti aiutare-

-Avevo dieci anni, cosa pretendi..- balbettai arrossendo ancora di più mentre lui ridendo mi dava le spalle. -Non ti guarderò, promesso.- giurò chiudendo persino gli occhi. Rassegnata all'idea di dovermi cambiare con lui in camera mi tolsi i vestiti per indossare una delle tante impalpabili canottiere che spesso mettevo sotto quei capolavori succinti e sin troppo eleganti. Preso il pacco e lo scartai facendo molta attenzione a non rovinare quel gioiello con le unghie. Rimasi a bocca aperta per un paio di secondi ammirando quel vero e proprio capolavoro di sartoria; era difficile pensare che fosse stato creato per essere indossato. Era di seta blu, lungo fino ai piedi; sul davanti si allacciava sul collo lasciando scoperte le spalle mentre dietro, un vertiginoso scollo si spalancava sulla schiena fino all'attaccatura del bacino. Inoltre il collo era adornato da tanti piccoli diamantini e smeraldi grandi quanto lacrime. Tentai di indossarlo facendo attenzione a non rompere o rovinare nulla, ma alla fine quando arrivai quasi a metà dovetti chiedere l'aiuto di Josh. Gli diedi la schiena e lui si avvicinò rispettosamente afferrando i lembi del vestito per farmelo calzare addosso. Josh non esitò un secondo sulla mia pelle, cosa che oltre a rinfrancarmi mi gettò addosso un senso di sfuggente sconforto. Il mio charme doveva più o meno equivalere a quello di un criceto.

Quando Josh terminò mi prese per le spalle girandomi verso lo specchio, dove in una eleganza abbagliante comparve una giovane ragazza dai capelli biondi e l'espressione imbarazzata. In un primo momento non riuscii davvero a credere che quella fossi io. Mi osservai, avvolta in quel vestito degno della principessa d'Inghilterra e mi venne da sorridere.

Josh percorse con un dito la curva della mia spina dorsale. -Wow.- sussurrò scatenando una serie di brividi incontrollati. -L'abito fa miracoli addosso al suo manichino.- balbettai lisciando i capelli già perfettamente lisci. Josh ridacchiò mollando la presa su di me prima di sorridere scoprendo i denti -Un abito per sfavillare ha bisogno di una indossatrice meritevole, oserei dire brillante.- sussurrò prima di afferrare con delicatezza la mia chioma morbida iniziando ad intrecciarla senza educatamente curarsi del rossore che mi aveva invaso prepotentemente le guance.

La preparazione impiegò un paio di ore, ma alla fine la mia figura parve brillare come una delle più belle stelle del firmamento. I capelli erano stati raccolti in un lento chignon che lasciava scoperto il mio collo dove, in corrispondenza della vena era stata studiatamente coperta la cicatrice che mi sfregiava la pelle. Ricordo della violenza punitiva dei miei genitori vampiri. Josh mi diede il braccio aiutandomi a scendere gli scalini. Anche lui era bellissimo avvolto in quel completo nero che slanciava la sua figura magra e muscolosa.

Adrian in fondo alle scale sorrise nel vedermi. Odiavo quella sua espressione sfottente ma mi costrinsi a replicare con educazione al suo saluto silenzioso, affondando le unghie nella giacca di Josh. -Vogliamo andare mia principessa.?- chiese mio cugino porgendomi in modo davvero cavalleresco una mano. Impaurita depositai con titubanza le dita sulle sue. C'era qualcosa che non andava nel suo comportamento, sentivo la terribile puzza dei guai aleggiargli attorno. Speravo solo di sbagliarmi.

Peccato che in quel momento dimenticai che l'istinto femminile difficilmente falliva quando si trattava di uomini. Quella fatidica sera, la mia vita prese una svolta radicale ed io mi ritrovai immersa in una serie di eventi disastrosi e travolgenti, decisi ad affogarmi.

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